La soldatessa italiana ferita in Afghanistan: “Il nostro sangue è stato versato per niente”

Roma, 17 ago 2021  -“Vent’anni di sangue versato inutilmente, vent’anni di dolore sprecato…non c’è molto da dire, è uno schifo”. Cristina Buonacucina, 37 anni, folignate ha visto la morte in faccia quando era una soldatessa in Afghanistan, per questo non addolcisce le parole nel commentare quello che sta accadendo nelle ultime settimane in quel Paese che ha rischiato di diventare la sua tomba.

Cristina, che oggi ha lasciato l’Esercito e vive ad Asti dove ha un’associazione di protezione civile che addestra cani per le emergenze, ha sofferto e visto soffrire in quel mese e mezzo passato in Afghanistan, come caporal maggiore del 32° Reggimento del genio guastatori di Torino. Il 17 maggio del 2010 era a bordo di un “Lince’’, con i suoi compagni, quando un ordigno li scagliò in aria.

Due soldati morirono in quel massacro, lei ricorda distintamente di aver pensato, mentre il dolore la lacerava, che era tutto finito: fortunatamente si salvò. Ma le cicatrici sono rimaste nel corpo e nell’anima. E ora che l’Afghanistan è di nuovo in mano ai talebani, che domenica scorsa hanno riconquistato anche Kabul, il tempo fa un balzo indietro, torna tutto come tra il 1996 e il 2001, quando il regime fu rovesciato dall’intervento militare americano seguito agli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 a New York e Washington. Oggi siamo in pieno ritorno al passato. Anche per le donne, che in un attimo tornano prive di ogni accenno di libertà conquistato, che non potranno più andare a scuola o lavorare.

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One thought on “La soldatessa italiana ferita in Afghanistan: “Il nostro sangue è stato versato per niente””

  1. È inutile rimanere in quella terra.
    Non possiamo sostituirci alle forze armate afgane.
    Adesso avranno il destino che meritano.

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