LA LETTERA DEL MINISTRO BRUNETTA AI DIPENDENTI PUBBLICI, MILITARI COMPRESI. Ormai e’ arrivata a tutti.

Roma, 23 gen 2022 – LE INTENZIONI DEL MINISTRO POSSONO ESSERE ANCHE BUONE, MA PER OGNI DIPENDENTE CHE A SEGUITO DEGLI AGGIORNAMENTI PROFESSIONALI PASSA AD UNA MANSIONE SUPERIORE BISOGNA ASSUMERE UN LAVORATORE PER LA MANSIONE PIU’ BASSA CHE SI LASCIA. Altrimenti se tutti studiano e salgono di livello, chi lavora? Chi esegue quelle mansioni piu’ basse dove bisogna sporcarsi di piu’ le mani e lavorare piu’ duro e spesso anche sensa tante soddisfazioni o riconoscimenti?

SU QUESTO ARGOMENTO CI SONO DEI PRECEDENTI DELUDENTI PER I MILITARI
Molti ricorderanno delle lauree fatte conseguire ai colleghi sottufficiali e graduati alcuni anni fa. Come sono andate a finire? Che il personale le ha conseguite anche con successo ma ha continuato a svolgere la stessa mansione, con lo stesso grado e con lo stesso stipendio. Tutto e’ andato a morire a livello professionale. E’ servito soltanto al collega, che ha studiato e raggiunto la laurea. Punto.

ALTRO PUNTO DEBOLE DI QUESTA INIZIATIVA.
L’instabilita’ politica e la non continuita’ normativa dei ministri che si susseguono minano sembre le buone intenzioni. Oggi si decide questo, domani qualcuno cambia strada.

PERCHE’ POI NON E’ CREDIBILE.
Le promesse fatte ora sono minate dai precedenti che non si possono dimenticare: vedasi per tutte l’ultimo riconoscimento economico in fase di rinnovo del contratto di lavoro che ha concesso una mancia di soli 2 euro al mese al personale, dopo oltre un decennio di stop. Per lo stop decennale e questo nuovo contratto 2019/21 parliamo dello stesso Ministro, ovviamente. Era presente allorta come e’ presente anche oggi.

SEGUE LETTERA ORIGINALE PERVENUTA AI 3 E PASSA MILIONI DI STATALI

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6 thoughts on “LA LETTERA DEL MINISTRO BRUNETTA AI DIPENDENTI PUBBLICI, MILITARI COMPRESI. Ormai e’ arrivata a tutti.”

  1. Il ministro Brunetta ha sbagliato con i militari anche nell’ultima contrattazione economica 2019-2021, elargendo una elemosina in piena a una inflazione galoppante, pur sapendo che dal suo ultimo contratto con le forze di polizia da Lui effettuato risalente al 2009 ad oggi, il personale in divisa ha visto aumentare il loro stipendio compreso quest’ultimo contratto di solo circa 6-10 euro mensili in undici anni. Che se ne faccia una ragione e poi può dire quel che vuole ma la realtà è questa convenuta anche da una rappresentanza militare sottomessa e sterile

