Esercizio della libera rappresentanza dei lavoratori militari dell’Esercito italiano 

Roma, 26 set 2021 – Signor Presidente della Repubblica Prof. Sergio Mattarella;

Desideriamo sottoporle alla sua attenzione una grave problematica, che riguarda l’esercizio della libera rappresentanza dei lavoratori militari dell’Esercito italiano. E l’inaccettabile “indifferenza” del vertice politico e militare della Difesa.

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 120 del 2018, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 1475, comma 2, del decreto legislativo n. 66 del 2010, nella parte in cui vieta ai militari di costituire associazioni professionali a carattere sindacale;

La citata sentenza ha riconosciuto di fatto la legittimità di associazioni professionali di personale militare a carattere sindacale; ha rinviato ad un apposito provvedimento legislativo la definizione delle condizioni e dei limiti di tale riconoscimento; ha confermato il divieto per il personale militare di aderire ad altre associazioni sindacali;

Il 21 settembre 2018, il Ministro della difesa all’epoca la Dott.Ssa Elisabetta Trenta emanava una circolare volta a consentire, nelle more dell’intervento legislativo, il processo di costituzione delle associazioni sindacali militari, indicando però una serie di condizioni soggettive, oggettive e funzionali;

Il 2 novembre 2020 a firma del Ministro della Difesa l’On. Lorenzo Guerini abbiamo registrato nei passaggi successivi lo statuto presso l’ufficio delle entrate ottenendo di fatto secondo quanto previsto dall’articolo 39 della Costituzione ottenendo la personalità giuridica.

Presso la 4a commissione difesa del Senato presieduto dalla Senatrice Roberta Pinotti  è attualmente incardinato il disegno di legge «Norme sull’esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e delle Forze di polizia, a ordinamento militare, nonché delega al Governo per il coordinamento normativo», già approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati il 22 luglio 2020 con tanto di video messaggio che annunciava la svolta storica in materia di tutela dei diritti dell’On. Luigi Di Maio;

A seguito di un incontro tra l’autorità politica e i rappresentati di alcune associazioni sindacali militari neo costituite, avvenuto il 17 luglio 2019, venivano evidenziate alcune criticità che, di fatto, limitano il pieno esercizio dell’attività di rappresentanza. 

La circolare emanata da capo di gabinetto del Ministero della difesa pro- tempore il successivo 22 agosto 2019 individuava, fra le problematiche emerse, l’impossibilità di incontrare il personale militare all’interno di strutture militari al fine di illustrare le principali finalità delle associazioni sindacali e raccogliere le eventuali adesioni;

La stessa circolare, nelle more della definizione di un nuovo quadro normativo di riferimento, al fine di consentire alle citate associazioni la piena funzionalità delle stesse, precisava che «ai responsabili delle associazioni regolarmente assentite, dovrà essere consentito di incontrare il personale presso i locali di uso comune (sale convegni, spacci, e altro), fuori dall’orario di servizio; non intralciando le normali attività dei reparti; prevedendo una programmazione semestrale delle attività informative»;

La nostra organizzazione sindacale italiana dei militari dell’esercito, Itamil Esercito si e’ rivolta alle autorità militari, il 22 agosto 2021, in ottemperanza alle disposizioni della sopra citata circolare, trasmettendo un calendario di incontri informativi nelle caserme, che avrebbero dovuto cominciare ad inizio settembre 2021, di cui ad oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro formale alla stregua di tante altre istanze trasmesse attraverso la posta certificata di cui le amministrazioni secondo quanto previste dalle leggi vigenti dovrebbero comunque “rispondere”.

Non per ultimo il sindacato denuncia un fatto increscioso del quale è venuto a conoscenza: nel dicembre 2020, in un reparto militare di stanza in Friuli, il comandante avrebbe trasmesso un’informativa alla procura militare di Verona, dopo aver acquisito informazioni dal portale www.itamil.org, allegando alcuni screenshot di dirigenti del sindacato Itamil alle sue dipendenze, lamentando che questi non gli avrebbero segnalato la propria carica sociale;

All’epoca dei riportati fatti, contro tali rappresentanti sindacali furono avviati anche provvedimenti disciplinari, successivamente revocati dopo l’intervento del 1° Reparto di Stato Maggiore dell’Esercito, non sussistendo gli estremi delle contestazioni. 

Sempre in Friuli il nostro Presidente regionale peraltro membro del Comitato Esecutivo Nazionale del Sindacato e’ stato trasferito in altra sede nel Lazio senza che e’ stato chiesto alcun parere alla nostra organizzazione sindacale in barba ad alcune sentenze che hanno condannato l’amministrazione per fatti analoghi.

Visto l’indifferenza del vertice politico nei riguardi della nostra organizzazione che opera a spese proprie, togliendo del tempo alle nostre famiglie per rappresentare i nostri colleghi non possiamo piu’ tollerare questo “indifferentismo” nei nostri riguardi aldilà della legge in corso di trattazione in commissione difesa riteniamo opportuno che il vertice politico e militare debba rispettare quanto e’ stato concordato ma soprattutto rispondere e’ cortesia. 

Questo atteggiamento di chiusura rischia di configurarsi, da un lato, come una sconfessione stessa delle disposizioni contenute nella citata circolare del 22 agosto 2019 e, dall’altro, come una grave ingerenza nei riguardi dell’organizzazione sindacale Itamil Esercito.

Quest’ultimo episodio mette in pericolo   l’esercizio del nostro mandato sindacale problemi che , evidentemente, sembrano non interessare al vertice politico e militare della Difesa visto che non riceviamo risposte alle nostre istanze segnalate via PEC la consideriamo un’inaccettabile fase di arresto da quando e’ stata sostituito il Ministro della Difesa la Dott Ssa Elisabetta Trenta “amata dalla grande maggioranza dei militari’.

Ci rivolgiamo a lei in quanto Capo dello Stato e’ garante della Costituzione affinché un suo intervento possa da un lato accelerare l’iter legislativo sulla legge dei diritti sindacali dei militari e dall’altra parte venga rispettato il principio che i patti e le circolari vigenti  si applicano “Sic rebus stantibus” tenendo conto anche quanto e’ previsto Dall’articolo.39 della Costituzione italiana.

Le siamo grati per la sua attenzione e restiamo in attesa di una sua risposta.

Ai sensi dell’Articolo 21 della Costituzione;

Cav Sandro Frattalemi
Presidente/Cofondatore 

Sig. Girolamo Foti
Segretario Generale/Cofondatore

Cav. Nicola Passarelli 
Segretario Amministrativo/Cofondotare

I Comitati e le Sezioni delle seguenti regioni:
Sardegna;
Sicilia;
Calabria;
Puglia;
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Friuli Venezia Giulia;
Veneto;
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