STRESS DA ATTENTATO IN AFGANISTAN – MARESCIALLO DEI PARACADUTISTI SARA’ RISARCITO DALLA ASSICURAZIONE

Roma, 17 ago 2021 – Il 31 maggio del 2011 un viareggino, oggi 60 anni, all’epoca primo maresciallo del Reparto Comando e supporti tattici Paracadutisti Folgore, restò coinvolto in un attentato terroristico mentre era in missione a Herat (Afghanistan). Un ordigno esplose davanti al muro perimetrale dell’aula briefing nella quale si trovava in quel momento e fu gettato a terra dalla forza d’urto, ma si rialzò e si prodigò per soccorrere altri feriti.

Il militare venne riconosciuto come vittima di terrorismo per aver riportato, a causa dell’evento, un disturbo post traumatico da stressa grave che, dopo una prima fase acuta, è diventato cronico. Assistito dall’avvocato Marco Boccella, di Viareggio, l’uomo «si era visto negare il giusto risarcimento, prima dal ministero della difesa e poi dalla Compagnia di assicurazioni con la quale quest’ultimo aveva stipulato una polizza infortuni per i propri militari in missione», spiega lo stesso legale.

A quel punto era inevitabile portare la questione nelle aule giudiziarie. In Tribunale a Lucca, sottolinea Boccella, «ancora una volta il mio cliente si è visto liquidare con una decisione smodatamente superficiale che erroneamente escludeva il danno psichico dalla categoria degli infortuni».

Non è andato altrettanto bene per la compagnia assicurativa il giudizio di secondo grado, di fronte ai giudici della terza sezione civile della Corte d’Appello di Firenze. Che con sentenza pubblicata il 13 agosto – «con 15 pagine di motivazione ha riformato integralmente quella sentenza con un grande gesto di civiltà giuridica, sicuramente figlio dei tempi moderni. Ha rivoluzionato un principio che farà molto discutere e che fino ad ora rappresentava per le Compagnie assicurative una vera e propria roccaforte per negare gli indennizzi e i risarcimenti».

I giudici fiorentini, infatti, scrivono che la Compagnia assicurativa «era obbligata, in forza di contratto in forma pubblico-amministrativa stipulato nel 2011 col ministero della Difesa, a pagare una indennità per invalidità permanente». Ancorché la Compagnia avesse sostenuto in giudizio «che le conseguenze psichiche del trauma non erano coperte dalla polizza, la quale si limitava a prevedere un indennizzo per quelle fisiche, ossia per i postumi di un infortunio e non di una malattia».

La Corte d’Appello, «esperita consulenza tecnica d’ufficio medico legale (che ha confermato la diagnosi della patologia psichica e il suo nesso con l’evento del 30 maggio 2011 e ha stimato l’incidenza dei postumi sulla salute), ha stabilito che «l’invalidità permanente è il complesso dei reliquati – siano essi psichici o fisici – che, dopo la guarigione clinica, continuano ad affliggere la persona lesa per l’intero corso della vita residua (o per una buona parte di essa)».

Nel caso del militare, si legge nella sentenza, «può dirsi persino pacifico – ed è comunque ampiamente dimostrato dai documenti sanitari prodotti dal danneggiato e, soprattutto, dalla consulenza tecnica d’ufficio svolta in causa – che l’uomo, a causa dell’attentato terroristico nel quale restò coinvolto a Herat, ha sviluppato un Disturbo acuto da stress, evoluto e strutturatosi in seguito, senza soluzione di continuità, in un Disturbo post-traumatico da stress cronico, incidente nella misura del 30 per cento sulla sua salute».

Circostanze, questa che dà diritto al militare all’indennizzo ai sensi dell’articolo 12 del contratto» stipulato con la Compagnia assicurativa. La diversa tesi del Tribunale di Lucca, continuano i giudici della Corte d’Appello di Firenze, «è erronea per l’indebita e ingiustificata esclusione del danno psichico dal novero dei rischi assicurati».Il risultato ottenuto – sottolinea l’avvocato Boccella – «con una sentenza che ha segnato un’importante svolta in tema di risarcimento danni in favore dei militari italiani in missione all’estero, è il frutto di un lungo e appassionato lavoro. Si vedrà se la Compagnia assicuratrice farà ricorso in Cassazione». (fonte:congedatifolgore.com).

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