In Afghanistan non abbiamo vinto. È il nostro Vietnam: 53 caduti italiani e 700 feriti

Roma, 10 giu 2021 – In Afghanistan non abbiamo vinto e l’ammaina bandiera ad Herat assomiglia molto ad una sconfitta semi nascosta e mascherata da orgogliosi discorsi ufficiali.

La realtà sul terreno è che, nel solo mese di maggio, 26 fra avamposti e basi delle forze di sicurezza afghane, in quattro province, si sono semplicemente arresi ai talebani.

Gli insorti jihadisti minacciano 17 dei 34 capoluoghi afghani e sono ben attestati a 50 chilometri da Kabul, nella provincia di Wardak, la porta d’ingresso della capitale.

Nel 2014, quando la Nato aveva deciso di passare il testimone della sicurezza agli afghani, nessun capoluogo era sotto tiro. Solo negli ultimi tre anni i talebani hanno conquistato il doppio dei distretti (88) e contestano la presenza governativa in altri 213. Secondo alcune stime gli eredi di mullah Omar controllano già il 60% del territorio a parte le grandi città.

All’ammaina bandiera ad Herat è stato giustamente ricordato il sacrificio dei 53 caduti italiani e di 700 feriti, ma…..

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2 thoughts on “In Afghanistan non abbiamo vinto. È il nostro Vietnam: 53 caduti italiani e 700 feriti”

  1. Sicuramente “Asportare democrazia” non ci sono riusciti, magari non fare guerre e proteggere le democrazie da quello Stato, forse ci sarebbero stati meno caduti e migliori risultati. Ora, dopo tante inutile battaglie, si ritorna nuovamente al passato e la storia si ripete.

  2. La Cina, senza sparare un colpo e senza buttare miliardi si sta mangiando l’Africa.
    Si sono preoccupati di esportare democrazia?

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