RECUPERO FORZOSO ALLOGGI DIFESA / Il Ministro Guerini ha risposto ad una interpellanza urgente sulla questione della proroga degli sfratti. Molta l’insoddisfazione degli utenti degli alloggi della DIFESA

Roma, 20 mar 2021 – IL MINISTRO:  “HO TRASMESSO LE DIRETTIVE  AGLI STATI MAGGIORI”.  GLI SFRATTI PROROGATI  MATERIALMENTE AL 30 GIUGNO 2021.

In una atmosfera  troppo rigida e formale quasi si parlasse di commi e regolamenti a se stanti e nona persone, si sperava un intervento di taglio diverso. Che cosa ci convince  e che cosa ci fa rimanere perplessi nell’intervento del Ministro della Difesa Guerini?

Comunque raggiunto un obiettivo di transizione: bloccare gli sfratti fino alla fine di giugno.

IL PRIMO OBIETTIVO 

Era tanta l’attesa per lo svolgimento dell’interrogazione dell’On.le Andrea Frailis (PD) rivolta al Ministro della Difesa On.le Lorenzo Guerini del 17 marzo 2021 . E’ vero , l’OdG approvato dal Parlamento il 23 febbraio u.s., che impegnava il Governo  a sospendere le operazioni di sfratto (e tante altre cose ieri non emerse) si era impantanato poi nell’applicazione pratica, la più delicata: dare l’ordine concreto ai Comandi di sospendere le operazioni di recupero. Ebbene ieri, a detta del Ministro, questo “ ordine” è stato impartito e questo era il primo obiettivo.

E allora, perché non rallegrarsi,  da dove nasce questa strana sensazione?  Presto detto.

Forse perché ne abbiamo viste tante  e abbiamo vissuto tante battaglie, vinte o perse, non siamo inclini a facili entusiasmi, forse perché nelle cose che portiamo avanti e organizziamo ci “ crediamo” troppo, forse perché abbiamo il vizio di precisare e spaccare il capello, forse perché molte volte ci siamo sentiti presi in giro credendo di aver riportato un risultato positivo ( ricordiamo la beffa del Decreto del 23 luglio 2015 M.Difesa Pinotti ridotto ad una farsa  dalle fumose  letture post legem ed interpretazioni ed alla fine applicazioni del Decreto 2015. di  SMD,  ad una presa in giro, del Parlamento, del Ministro di allora la Sen. Pinotti, della Relatrice Villecco Calipari e in definitiva di tanti cittadini-militari italiani,  forse perché tutto questo, durante la seduta del 17 marzo, ne abbiamo evocati i fantasmi. Abbiamo pesato le parole del Ministro, e nella sua risposta a quello che ha definito  “ l’interrogante” non abbiamo notato nessuna empatia, partecipazione , solidarietà (è tanto?) neppure un seppur minimo segnale  di  coinvolgimento non solo   a quella sofferenza di tante famiglie che i provvedimenti che venivano sospesi, avevano suscitato ma anche alle cause e motivazioni che ne avevano “ motivato” l’emissione.

Parliamo degli handicap  e loro famiglie di Civitavecchia, famiglie senza reddito, della vedova di Venezia (84 anni e un reddito lordo inferiore   20.000 euro) degli sfratti inutili con accanimento dell’Aeronautica  delle famiglie di Milano, di quelli “ de facto” del crollo della Cecchignola, e dei tanti minacciati già in itinere,  solo per citarne alcuni.

 Dietro gli sfratti c’è tutta una varia umanità fatta di sofferenza , di terrore ancora prima che  arrivino le lettere, di incertezza per il futuro, e poi l’atto più temuto, quello che paralizza:  la lettera di  sfratto. Ebbene il Ministro, non entrando mai nel merito, seppure con due parole,  “ha risposto all’interrogante”, senza mai farne il nome,  con una rigida formulazione della risposta.

Statuario, impassibile, rigido su se stesso, quasi imbalsamato, agli occhi degli osservatori,   quasi insofferente,  attento alle virgole, senza entrare nel merito nelle motivazioni che erano alla base del provvedimento, se non ad un vago, scontato  ed ovvio riferimento al COVID,  che giudichiamo in questo caso fortuito  e non preponderante rispetto al vero problema,  quasi per giustificarsi  davanti ai suoi generali , ha citato codici e codicilli  che sono apparsi una giustificazione  volta agli Stati Maggiori più che al Parlamento a cui in quel momento si rivolgeva.  Nessun giudizio “ politico” come ci si attendeva  che ben si addice ad una decisione anche politica di un provvedimento del genere,  su quella decisione, peraltro non sua ma doverosamente emanata su impegno preso in Parlamento.. Per dirla brutalmente sembrava che ne avesse vergogna.

Evidentemente pensava poi  che qualcuno ne chiedesse spiegazioni e conto  nelle recondite stanze di Via XX Settembre. Niente solidarietà alle famiglie, ne riferimenti al perché fossero stati emanati quei provvedimenti di sfratto. Nessun riferimento breve a che cosa vorrà fare per il futuro.  Manifestazioni evidenti di una timidezza e eccessivo timore  riverenziale che porta poi all’immobilismo.

TUTTO QUESTO CI E’ APPARSO  NELLE POCHE PAROLE DEL MINISTRO

Questo ci è apparso il Ministro così come emerge dalle sue dichiarazioni di risposta. Se ci siamo sbagliati, in un prossimo futuro, siamo pronti a smentirci. Era la prima volta che in prima persona era chiamato a rispondere e senza il supporto di sottosegretari parafulmine (non sono state assegnate ancora le deleghe) , nel  trattare la spigolosa questione degli alloggi militari, che tutti rifuggono come la peste nera.

