Pensioni dei militari, cosa rischiano a partire dal 2023

Roma, 9 feb 2022 – Se è vero che per la riforma delle pensioni bisognerà aspettare il 2023 e per adesso si farà riferimento alle norme attualmente in vigore, a rischiare con la prossima riforma saranno anche i militari, il cui iter è diverso rispetto a quello degli altri lavoratori.

Cosa può succedere? Per il personale militare e delle forze armate potrebbe cambiare la pensione di anzianità che prevede l’uscita dal servizio a 58 anni. Nel 2012, la Fornero aveva “salvato” questa tipologia di pensioni ma adesso, dopo 10 anni, stanno venendo a mancare i presupposti per mantenere questo tipo di “privilegio”. Attualmente, le pensioni dei militari, in particolare quelle di anzianità, si maturano con 35 anni di contributi e 58 anni di età esattamente come funzionava una volta per tutte le categorie. L’alternativa riguarda la possibilità di lasciare il servizio con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età.

La differenza con le altre pensioni – In questo caso il governo sta pensando di cambiare le carte in tavola dal 2023 rivedendo le casistiche delle pensioni di anzianità: circola voce, infatti, che si possa andare verso la completa abolizione. In questo caso, come si legge su Investireoggi, alle pensioni per i militari resteranno in vigore tutte le altre regole che prevedono che si possa andare in pensione una volta raggiunto il limite d’età.

La riforma prevede che ci si metta al passo anche con quanto accade negli altri Stati europei: secondo quanto valutato dal Ministero del Lavoro e della Difesa, tutto intorno al fatto che le pensioni dei militari non seguono le regole generali legate alla speranza di vita sulle quali si basano tutti i sistemi pensionistici europei.

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18 thoughts on “Pensioni dei militari, cosa rischiano a partire dal 2023”

  1. Si, perfetto… siamo d’accordo ad adeguare le nostre pensioni militari agli standard europei, però adeguiamo anche gli stipendi allora…
    Un poliziotto in Germania prende il triplo del nostro stipendio (dove anche in Germania c’è l’euro).

  2. Io vorrei sapere quante persone in questi ultimi 10 anni hanno usufruito di tale “privilegio”.
    Per avere 30 anni di servizio effettivi (35 anni contrubutivi) a 58 anni di età, si doveva entrare, negli anni 80, a ben ……28 anni.
    E’ ovvio che dopo il 1995 ci saranno state più persone che POTREBBERO essere entrate così grandi.
    Comunque, ripeto: SCRIVETE I NUMERI EFFETTIVI!!!
    Potrebbe essere che i militari NON siano interessati a questo tipo di uscita e che quindi NON necessitino più di questa legge.

  3. Aumentate gli stipendi come in Germania che prendono il triplo rispetto a noi e io vado in pensione a 70 anni.

  4. Avrei piacere di capire, che quando si parla di riforma pensionistica per le forze di polizia il Governo dovrebbe informare gli utenti da che hanno di nascita oppure di arruolamento vanno interessare…. perché tutte le continue informazioni non chiare che escono sui social e giornali portano solo confusione, proiettando così le persone a presentare domanda di pensione in anticipo grazie

  5. Io non capisco come si fa a toccare i diritti acquisiti,loro i politici fanno valere leggi del 1938, anteguerra, Noi dobbiamo sottostare a sti ricatti e ritorsioni,invece di dare il reddito di cittadinanza a single che non hanno mai lavorato, cercassero di aumentare sti pensioni da fame. Un appartenente a qualsiasi corpo con 2000€ nucleo famigliare di 3 persone equivale a 680,00 a testa meno di un reddito di cittadinanza. Mi associo al “commento”che se vogliono aumentare gli anni di contribuzione ed età pensionistica al pari delle altre Nazioni, devono darci lo stipendio al pari delle Nazioni sviluppate europee. Invece in Italia il reddito pro capite nei confronti tedeschi, francesi, austriaci, paesi Bassi, e irlandesi finlandesi, svedesi, è meno di 15000€ pro capite, mentre quello dei politici, è 15000€ di più nei confronti di queste Nazioni. Siamo nel baratro…..

