Spie russe, allarme nell’Ue: «Cercano le armi destinate all’Ucraina»

Roma, 18 lug 2022 – È anche una guerra tra spie, quella in Ucraina. Come ai tempi della Guerra Fredda. E travalica i confini. L’allarme lanciato ieri dall’Intelligence di Kiev con poche righe crea agitazione in tutte le cancellerie occidentali, anche se l’attenzione sul personale delle Ambasciate russe era già stata aumentata con l’inizio del conflitto.

Gli addetti militari russi in tutti i Paesi dell’Ue sarebbero stati incaricati non solo di determinare rotte e itinerari delle spedizioni militari verso l’Ucraina, ma anche la quantità delle partite di armi che gli alleati consegnano.

Funzionari e agenti di Mosca in Europa avrebbero inoltre ricevuto, ovviamente attraverso canali di comunicazione criptati, l’ordine di reclutare forze di polizia e civili che in vario modo si occupano degli invii, e nelle regioni a ridosso del confine con l’Ucraina starebbero cercando di coinvolgere membri delle comunità locali e attivisti filo-russi.

 «Quando ricevono queste proposte di collaborazione, gli europei si rivolgono alla polizia e alle agenzie di sicurezza». Del resto, l’efficacia dei nuovi sistemi d’arma come i lanciarazzi multipli ad alta mobilità Himars (ma non solo) cresce di giorno in giorno.

Nell’ultimo suo report, l’Institute for the Study of War nota che grazie a quelli arrivati il 23 giugno, gli ucraini hanno potuto colpire parecchi obiettivi, per lo più depositi di munizioni, ottenendo un «degrado» del volume di fuoco su cui puntava la campagna russa per fare tabula rasa nelle città prima di dare l’assalto. Lo dimostrerebbero anche le rilevazioni Nasa con sensori da remoto.

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