I Cinesi tentano l’acquisizione di un’azienda italiana di droni militari

Roma, 4 sett 2021 – Alcune società di Stato cinesi, tramite una società offshore, hanno tentato di acquisire un’azienda italiana che opera nella fornitura di droni militari.

Al termine delle indagini condotte su richiesta della Procura di Pordenone – sostituto procuratore Carmelo Barbaro – la Guardia di Finanza ha disposto la perquisizione nei confronti dell’azienda.

Denunciate sei persone, tre cinesi e tre italiane, per violazione alla legge sui materiali d’armamento e violazioni alla normativa sul golden power che tutela le aziende italiane strategiche.

Si tratta di membri del management di società di diritto italiano e cinese cui sono stati contestati, per la parte di rispettiva competenza, reati legati alla legge che disciplina la movimentazione di materiali di armamento.

L’operazione era stata originariamente avviata con accertamenti delegati dall’Autorità giudiziaria di Pordenone su un’aviosuperficie nell’area del Demanio militare, che vedeva una sinergica occupazione, in assenza di autorizzazioni, da parte di un aeroclub privato (formalmente una onlus operante in inesistenti attività di Protezione civile) e di una società industriale del settore della fabbricazione di aeromobili e veicoli spaziali, nonché nella progettazione e produzione di sistemi ’Unmanned Aerial Vehicle’ di tipo militare e certificati per l’impiego in ossequio agli standard ’stanag’ Nato. Sistemi, oggetto di forniture – tramite di contratti sottoscritti con il ministero della Difesa – anche alle Forze Armate italiane – (fonte: ilsole24ore.com).

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