Il racconto di un Carabiniere esausto: arrestiamo i malfattori ma poi escono subito – una beffa per lo Stato

Roma, 29 nov 2021 – “37 anni per strada e tutte le volte che ho arrestato qualcuno il giorno dopo era già fuori”. Il carabiniere  in pensione da un anno  è amareggiato ma rivendica con orgoglio la sua vita al servizio dell’Arma. «Ho fatto il mestiere più bello del mondo», dice.

L’ha fatto al Nucleo Radiomobile dei carabinieri in Toscana e questo non l’ha messo al riparo dai furti, due volte dentro la sua abitazione e nella sua auto. Ma quello che ha visto in tanto tempo di servizio va ben oltre. Premette: «Chi deve operare ha paura. Ormai le cose stanno così: uno si chiede se valga la pena oppure sia meglio arrivare a sirene spiegate che, intanto, quelli scappano».

Ma perché, paura di che cosa?
«Vedo il ladro che scappa, lo rincorro, lo piglio con la refurtiva in mano e poi c’è chi mi viene a chiedere con tono accusatorio: ‘Ma perché l’hai arrestato?’. Vai in tribunale e sembra che l’imputato sia tu. Se uno fa resistenza e cerchi di bloccarlo finisci sotto accusa perché dice che l’hai picchiato. Il tuo operato si mette in dubbio». Magari, poi, chiedono pure i danni.

«A me per essermi spaccato una costola durante l’arresto di due spacciatori mi hanno dato mille euro. È chiaro che c’è qualcosa che non torna. Nessuno tocca Caino perché poi te lo fanno pagare per bene».

È intervenuto tante volte per rapine in casa?
«Non mi ci sono mai abituato a ritrovarmi davanti persone spaventate, umiliate, in lacrime. Un uomo, non lo posso dimenticare, l’avevano fatto inginocchiare davanti alla moglie puntandogli un cacciavite alla gola».
Scene di orrore puro…
«Un altro, l’avevano spaccato di legnate e poi, tutto nudo, l’avevano legato ad una sedia con il fil di ferro. Era massacrato e quando siamo arrivati abbiamo cominciato a levargli il fil di ferro dalla carne. E tutto questo per cento euro.

I più feroci sono gli stranieri?
«Sono cattivi, molto cattivi. Le organizzazioni dei georgiani, dei russi, dei romeni. Secondo me ci sono molti ex militari o paramilitari che adottano tecniche di guerra. Estremamente pericolosi» – capaci di ogni tipo di violenza «E quando entrano nelle case dove ci sono donne… Molte non denunciano per vergogna. Ma noi ci rendiamo conto, quando interveniamo, che ci sono state violenze che non vengono riferite. Non c’è tutela per il cittadino onesto» (FONTE>>>>>).

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2 thoughts on “Il racconto di un Carabiniere esausto: arrestiamo i malfattori ma poi escono subito – una beffa per lo Stato”

  1. In uno Stato civile questo non accade, tutti difendono i tutori dell’ordine meno che in Italia ove si favorisce la criminalità e condanna chi giornalmente la combatte con un assenso politico grave. I vari comandati generali dei corpi militari e di polizia dovrebbero chiedere a chi di dovere la tutela del loro personale dipendente, una volta e per tutte, ma lo faranno ?

  2. La magistratura Applica le leggi emanate dai nostri politici..
    Ovviamente abbiamo tanti politici patrioti che NON si accorgono di questa problematica

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