Associazionismo militare: il TAR del Lazio prende a schiaffi il Ministro della difesa e sospende il decreto di revoca dell’assenso ministeriale per l’Associazione Assomilitari

Roma, 11 set 2021 – LA GIUSTIZIA C’E’ ANCORA E IN QUESTO CASO HA PREVALSO SULL’ARROGANZA DEI VERTICI MILITARI E POLITICI DEL MINISTERO DIFESA. I Sindacati nascono liberi e liberi devono essere nell’operare. Va superato l’aspetto dell’assenso del Ministero. Non si puo’ autorizzare solo i Sindacati che piacciono, e cacciare quelli che non piacciono. Troppo facile per il datore di lavoro scegliersi i sindacati che non gli danno fastidio. I Sindacati se li scelgono soltanto i lavoratori. L’accreditamento di un Sindacato va fatta su semplice segnalazione di inizio attivita’ e presa d’atto del datore di lavoro.

SEGUE COMUNICATO.
Il Sindacato dei Militari
esprime la più ampia soddisfazione per la decisione demolitiva delle pretese ragioni del Ministero con cui il Tar del Lazio ha punito l’arroganza del Ministro della difesa sospendendo fino all’udienza di merito l’efficacia del decreto con cui il titolare della Difesa on. Lorenzo Guerini, lo scorso 30 aprile aveva revocato l’assenso ministeriale nei confronti dell’Associazione Assomilitari presieduta dal maresciallo dell’Esercito Italiano Carlo Chiariglione.

Nella succinta, ma chiara ed ineccepibile, motivazione dell’ordinanza del Tribunale amministrativo si legge “il profilo del difetto motivazionale della revoca dell’assenso, basato esclusivamente sugli accenti critici di alcune esternazioni del Presidente dell’Associazione su alcuni delicati temi inerenti alle Forze Armate, quali quelli dei suicidi, e che alla luce del bilanciamento degli interessi appare opportuno allo stato assegnare prevalenza alla operatività dell’associazione che comunque persegue finalità statutarie rilevanti e di utilità per gli associati”.

La decisione del Tar, inoltre, conferma l’azione di supporto che il Sindacato dei Militari ha voluto svolgere a favore di Assomilitari fin dall’inizio di questa ennesima immotivata aggressione dei diritti dei militari che, secondo lo stesso ministro e i suoi generali, non possono, anzi non devono, porsi alcuna domanda sul tragico fenomeno dei suicidi che da troppi anni affligge le forze armate. L’articolo completo continua sul Portale del Sindacato dei Militari, clicca qui >>>

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