  2. Infatti…facciamo una cosa…assumiamo e arruoliamo soltanto laureati…così si guadagna pure tempo!
    Battute a parte…purtroppo la pubblica amministrazione, Difesa inclusa, troppe volte è affidata a completi imbecilli, naturalmente con laurea magistrale e raccomandazione astronomica!
    Come se fosse il titolo di studio, per quanto possa essere apprezzabile, a determinare la capacità di un individuo a dirigere o nel nostro caso, ad avere attitudine al comando.
    Il titolo di studio è senza dubbio un buon punto di partenza, ma dev’ essere anche proporzionato al ruolo che si vuole assumere…ne consegue che è naturale che un laureato si senta schiacciato se si arruola come volontario, ma mica l’ha obbligato nessuno, anzi potrebbe sicuramente ambire a ruoli superiori senza occupare una posizione maggiormente valida per un ragazzo meno titolato ma sicuramente in ciò, più motivato.
    Oltre a questo è fondamentale una reale predisposizione verso un percorso professionale e militare, nel nostro caso, specifico.
    Le cazzate che purtroppo spara Brunetta non sono altro che trovate pubblicitarie per riscuotere consensi, peraltro improbabili.
    Pensate un po’ se la maggior parte del settore pubblico accoglie l’invito del ministro in questione:
    Nel giro di pochi anni ci sarebbe una miriade di neolaureati scontenti di non riuscire ad accedere a posizioni dirigenziali…perché mica ti fanno dirigente solo perché ti sei laureato, c’ è bisogno che si liberi una scrivania, che vinci un ulteriore concorso, altrimenti resti al tuo posto fin lì occupato!
    E guarda caso, è quello che da alcuni anni sta avvenendo nelle FFAA, con la “grande” trovata dei corsi allievi marescialli, con corso triennale e relativa laurea e la creazione dei ruoli sergenti e graduati in s.p..
    Di certo gli appartenenti a codesti ruoli non hanno colpe, quelle le hanno le “brillanti menti” che hanno creato queste insensate suddivisioni….e naturalmente il COCER dell’epoca.
    Il risultato è una profonda divisione tra i NON UFFICIALI, ognuno invidioso di qualcun altro e di qualcosa: gradi; attribuzioni d’incarico; stipendi e indennità…con recriminazioni verso i sottufficiali dei precedenti corsi a.s.; o verso un sergente che potrebbe avere un titolo di studio inferiore rispetto a quello di un graduato…ecc. ecc.
    Come ho già più volte esposto in questa pagina web, ritengo che si, il titolo di studio di partenza è importante, soprattutto col passare dei decenni, ma non costituisce automaticamente capacità di supervisione, autorevolezza, capacità d’essere d’esempio e predisposizione al comando.
    Per ottenere tutte queste caratteristiche non bastano lezioni teoriche e master universitari, come sosteneva un tizio in un commento di qualche giorno fa riguardo ai concorsi ufficiali r.s..
    Dette caratteristiche, fatto salvo alcuni rari soggetti che le posseggono insite in loro, probabilmente frutto di esperienze precedenti compresa l’educazione familiare e il contesto sociale in cui sono cresciuti, sono frutto di non pochi lustri di esperienza, di crescita professionale e militare, di confronto continuo con pari grado, superiori ed inferiori, anche compiendo errori, ma che servono poi a fare le giuste scelte, a conquistare l’ apprezzamento di tutti, ad ogni livello, per la propria professionalità specifica e per la capacità di positivo trascinamento e non ultimo, l’attitudine al sacrificio, decidendo quando necessario, di mettere da parte le proprie aspettative ed ambizioni per l’ interesse superiore della propria unità d’appartenenza…insomma per lo spirito del giuramento di fedeltà prestato.
    Noi non siamo semplici impiegati dello Stato…un livello professionale…un livello retributivo…come non abbiamo diritto di sciopero…come non abbiamo un contratto di lavoro legato ad una sede specifica…siamo altro, siamo Soldati!
    Spero che un giorno, qualcuno che capisce davvero di cose militari, faccia in modo che possano accedere alle FFAA esclusivamente giovani che davvero vogliano essere militari, in tutto e per tutto, anche per le scomodità e le limitazioni che ciò comporta, abolendo magari, questa stupida suddivisione in ruoli, dando vita a due unici ruoli: ufficiali e volontari, dando la possibilità a quest’ ultimi di poter progredire fino a raggiungere i massimi gradi previsti per tali figure, partendo da soldato semplice, marinaio comune e aviere semplice, fino a poter arrivare al massimo grado per un sottufficiale, basandosi sul merito, sul servizio effettivamente svolto, sull’esperienza, su situazioni di crisi realmente affrontate e dando merito all’onestà, alla dedizione al servizio e ad incarichi pericolosi e altamente gravosi…e poi anche al titolo di studio.
    Chi pensa di dover ottenere gradi e incarichi in funzione diretta del titolo di studio farebbe bene a concorrere nella pubblica amministrazione, dove le carriere si sviluppano in questo modo….ahimè, con risultati sotto gli occhi di tutti…Brunetta ne è un tristissimo esempio.

  3. “Altrimenti se tutti studiano e salgono di livello, chi lavora?”
    i robot.
    E quelli saliti di livello servono a gestire e manutenere i robot, e ne serviranno sempre di meno …
    Vale anche oer i cani, che quelli robotici sniffano pure il covid van a spasso con mitra di precisione sulla groppa e non fan la pipì

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