“Tassazione minima globale” Il Si.Na.Fi – Sindacato Nazionale Finanzieri esprime il plauso per l’iniziativa storica verso una maggiore equità fiscale

Roma, 11 giu 2021 – Il Si.Na.Fi. – Sindacato Nazionale Finanzieri, nella sua qualità di portatore e promotore di interessi sovraindividuali, esprime il proprio plauso e l’apprezzamento per l’importante passo compiuto dai Sette Grandi in territorio anglosassone.

Come è noto, l’intesa sulla tassazione minima ha messo d’accordo tutti i titolari dei ministeri delle Finanze intervenuti a Londra: Usa, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Canada e, seppur appare un primo passo verso una più incisiva lotta all’elusione fiscale, risulta senz’altro un’iniziativa storica verso una maggiore equità fiscale.

L’encomiabile obiettivo sembra quello di raggiungere un accordo allargato in sede del prossimo G20 di Venezia, per prevedere un’imposta minima globale sui profitti d’impresa, da applicare in ogni Paese, per far sì che anche le multinazionali – in particolare le c.d. Big Tech – contribuiscano in modo equo, superando pratiche elusive incentivate in alcune aree del globo da particolari regimi fiscali di favore.

Si scorge, pertanto, la concreta possibilità di donare al freddo sistema economico globalizzato un “quid” di etico e solidale; circostanza, probabilmente, resa ancora più evidente a causa della pandemia la quale, paradossalmente, potrebbe avere avuto il “merito” di accendere un faro su questioni sociali note da tempo ma non più rinviabili, favorendo nuove sinergie tra Stati a livello intercontinentale.

Apprendiamo con favore, quindi, le affermazioni dei giorni scorsi del Presidente del Consiglio Mario Draghi che ha ritenuto la decisione un passo storico verso una maggiore equità e giustizia sociale e del Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco circa la necessità di politiche economiche espansive per tutto il tempo che servirà per uscire dalla pandemia.

Del resto, per quanto ci riguarda, si tratterebbe di declinare, in modo globalizzato, uno dei principi cardine della nostra fiscalità, quello della capacità contributiva, che i nostri Padri Costituenti suggellarono nel chiarissimo art. 53 Cost. “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”.

È con questa consapevolezza che sembra aprirsi il G20 di Venezia, sulla scia di uno spirito responsabile e innovatore, finalizzato a tracciare una nuova rotta che condurrà a un miglioramento generalizzato delle condizioni esistenziali, di convivenza e di sicurezza delle popolazioni. (SINAFI).

Roma 10 giugno 21

                                                       Il Segretario Generale Nazionale – Eliseo Taverna

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