SINAFI. Contratto di lavoro comparto difesa e sicurezza. Dopo tre anni l’ennesima mancia che rischia di mortificare gli operatori.

Roma, 28 nov 2021 – Editoriale del Segretario Generale del Sindacato Nazionale Finanzieri. Il personale la smetta di lamentarsi in modo sterile e improduttivo, si renda subito conto di come ormai vanno le cose nel Paese e se davvero ha a cuore il proprio futuro si iscriva subito al sindacato per dare quella forza di rivendicazione che manca!

Dopo anni di attese, finalmente il personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate a breve si vedrà rinnovare il contratto di lavoro, sia la parte economica, sia quella normativa, riferita al triennio 2019/2021, tuttavia c’è poco da gioire e tanto da riflettere.

Originariamente, già in fase di apertura delle trattative, le risorse appostate dal Governo erano state ritenute totalmente insufficienti dalle Organizzazioni Sindacali di Polizia e dai COCER, anche perché prive del cosiddetto plus valore riferito alla specificità di status e d’impiego che avrebbe dovuto marcare una certa differenza rispetto al pubblico impiego.

Una differenza che, giorno dopo giorno, si fa sempre più fatica ad affermare a causa di preconcetti e veti, nemmeno tanto velati, mostrati da una classe politica e soprattutto da un’alta dirigenza pubblica, ben pagata e seduta su comode poltrone dentro i caldi palazzi romani.

Tutto questo accade, ovviamente, mentre tanti appartenenti alle Forze di Polizia combattono, giorno e notte, ormai da anni, contro disagi sociali che affliggono la società e cercano, ovviamente, di contenerli, ma lo fanno anche con una legislazione e con un’impostazione culturale della classe politica, sempre più permissiva, che finisce paradossalmente per tutelare più i delinquenti che coloro che sono chiamati a salvaguardare la collettività e, di conseguenza, a preservare la democrazia del Paese.

Sono decine e decine gli operatori di Polizia che ogni giorno sono costretti a subire passivamente e spesso nel silenzio più assordante, violenze di ogni genere, fino al punto che oggi tali fatti non costituiscono nemmeno più fonte d’interesse per gli organi d’informazione, facendo assumere alla notizia il carattere di una fisiologica normalità.

Non è solo una questione di stipendi e indennità, pertanto, che senz’altro fanno la loro differenza, ma anche di dignità sociale, qualità delle condizioni di lavoro, strumenti legislativi a disposizione per esercitare il proprio ruolo e, non da ultimo, delle regole d’ingaggio con le quali si è chiamati ad operare. L’ARTICOLO COMPLETO CONTINUA SUL PORTALE WEB DEL SINAFI, CLICCA QUI >>>

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5 thoughts on “SINAFI. Contratto di lavoro comparto difesa e sicurezza. Dopo tre anni l’ennesima mancia che rischia di mortificare gli operatori.”

  1. Purtroppo le capacità contrattuali sono in mano alla rappresentanza militare.
    Quando sparirà il cosiddetto sindacato giallo?

  2. Era una mancia prima della scadenza contrattuale nel 2019 e tale é rimasta dopo tre anni di attesa per l’incapacità di chi e delegato o meno a rappresentare il popolo in divisa (esclusi i dirigenti).

  3. Questa è l’ultima volta …..aspettiamo fiduciosi…..ma …se le prospettive sono queste da voi prospettate….credo che questa volta ci sarà una massa di insoddisfatti e la mia paura è quella che questa insoddisfazione che dura da molti anni si sfoci in atti di violenza ….il malumore è altissimo….quindi il governo e chi per lui …si assumerà la responsabilità e non solo a parole come spesso accade …..Spero che qualche illuminato faccia ciò che gli operatori di sicurezza si aspettano.

  4. Inutile commentare il già deciso.questo trend contrattuale ,che riguarda i figli di un dio minore “la base”.ormai è contestuale a un misto di rassegnazione.queste sigle sindacali che spuntano come funghi,vecchi catorci con una targa nuova di zecca.se non erro siedono loro attorno AD un tavolo con la parte pubblica.BASTA SLOGAN!!!! La prebenda è servita .un tozzo di pane di arretrati,a gennaio nuova vacanza contrattuale,fine 2024 idem.

  5. ….mi raccomando, continuate pure a votare per rinnovare questi nostri “validissimi rappresentanti”…chi è causa del suo mal pianga se stesso.

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