  6. Non si può tenere una persona di oltre 58 anni sulla strada, sezione, ecc ecc. Cmq sarebbe meglio anche uscite a 58 o secondo il servizio svolto a 60 anni ma handicap minimi, non 250€ o 300€ da come si prospetta assurdo…… Ringrazio saluti.

  7. Be’ si parla di pensione per le forze dell’ordine che non rispecchiano come l’Europa ma trascuriamo il fatto di uno stipendio più basso rispetto un poliziotto in comunità europea, se dobbiamo adeguarci tale dovrebbe riguardare in tutto per tutto quindi adeguiamo anche le retribuzioni e le pensioni

  8. In realtà quando si parla di “adeguamento europeo” si fa un vera e propria opera di disinformazione: dato che ci si riferisce ad un generico sistema previdenziale. In realtà in quasi tutte le forze armate dei paesi dell’Europa e della NATO (se non in tutte) si può andare in pensione con una età anagrafica anche di molti anni inferiore alla nostra. Quando facciamo esercitazioni multinazionali, avete mai notato a quale nazione appartengono i militari più vecchi? La realtà è che già oggi, con la riduzione delle assunzioni degli ultimi anni, siamo diventati delle brigate di penne bianche, forse utili a mantenere in piedi l’industria bellica, ma poi?

  9. il problema è che abbiamo una classe politica incompetente che pensano solo alle loro tasche e poltrone

  10. A parte i diritti acquisiti che in uno stato democratico dovrebbero essere normali ,ma vi sembra normale che uno come me che ha gia’ raggiunto i requisiti per la pensione di anzianita non puo’ sapere se quella di vecchiaia rimarra a 60 anni o verra spostata a 63 . Per tanto uno potrebbe lavorare altri 2 anni o altri 5 anni e quindi uno per non rischiare e’ costretto ad andare in pensione subito.Come si suol dire uno dovrebbe sapere di che morte deve morire altrimenti non puo’ decidere e rischia di prendere decisioni affrettate . Una cosa da.matti

  11. Ricapitolando…vorrebbero togliere le pensioni anticipate, potrebbero spostare l’età pensionabile a 62 anni, l’uscita con i 40 anni di servizio è valida sino al 31.12.2024, siamo in emergenza con il covid, c’è la guerra in Ucraina e ci chiederanno ulteriori sacrifici.., dimenticavo la Fornero fà parte della squadra di governo; ad ognuno le sue valutazioni.

  12. Le riforme avvenute dal 1995 ad oggi hanno favorito le pensioni Baby 19 anni 6 mesi e un giorno e la massima 25 anni 6 mesi e un giorno. Chi a quell’epoca aveva tale requisiti ed essendo giovane età perchè arruolatosi a 17 anni e ha preferito continuare, ebbene, questo ha perso sia le sudddette maturazione pensionistiche, sia gli aumenti stipendiali con contratti miseri e per lo più bloccati mentre le pereguazioni pensionistiche andavano a gonfie vele. Aver continuato a lavora é stata solo un perdità monetaria e non solo perchè ha dovuto rincorre le nuove maturazioni pensionistiche 35+5, oppure 40 anni effettivi oppure per limiti di età 60° anno (nel 1995 era 52° anno di età) e ancora magari il raggiungimento dell’80% pensionistico che ti fa lavorare a perdere. Una grandissima disparità di trattamento tra requisiti maturati e non considerati e avere una corriera allungata di oltre 20 anni, con uno stipendio miserabile e la futura pensione quasi uguale alle pensioni Baby se no di meno. Quindi, per me ogni riforme dovrebbe tener conto dei requisiti acquisiti e non calpestarli politicamnente parlando.

  13. Tutte le considerazioni ci stanno, ma ad un maresciallo che va via oggi con il msssimo prende 2.350 euro al mese netti e 120 mila euro di
    Liquidazione. È cambiato solo che uno non va via prima ma se rimane prende una pensione più alta di quando era in servizio. Un impiegato della difesa va via con 1300 euro al mese.

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