MINISTRO PA BRUNETTA: “Sogno un dipendente pubblico orgoglioso di essere un civil servant e dotato delle competenze giuste per sostenere le tre transizioni chiave per il nostro futuro: amministrativa, digitale, ambientale

Roma, 31 gen 2022 – Dal portale Funzione Pubblica. “Formazione e semplificazioni cambiano volto alla Pa. E al Sud la buona burocrazia è scudo contro la criminalità”.

“Sogno un dipendente pubblico orgoglioso di essere un civil servant e dotato delle competenze giuste per sostenere le tre transizioni chiave per il nostro futuro: amministrativa, digitale, ambientale. Tutto il lavoro del Governo, quest’anno, è stato dedicato a realizzare questo sogno attraverso la riforma dei concorsi, che abbiamo sbloccato, velocizzato e digitalizzato, e la riforma del lavoro pubblico, approvata in tandem con il rinnovo dei contratti, linfa del cambiamento”. Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, in una videointervista in occasione del convegno “La gestione del personale negli enti territoriali: le sfide e le opportunità del Pnrr”, che si è svolto oggi a Messina, presso la sede del Comune.

“Piena effettività del turnover 100%, revisione delle carriere, una quarta area per i funzionari dedicata alle elevate professionalità, più mobilità orizzontale e verticale, formazione rafforzata e incentivata, rilancio della Scuola Nazionale dell’Amministrazione e di Formez PA, modalità rapide di reclutamento del personale necessario al PNRR, un portale – inPA – costruito come il LinkedIN della Pubblica amministrazione e popolato da circa 7 milioni di curricula grazie a protocolli d’intesa firmati con tutto il mondo delle professioni, ordinistiche e non ordinistiche. Queste grandi novità – ha spiegato il ministro – sono state introdotte in un quadro di pace sindacale e coesione sociale, grazie al Patto Governo-sindacati del 10 marzo, a meno di un mese dall’insediamento del Governo Draghi”.

Interpellato sulle aspettative per il 2022, che vede le amministrazioni impegnate nella pianificazione integrata attraverso i nuovi Piao (Piani integrati di attività e organizzazione), e sulla effettiva possibilità di vincere la sfida di semplificare e rendere trasparente l’azione amministrativa, Brunetta ha risposto: “Non possiamo vincerla, dobbiamo vincerla. Perché abbiamo la visione, gli strumenti e la dotazione finanziaria del Piano nazionale di ripresa e resilienza (235 miliardi di euro tra fondi europei e fondi aggiuntivi nazionali) per realizzare una nuova Pubblica amministrazione, dentro una nuova Italia e una nuova Europa. Con il Piao vogliamo garantire la massima semplificazione degli adempimenti in capo alle amministrazioni e, allo stesso tempo, sostenere una visione integrata dei diversi assi di programmazione di ciascun ente. Una visione basata sulla formazione come leva strategica di gestione delle risorse umane. Sempre nella prospettiva di migliorare la qualità dei servizi a cittadini e imprese, l’unico vero faro. Il Piao rappresenta, dunque, la summa delle riforme della semplificazione e della formazione, entrambe premesse indispensabili per la digitalizzazione. Entro il 2026 dobbiamo eliminare o snellire 600 procedure, dall’energia agli appalti: un lavoro enorme, per il quale nei prossimi giorni lanceremo una consultazione pubblica. C’è bisogno del contributo di tutti: cittadini, imprese, Parlamento, società civile, terzo settore. Voglio che la semplificazione diventi lo sport nazionale”.

Inevitabile una domanda sul Mezzogiorno, a cui Brunetta ha dedicato il libro “Sud. Un sogno possibile”. È questo il momento? “È un sogno possibile, sì. In quel libro sostenevo che la criminalità organizzata penetra quando lo Stato e le sue amministrazioni non sono in grado di tessere una rete di rapporti positivi ed efficienti nella vita sociale. La cattiva burocrazia, anche quando non è colonizzata da cellule mafiose maligne, è il punto di massima fragilità del sistema. Con la sua inefficienza e vischiosità favorisce la fornitura di “servizi” alternativi da parte dell’anti-Stato. È proprio la mancanza di “beni relazionali”, non misurabili in termini di valori di scambio ma indispensabili al clima positivo della vita comune, ad essere il brodo di coltura del malaffare. Senza una trama di rapporti burocratici efficaci, dunque, gli investimenti sono destinati ad andare sprecati oppure a finire nelle mani delle potenze mafiose, aggravando i “mali relazionali” e rafforzando i network opposti e antagonisti. Solo un tessuto economico sufficientemente dotato di beni relazionali – a partire dal più elementare: la consapevolezza e la fiducia che rispettare le regole migliora la convivenza civile – è in grado di innescare, al proprio interno, le spinte necessarie per lo sviluppo”.

“L’emergenza Covid – ha concluso Brunetta – ha dimostrato che esiste una capacità di resilienza formidabile capillarmente diffusa tra i dipendenti pubblici. Si tratta di trasformare le esperienze di tanti singoli in una rete permanente. Una ripresa della pubblica amministrazione, la sua rivoluzione gentile, è l’alleato più prezioso per diffondere una mentalità che non lasci spazio ad organizzazioni parallele sostitutive dello Stato oltre che parassitarie rispetto alla società civile. È anche l’arma più potente contro le disuguaglianze”. Segue video e fonte articolo Funzione Pubblica, clicca qui >>>

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3 thoughts on “MINISTRO PA BRUNETTA: “Sogno un dipendente pubblico orgoglioso di essere un civil servant e dotato delle competenze giuste per sostenere le tre transizioni chiave per il nostro futuro: amministrativa, digitale, ambientale”

  1. …e i dipendenti pubblici sognano di servire un paese i cui amministratori, dirigenti, ma politici in primis, siano persone della massima onesta’, competenti del loro settore, coraggiosi di andare controcorrente, anche quando si tratta di contrastare interessi di potenti privati o gruppi di potere politico finanziario, difendendo realmente gli interessi dei cittadini onesti….e magari anche retribuzioni degne di essere chiamate tali…ma in un Italia del genere Brunetta &Co semplicemente non sarebbero ne’ ministri, ne’ siederebbero in parlamento.

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