LA REPLICA DELL’ON.LE ANDREA FRAILIS: IN ATTESA DEL DECRETO, UN TERZO DEL PATRIMONIO E’ INABITABILE

Ci siamo sentiti al contrario, ritornare nella giusta dimensione, nell’udire invece le parole e i concetti .- invito, espressi dall’On Frailis nel ricordare al Ministro Guerini, che quel passaggio al blocco, doveva essere propedeutico al Decreto Biennale previsto dall’Ordinamento, augurandosi che risponderà  alle esigenze del personale e delle loro famiglie per “ realizzare una vera politica abitativa con interventi pubblici e privati” non esimendosi dal ricordare che attualmente , ammonendo evidentemente chi ne è responsabile, che un terzo del patrimonio abitativo risulta vuoto e non più riassegnabile (5.000 alloggi) e che il rimanente non è certo sufficiente. 

Aggiungiamo noi di CASADIRITTO che la soluzione di tale problema va affrontata con la partecipazione di tutte le parti interessate , in Parlamento con  tutti i Gruppi Parlamentari, sia di maggioranza  che di opposizione ( ricordiamo fra questi l’apporto  dato continuamente sul problema  dall’On. Rampelli e  Deidda di Fratelli d’Italia  con il quale abbiamo  un continuo rapporto informativo  in materia di alloggi)  e quella parte del Partito Democratico che storicamente oggi come nel passato, per tante legislature ha cercato di intervenire su tutti i livelli (ricordiamo prima i contributi nelle varie recenti legislature del Sen. Nieddu, della  amica di CASADIRITTO Sen. Silvana Pisa, Sen. Gen. Del Vecchio , il non dimenticato Sen.  Gen. Franco Angioni e poi della Sen. Pinotti sempre del PD Ministra  firmataria del Decreto innovativo del 7 maggio 2014) ma anche dell’on.De Angelis (AN)  Naturalmente  con tutte le parti interne della Difesa che ancora sembrano timide nell’affrontare il problema, il COCER, i nascenti sindacati militari che affrontano coraggiosamente per la prima volta anche la falsa e artificiosa  diatriba ( creata ad arte)  tra i militari in servizio o in pensione , che per decenni sono stati “ aizzati” per evidenti interessi di parte per dividere la “ platea”. Un ruolo a parte dovranno poi avere i rappresentanti delle Associazioni degli utenti, parte in causa ed uno degli attori principali.

SI PUO’ FARE.

Tutto ciò non è una utopia, si può fare. Con tenacia, ora che il blocco degli sfratti è in atto, si potrà fare ancora meglio. Quell’utopia, cominciata il 6 gennaio 2021 con la raccolta di migliaia di email, inviata a tutti i Parlamentari da ogni parte d’Italia, su iniziativa di CASADIRITTO all’indomani dell’uscita dall’Ospedale del Coordinatore e lanciata sul sito, è diventata ora realtà.

Nelle motivazioni non era basata principalmente dal COVID ma anche da motivazioni inerenti alla stesura del nuovo Decreto.

Quindi coinvolgere famiglie e Parlamentari è una strada giusta. Il  Ministro deve “ sciogliersi” dalla sua attuale immagine precostituita ed andare incontro alle famiglie, (così come richiesto con la lettera che abbiamo inviato al Ministro il giorno 5 marzo u.s. nel quale assieme alla formulazioni degli auguri per la rinnovata nomina CASADIRITTO chiedeva un incontro sul tema degli alloggi)  nell’interesse della Istituzione Difesa , anche degli stessi Apparati Militari e degli stessi militari in servizio che ad un alloggio aspirano,  che converranno nel cambiare l’attuale sistema con una diversa programmazione industriale e una diversa Gestione degli alloggi anche con l’intervento di DIFESA SERVIZI . Altro che difendere il vecchio e disastroso Decreto Crosetto, quello che ci ha condotto nell’attuale disastro, danneggiando in definitiva, tutti.  Coraggio.

Roma li 18 marzo 2021

CASADIRITTO

IL COORDINATORE NAZIONALE CASADIRITTO
Sergio Boncioli


Stenografico della seduta del 17 marzo 2021. Camera dei Deputati. 

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2 thoughts on “RECUPERO FORZOSO ALLOGGI DIFESA / Il Ministro Guerini ha risposto ad una interpellanza urgente sulla questione della proroga degli sfratti. Molta l’insoddisfazione degli utenti degli alloggi della DIFESA”

  1. dalle impressioni negative anche dialettiche, ai fatti. Ora vogliamo dire la nostra sul Decreto Biennale. Il Ministro non può ne deve essere neutro dinnanzi ad un disastro evidente. Vorremmo volentieri essere smentiti, Boncioli Sergio CASADIRITTO

  2. Speriamo nelle direttive del Ministro riguardo il Decreto Biennale. E’ vero esiste un principio, ma spesse volte va valutato con il buon senso. Ritengo inumano sfrattare persone70/80 enni, vedove, malati con 104 art 3 comma 3 in gravita’. Con gli anni loro hanno creato punti di riferimento.. Ospedali, negozi, strade, rapporti con famiglie. Tra l’ altro nulla e’ agevolato,infatti pagano un canone di mercato maggiorato. Se l’ alloggio dove risiede una famiglia sine titolo serve per un collega in graduatoria, in quando inesistenza di alloggi vuoti, potrei
    anche capire. Ma oggi lo sfratto creerebbe un ulteriore alloggio vuoto da sommare ai 5200 e oltre in attesa di essere assegnati. Finisco ricordando ai colleghi giovani… “QUELLO CHE TU SEI IO SONO STATO… QUELLO CHE IO SONO TU SARAI…

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