Scontri a Roma: polizia “disarmata” le norme in piazza risalgono al 1931

Roma, 14 ott 2021 – DAL SITO ILSOLE24ORE.COM – Le regole sui cortei emanate durante il fascismo non sono mai state cambiate: Indicazioni generiche, tutto è in mano ai questori. Lamorgese ha convocato  mercoledì il Comitato per l’ordine e la sicurezza. Draghi chiede più impegno anche in vista del G20 del 30-31 ottobre.

Non è una sorpresa il bilancio da guerriglia della manifestazione No-Vax e no Green pass a Roma sabato 9 ottobre. I numeri certo fanno impressione: 38 agenti feriti, 600 persone identificate, 12 arresti. Per i violenti dell’estrema destra è stato facile infiltrarsi tra i 10mila partecipanti e scatenare il finimondo. Compreso l’assalto notturno al pronto soccorso dell’Umberto I.

Lo schieramento di forze dell’ordine è apparso insufficiente. In realtà nel dedalo di strade del centro storico romano non conta la massa degli agenti ma organizzazione, dotazioni, destrezza fisica. Certo con un’età media di 50 anni non è proprio il massimo. Ma limiti e criticità dell’azione di ordine pubblico ormai si sono cronicizzati.

Norme “fasciste” e arcaiche
Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il capo della Polizia Lamberto Giannini sono nati molti lustri dopo le regole di Stato attuali per la piazza. Stanno nell’articolo 18, più seguenti, del T.u.l.p.s.(testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), regio decreto n. 773 del 1931 in pieno fascismo. Un testo rimasto oggi in sostanza identico, intatte le indicazioni per le manifestazioni in capo ai questori. Più che efficaci, allora, con uno stato autoritario. Oggi invece a vista d’occhio inadeguate. Chi le vìola rischia un anno di arresto risolto con un’oblazione decisa dal giudice. Non le teme ormai più nessuno.

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