Presidente Consiglio Draghi, LE DICHIARAZIONI DI OGGI DOPO IL CONSIGLIO DEI MINISTRI NR. 34: “Il Green pass sarà esteso, sì all’obbligo vaccinale e alla terza dose”

Roma, 2 set 2021 – CON IL POSSIBILE OBBLIGO VACCINALE SI POTRA’ SUPERARE FINALMENTE ANCHE LE DIVISIONI A MENSA E CIRCOLI DI CASERMA. Un obbligo vaccinale sempre piu’ vicino e imponente, che riguardera’, almeno per quello che si capisce, alcuni se non tutti i settori del personale del Pubblico Impiego. Infatti gia’ ieri anche il Ministro BRUNETTA si era espresso in tal senso. Un obbligo che passera’ sempre dalla volontarieta’ personale a sottoporsi all’inoculazione del siero, pena la sospensione dal servizio fino a data da destinarsi. Un provvedimento che dovrebbe arrivare prima della fine di ottobre.

QUESTA CHE SEGUE E’ LA GIORNATA OGGI DEL GOVERNO E LE DICHIARAZIONI DEL PREMIER DRAGHI.

DRAGHI: “Tutta la nostra solidarietà alle vittime dell’odiosa violenza No vax.

Il premier Mario Draghi annuncia in conferenza stampa da Palazzo Chigi che il governo è per l’obbligo vaccinale e per la terza dose, Aifa permettendo. E sul Green pass: “Il ministro Speranza ed io ne stiamo discutendo: l’orientamento è che verrà esteso ad altre categorie e settori lavorativi. Per decidere quali faremo una cabina di regia”. Con lui anche i ministri Giovannini, Gelmini, Bianchi e Speranza.  

Estendere il Green pass e pronti a obbligo vaccinale e terza dose – Il presidente del consiglio Mario Draghi fa il punto post estate sulla situazione nazionale ed internazionale. Ovviamente la situazione Covid e le conseguenti decisioni politiche hanno occupato gran parte della conferenza stampa. Draghi annuncia l’intenzione del governo verso l’obbligo vaccinale. A chi gli chiedeva se questo è l’orientamento, Draghi ha risposto semplicemente “sì”. Analogo “sì” è stata anche la risposta a chi gli chiedeva se si va verso la terza dose. Per quanto riguarda il Green Pass il presidente del consiglio dice che ci sarà sicuramente una estensione dell’uso del certificato. Resta da decidere, ha detto Draghi, “a chi e quanto svelti”, ma “la direzione è quella”. “Con il ministro Speranza ne stiamo parlando e discutendo da un po’ di tempo. L’orientamento è che ci sarò un’estensione. Per decidere esattamente quali sono i vari passi, quali sono i settori che dovranno averlo prima, faremo una cabina di regia, come peraltro è stato chiesto dal senatore Salvini, ma la direzione è quella”, ha spiegato Draghi. “Nella cabina di regia, chiesta da Salvini, decideremo a chi e quanto svelti”.

Attacchi dei no vax sono odiosi e vigliacchi – Draghi ha poi espresso “piena solidarietà a chi è stato vittima di aggressioni nel corso di queste manifestazioni no vax, no pass. Si tratta di Violenza particolarmente odiosa, vigliacca, nei confronti di chi fa informazione e di chi è in prima linea nella lotta alla pandemia”. “La campagna procede spedita, verso la fine di settembre sarà vaccinato l’80% della popolazione, già oggi siamo al 70% completamente vaccinato”, ha detto il premier ribadendo comunque l’invito a vaccinarsi: “Ribadisco il mio invito a vaccinarsi, è un atto verso se stessi e anche di solidarietà verso gli altri, di protezione della propria famiglia e delle persone di cui si viene in contatto”. 

