18 Giu, 2021

Nomina del nuovo Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto. IL SENATORE GREGORIO DE FALCO PRESENTA INTERROGAZIONE AL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE, PER SAPERE CHE…

Roma, 24 mag 2021 – La scorsa settimana al Senato è stata presentata una puntuale interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, da parte del Senatore De Falco.

Come è noto Gregorio De Falco è il Comandante che, quasi 10 anni fa, coordinò con successo i soccorsi in seguito all’affondamento della Costa Concordia.

L’occasione è stata conseguente ad un articolo apparso sui social dove si parla tra l’altro della nomina del Comandante Generale. L’attuale Comandante andrà in pensione a fine luglio e di fatto il prossimo sarà il primo ad essere scelto e poi nominato dal Governo.

Tra i vari quesiti che il Senatore De Falco pone al ministro vi è anche uno che riguarda la proporzione tra numero di ammiragli e personale.

Guarderemo con attenzione le risposte in considerazione delle forti “curiosità” ingenerate nel personale della Guardia Costiera che da sempre soffre per la scarsità di personale, per problemi di mobilità, e per il mancato riconoscimento delle funzioni di Pubblica Sicurezza.


Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02534

Atto n. 3-02534 – Pubblicato il 20 maggio 2021, nella seduta n. 329

DE FALCO – Al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. –

Premesso che:il comma 1 dell’art. 133 del codice dell’ordinamento militare (decreto legislativo n. 66 del 2010) prevede che: “Il Comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto è nominato tra gli ufficiali in servizio permanente effettivo appartenenti al Corpo delle capitanerie di porto con il grado di ammiraglio ispettore, con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa, sentito il Capo di stato maggiore della difesa, e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti”;

il comma 2 prevede, inoltre, che: “Al Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto, a decorrere dalla data di assunzione dell’incarico, è conferito il grado di Ammiraglio Ispettore Capo, in sovrannumero rispetto alle dotazioni organiche, e senza determinare vacanza organica nel grado inferiore. Il Comandante Generale rimane in carica per almeno due anni e, ove raggiunto dal limite di età, è richiamato in servizio d’Autorità fino al termine del mandato”;

nel febbraio 2021, il primo reparto del comando generale ha diramato il ruolo degli ufficiali delle Capitanerie di porto dal quale si evince che sono in servizio permanente effettivo 6 ammiragli ispettori, mentre la tabella 2 dell’art. 1136-bis, comma 1, del codice dell’ordinamento militare ne prevede 4;

in data 16 maggio 2021 sul sito internet “sassate” è stato pubblicato l’articolo di Guido Paglia dal titolo “Difesa, non si trova il Capo di Gabinetto, in compenso c’è bagarre su chi dovrà guidare le Capitanerie di Porto”;

relativamente all’imminente nomina del nuovo comandante generale delle Capitanerie di porto, si legge che al Ministro in indirizzo sarebbe stata inviata una terna di nomi di ammiragli ispettori del Corpo, per scegliere il successore dell’ammiraglio ispettore capo, Giovanni Pettorino, il quale, compiendo 65 anni, andrà tra poco in pensione;

considerato che:

il criterio di scelta dovrebbe basarsi su elementi obiettivi e predeterminati come l’aver svolto incarichi di comando nel grado richiesto, aver acquisito esperienze nella direzione di uffici centrali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o della difesa;

la norma non prevede che venga predisposta alcuna elencazione di nomi, né tantomeno che siano esclusi coloro che pure hanno i requisiti di grado,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della notizia riportata dal sito “sassate”, se questa corrisponda al vero, e in caso positivo chi abbia fornito la rosa dei nomi, a quale titolo e in base a quali criteri siano stati scelti i tre indicati ed esclusi tutti gli altri;

quali siano i motivi per i quali, a fronte di 4 ammiragli ispettori previsti dalla tabella 2 dell’articolo 1136-bis del codice dell’ordinamento militare, attualmente vi siano 6 ammiragli ispettori, oltre il comandante generale che, quando assume il grado di ammiraglio ispettore capo, non determina una vacanza organica nel grado inferiore;

per quali motivi non si sia fatto ricorso all’istituto della riduzione quadri al fine di contenere il ruolo nei limiti previsti dalla tabella;

quale vantaggio ricavi l’amministrazione dal tenere 2 ammiragli ispettori in sovrannumero, tenuto conto che il Corpo conta non più di 8.000 militari in servizio permanente, con un rapporto, non ideale, di meno di 1.300 uomini per ogni ammiraglio ispettore, ovvero meno di 500 uomini (e donne) per ognuno dei 23 ammiragli in forza al Corpo.

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