GERMANIA – FORZE ARMATE SENZA ARTIGLIERIA, CARBURANTE E MUNIZIONI

Roma, 28 dic 2022 – La Germania voleva cambiare registro sulle forze armate. Il cancelliere Scholz l’aveva chiamata “Zeitenwende”, svolta epocale, il 27 febbraio scorso, tre giorni dopo che la Russia iniziò la invasione dell’Ucraina.

Geopolitica, energia e forze armate avrebbero dovuto essere i tre pilastri del cambiamento programmato dal governo. Soprattutto la difesa , superando tabù politici sul riarmo che molti accostano alla rinascita di volontà imperialiste.

Il governo aveva istituto un fondo speciale per le Forze armate, con 100 miliardi di euro , con aumento immediato delle spese per la difesa al 2 per cento del Pil, per raggiungere l’obiettivo stabilito dalla Nato nel 2014 con scadenza 2024. Il capo del governo federale ha poi dichiarato che la Bundeswehr vorrebbe formare una divisione pienamente operativa entro il 2025 e una brigata da schierare su base permanente negli Stati baltici.

Al momento però del fondo speciale per la Bundeswehr è stato speso assai poco e la situazione delle Forze armate pare addirittura peggiore, mentre la Germania si appresta ad assumere dal primo gennaio prossimo il comando di turno della Task force ad altissima prontezza che la Nato schiera nella regione del Baltico.

Nel frattempo gli interessi sul debito e la inflazione hanno già eroso 15 dei 100 miliardi, costringendo la Difesa a tagliare appalti specialmente tra quelli destinati all’esercito e alla marina. Inoltre l’insieme dei progetti superava i 100 miliardi e la Corte dei conti federale  ha bocciato il piano in quanto interamente a debito e sottratto alla regola dicontenimento dello sforamento di bilancio.

Le iniziative non sono state cancellate, ma assegnate alle spese ordinarie, che nel prossimo anno come in quelli successivi rimarranno inferiori al 2 per cento del Pil. Ci vorranno più di 5 anni per raggiungerlo, ovvero ben oltre il limite temporale che la NATI ha chiesto ai membri. Quasi nulla è stato ordinato a parte la procedura di acquisto di 35 aerei F-35A , con una spesa da 9,9 miliardi di euro e poco altro.

I Tornado in servizio nell’aeronautica tedesca dal 1980, dovrebbero essere sostituiti. Tra ritardi di certificazione e di gestione finanziaria, la Germania rischia addirittura di non poter partecipare alle forze aeree di deterrenza NATO.

Gli aiuti all’Ucraina hanno aggravato la situazione: le scorte di carburante sono pressochè esaurite e quelle di munizioni sono sufficienti per due giorni di combattimenti contro i 30 giorni previsti dalla NATO. La Germania sembra che non potrà schierare neanche i 18 mezzi corazzati da combattimento Puma che aveva precedentemente previsto per la forza ad altissima prontezza e che avrebbe dovuto mettere a disposzione della NATO dal 2023. Ci sarebbero problemi tecnici gravi che ne impedirebbero l’utilizzo sicuro.

I puma dovranno essere sostituiti dai Marder, in servizio nell’esercito tedesco dal 1970. Inoltre, il contingente tedesco per la Vjtf è praticamente privo di artiglieria e deve fare affidamento su apparecchiature radio obsolete. In altre parole: una situazione preoccupante, se si pensa che la Germania è un cardine portante dell’Europa. <<<FONTE>>>

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