Scontri nella maggioranza? Chiarimento spetta a partiti, governo va avanti – “Il chiarimento politico lo fanno le forze politiche”. Certo “è chiaro che sarebbe auspicabile una maggiore convergenza” sui provvedimenti, ma “il governo va avanti”. Questo il pensiero di Mario Draghi a proposito del voto di mercoledì della Lega per l’abolizione del green pass. Rispondendo ad una ulteriore domanda sullo stesso argomento, Draghi ha sottolineato che “il governo sta in piedi perché il Parlamento lo vuole. Il destino di questo governo, l’orizzonte, sono tutti decisi dal Parlamento. I processi con cui il governo agisce e quelli con cui il Parlamento decide sono integrati. Questo non vuol dire che il governo debba fare il mestiere dei partiti come i partiti non devono fare il mestiere del governo. Dunque se c’è un chiarimento politico quello è un qualcosa che viene deciso a livello di partiti, non di governo”

Io al Quirinale? Parlarne ora è offensivo – “Trovo un po’ offensivo parlare del Quirinale come un’altra possibilità, ‘ha tante cose da fare, perche’ non fa anche quella…’ E anche un po’ offensivo verso il presidente della Repubblica. Ma a parte l’offensivo, non vedo la fine… Vedo una coalizione con le sue divergenze, ci sono provenienze politiche, culturali, personali, professionali nella maggioranza e nel governo. Il governo va fondamentalmente molto d’accordo nei suoi membri e il Parlamento ha fatto uno straordinario lavoro e continua a farlo. Non vedo nessun disastro all’orizzonte e non mi preoccupo per me stesso di sicuro…”. Questa la risposta di Draghi a chi gli domandava se non intraveda la fine del governo e per questo abbia iniziato a pensare ad una sua elezione a presidente della Repubblica.

“Lamorgese sta lavorando bene, nessuno ha la bacchetta magica” – “Lamorgese lavora molto bene, il problema è molto difficile, e io non ho visto nessuno che abbia la bacchetta magica. I numeri non sono spaventosi, abbiamo avuto anni peggiori e credo che la ministra Lamorgese faccia il suo lavoro e lo faccia bene”. Mario Draghi affronta così l’argomento immigrazione e la domanda sulle critiche della Lega al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per la gestione dei flussi migratori. Argomento su cui Draghi è tornato in seguito, rispondendo ad una domanda sulla possibilità di un incontro a tre con Salvini e Lamorgese: “E’ un’opinione personale, dovrei chiedere al ministro Lamorgese, ma dovrebbe essere un chiarimento interessante, in cui Salvini e Lamorgese possono dire i loro punti di vista… Soprattutto – è la notazione di Draghi – se quel che non va è raffrontabile a quello che non andava 3, 4 o 5 anni fa. Ovviamente non all’anno della pandemia, perché lì si è fermato tutto, anche i migranti. Se il ministro Lamorgese lo vorrà si farà volentieri, magari non in tv o in streaming”.

“Su Afghanistan Ue ha dimostrato assenza e grande povertà” – “L’emigrazione, la fuga, il salvataggio degli afghani ha ancora una volta dimostrato la povertà dell’Unione europea per quanto riguarda la gestione delle migrazioni”. Lo ha detto Mario Draghi poco prima di partire per il summit in Francia con Macron. A giudizio del premier “questo ormai è un problema mondiale e l’Unione europea, unita da tanti principi e ideali, non riesce ad affrontarlo. Questa è veramente una spina nella stessa esistenza dell’Ue, quindi ne parlerò con Macron, certamente”, ha aggiunto. “Abbiamo avuto casi di Paesi che fin dal primo giorno, mi chiedo come si possa dire, con l’attentato, con i morti lì, ‘non vogliamo rifugiati afghani’: come si fa? Non va bene…”, ha aggiunto Draghi che sulla vicenda afghana non rinuncia all’idea di organizzare un G20: “Io continuo a pensare che si farà, ora avremo una serie di altre conversazioni, con il presidente Xi la prossima settimana, vedremo che cosa succede all’assemblea Onu, il G20 in ogni caso si farà dopo l’assemblea Onu”. “Non è ancora il momento in cui si hanno strategie chiare, ora ognuno sta parlando molto, riflettendo ma non è che ci siano mappe. Per questo la cosa più importante ora è aiutare e proteggere gli afgani. E’ la cosa che possiamo fare ora e su cui abbiamo risultati immediati”. Da tgcom24.mediaset.it

 

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