“ANCORA IRRISOLTA LA SITUAZIONE DI MEDICI E INFERMIERI IN FERMA DELLE FORZE ARMATE A SUO TEMPO RECLUTATI PER EMERGENZA COVID_19. “NESSUNO DOVRA’ ESSERE LASCIATO INDIETRO”

Roma, 16 nov 2022 – Ufficiali medici e Sottufficiali infermieri in ferma, a suo tempo reclutati per emergenza Covid_19, rimangono ancora oggi in attesa di un provvedimento che consenta loro la stabilizzazione nell’ambito dell’Amministrazione della Difesa ovvero nell’ambito della Sanità pubblica.

Si tratta di militari che nel corso dell’emergenza pandemica si erano particolarmente distinti, rendendosi prontamente disponibili per fronteggiare con abnegazione e sacrificio l’emergenza sanitaria, operando nell’ambito dei Reparti militari o in supporto alla popolazione civile. Essi furono impiegati nelle RSA, nelle Strutture per l’Isolamento Cautelativo Controllato, nei policlinici militari, nei drive through Difesa, nelle strutture sanitarie pubbliche al fianco dei colleghi civili, nei vari e più remoti Comuni, presso i vari hub nazionali preposti allo svolgimento della campagna vaccinale, per la somministrazione domiciliare delle vaccinazioni a favore dei più deboli.

La tematica concernente la loro precarietà di impiego era stata più volte rappresentata al Vertice politico – militare e nel mese di giugno scorso, con il DL n. 73/22 era stata prevista per alcuni di essi una nuova proroga che consentiva la permanenza in servizio sino al 31 dicembre 2022.

Una stabilizzazione di impego di tali professionalità con un percorso di reclutamento straordinario, norme dedicate e congrue riserve di posti appare essere una delle soluzioni da perseguire, considerato che i militari in questione furono tra l’altro arruolati prevedendo un limite massimo di età (45 anni) ben superiore a quello stabilito per i reclutamenti ordinari nelle Forze Armate (40 anni per gli ufficiali medici come  da requisito d’età per gli ufficiali in ferma prefissata nell’ultimo concorso per nomina diretta 2021 a e 32 per i sottufficiali infermieri per nomina diretta).

Oltretutto, nella scorsa legislatura, nelle sedi Parlamentari fu più volte preannunciata la volontà di prevedere anche la possibilità di una più ampia e stabile collaborazione di tali militari, una volta congedati, nell’ambito della Sanità pubblica.

Come più volte sottolineato non sarebbe affatto onorevole “lasciare indietro” coloro che nel momento del bisogno hanno risposto alla “chiamata” con prontezza e generosità, agendo con spirito di sacrificio nell’interesse dello Stato, dell’Istituzione militare e dei cittadini. Auspichiamo, pertanto, che nell’ambito dei provvedimenti in itinere in sede Parlamentare possa essere affrontata tale situazione in maniera soddisfacente e definitiva.

Roma, 16 novembre 2022

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