Carcere di Modena: poliziotti indagati per lesioni aggravate e tortura

Roma, 14 feb 2022 – Numerosi agenti della polizia penitenziaria del carcere di Sant’Anna sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Modena, per reati di lesioni aggravate e tortura. I fatti imputati risalgono alla rivolta carceraria che ha avuto luogo nel penitenziario di Modena l’8 febbraio 2020 e che si è conclusa con la morte di 9 reclusi.

Alcuni detenuti, ascoltati dagli inquirenti in qualità di persone informate sui fatti, avrebbero identificato gli agenti come autori delle violenze dopo aver consultato un album fotografico messo a loro disposizione dai magistrati titolari dell’indagine.

La conferma sarebbe giunta a fine gennaio, con l’inaugurazione dell’anno giudiziario del distretto di Bologna. Lo riporta il quotidiano Domani, il quale scrive come la procuratrice generale facente funzioni Lucia Musti abbia in quell’occasione comunicato lo stato delle indagini.

Numerosi agenti della polizia penitenziaria sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati a fine 2021 per i fatti risalenti all’8 marzo 2020, quando nel carcere di Sant’Anna scoppiò la più grande rivolta degli ultimi 40 anni di storia penitenziaria italiana “per entità, ampiezza del coinvolgimento della popolazione detenuta, tragicità dell’epilogo”.

Le indagini, che si trovano ancora nella fase preliminare, avrebbero preso il via a seguito di alcuni esposti presentati dall’associazione Antigone e dagli avvocati delle vittime, dopo che 7 detenuti avevano raccontato le violenze subite dalla polizia. Gli esposti hanno portato all’apertura di un fascicolo contro ignoti, ora a carico di persone “note e identificate”.

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