Difesa comune Ue significa politica estera comune. Intervista al Generale Camporini

Roma, 31 ago 2021 – Il generale Camporini lancia un’idea a Formiche.net: un’Ue in cui il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, guidi un nucleo di Paesi che inizi realmente a pensare in modo unito la politica estera comune. Elemento cruciale per parlare di difesa comune e autonomia strategica

Intervistato dal giornalista Gianluca De Feo su Repubblica, il generale Claudio Graziano, presidente del Comitato militare dell’Unione europea, alla domanda cosa impedisce all’Ue di muoversi verso una reale autonomia strategica che la renda capace di gestire da sola missioni militari, rispondeva: “Manca la volontà politica.

L’Unione adesso deve definire il suo interesse primario e porsi come attore efficace: deve essere più credibile e più assertiva, dotandosi degli strumenti necessari a concretizzare le sue ambizioni”.

Il tema è da tempo parte del dibattito ampio che coinvolge Bruxelles, le sue strutture, le sue visioni, i suoi obiettivi. A renderlo attuale quanto successo in Afghanistan, con il ritiro occidentale che ha coinciso con il ritorno al potere dei Talebani – organizzazione jihadista contro cui la Nato (dunque Usa e Ue) avevano combattuto per venti anni dopo il 9/11.

Vicenda che nel ripensamento del ruolo dell’Alleanza Atlantica coinvolge anche l’argomento “Difesa comune europea”, come accennato dal generale Graziano e dall’Alto rappresentante Josep Borrell, che partendo dall’Afghanistan nei giorni scorsi ha parlato di autonomia strategica in un’intervista all’AFP.

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