L’Italia continuerà ad addestrare la cosiddetta Guardia costiera libica?

Roma, 15 lug 2021 – Nei prossimi giorni, come ogni anno, il parlamento discuterà della proroga delle missioni internazionali in cui l’Italia è impegnata all’estero: per legge deve approvare scopi e fondi per ogni singola missione, ciascuna delle quali è spiegata in una “scheda” che il governo trasmette al parlamento.

Quest’anno la scheda più discussa è la numero 48: riguarda il rifinanziamento della missione delle forze dell’ordine italiane per addestrare la cosiddetta Guardia costiera libica, il corpo armato a cui da diversi anni il governo italiano e l’Unione Europea hanno affidato il compito di impedire ai migranti che partono dalle coste della Libia di arrivare a quelle italiane; compito che molto spesso la Guardia costiera libica svolge con la violenza.

 
Se ne sta parlando soprattutto perché il Partito Democratico chiede in sostanza che l’onere di addestrare la Guardia costiera libica non sia più a carico dell’Italia, ma che sia trasferito alla missione militare IRINI dell’Unione Europea, istituita nella primavera del 2020. Non è ancora chiaro però se la richiesta del PD sarà accolta dagli altri partiti in parlamento; e anche se verrà approvata, non sappiamo se l’Italia abbandonerà del tutto l’addestramento delle forze militari in Libia.

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