Primo passo importante sulla specificità. IL TUTTO INSERITO DAL GOVERNO SULLA LEGGE DI BILANCIO 2022

Roma, 29 ott 2021 – Ieri in serata si è concluso il Consiglio dei Ministri che ha varato la bozza della Legge di Bilancio 2022. Le battaglie che stiamo portando avanti, con il Comparto Difesa unito, circa il riempimento di contenuti della specificità sta avendo le positive risultanze.

Attraverso questo riconoscimento economico, il Governo ha sancito definitivamente il sacrificio degli uomini e delle donne in divisa.

Passa in Consiglio dei Ministri la prima fase del pacchetto specificità che riguarda il sistema previdenziale per il personale. Vengono stanziate le risorse utili ad accendere i riflettori sull’annoso problema delle pensioni. I militari potranno cominciare a guardare alla pensione con occhi sereni.

Un primo passo importante è stato ottenuto. Le rivendicazioni al tavolo contrattuale continuano con fermezza e si basano sul trattamento economico, giuridico e accessorio del personale nonché sul riconoscimento della tutela legale oltre a riportare a casa i soldi investiti per la tutela sanitaria.

Roma, 29ottobre 2021

Pasquale Fico
Salvatore Miccichè
Leonardo Nitti
Delegati Cocer

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9 thoughts on “Primo passo importante sulla specificità. IL TUTTO INSERITO DAL GOVERNO SULLA LEGGE DI BILANCIO 2022”

  1. Mi chiedo se tale provvedimento sarà retroattivo, la previdenza complementare doveva partire quasi 30 anni fa, io in tale ottica ho aderito da poco ad un ricorso collettivo nazionale, siamo veramente in un paese da dilettanti allo sbaraglio. Lo stato prima approva una legge, poi cerca di metterla in pratica quasi 30 anni dopo, ed in fine ti trova una scusa per non darti gli arretrati legittimamente previsti. Avanti avvocato, avanti.

  2. La specificità, correva l’anno 1988 o 1989, non ricordo bene che ci diedero l’indennità di specializzazione, indennità che poi ci tolsero quando arrivo lo straordinario e l’orario di lavoro, comunque ancora se ne parla e nel frattempo l’abbiamo preso in quel posto un sacco di volte.

  3. Tranquilli, è tutto fumo e niente arrosto….
    Per ora l’unica vera specificità è quella che possiamo uscire max a 60 anni a fronte dei 67 del Pubblico impiego. Il resto sono solo chiacchiere…

  4. Io sono stanco……ho 56 anni di età ……..più di trenta di servizio…..ne ho sentite tante …ma tante…….destra …sinistra …centro…..tutti uguali…….l’unica cosa certa…….ad oggi…….mi ritrovo con uno stipendio…che ha perso negli ultimi 15 anni 600,00 euro netti…..prenderò una pensione di 1700,00 euro quindi 500,00 euro in meno dei miei colleghi andati prima di me avendo lavorato 5 anni di meno…..e questi ancora chiacchierano…….e basta……ora fatemi una domanda……andrai a votare la prossima volta?…..risposta….chi dovrei votare ! …..chi mi rappresenta?…..

  5. 56 anni di eta’ e piu’ di trenta anni di servizio si vede che sei entrato tardi e dalla cifra sei un Maresciallo quindi fatti due conti del perche’ prendi poco e andrai tardi. Io con 56 anni di eta’ ho piu’ di 36 anni effettivi e 41 di contributi e alla fine prendero piu’ di 2100 euro di pensione cmq sia decurtata. I tuoi conti non tornano cmq.

  6. Voce di corridoio da non sottovalutare: tutto il personale collocato in pensione entro il 31.12.2020 non ha diritto all’applicazione dell’art. 54 del dpr 1092/73 mentre tutto il personale che andrà in pensione dopo il 01.1.2021 avrà diritto al coefficiente del 2,44%. Vedi gli art. 26 e 27 al link: https://i2.res.24o.it/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/QUOTIDIANI_VERTICALI/Online/_Oggetti_Embedded/Documenti/2021/10/29/manovra-LB2022%20-%20testo%20per%20diramazione_211028_163809.pdf
    Il testo è in commissione parlamentare, ancora si può battere il ferro finché è caldo. Spero che i sindacati si muovono per i pensionati.

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