Poliziotto trans giura in pantaloni: “Non lo avrei mai fatto in gonna e tacchi”

Roma, 11 feb 2022 – “Non avrei giurato in gonna e tacchi, piuttosto avrei rinunciato a tutto anziché provare quella sofferenza. Quello che ero non poteva essere messo da parte per quello che facevo”. Così, sulla pagina Facebook di Polis Aperta – associazione di volontariato Lgbt+ delle forze dell’ordine – , A. A. racconta la sua esperienza: è uno dei pochi poliziotti transgender in Italia.

Il 26enne originario di Napoli ricorda: “Sono partito per il 208° Corso Agenti della Polizia di Stato ad agosto 2019, con la consapevolezza di dover affrontare il periodo di formazione considerato come una ragazza, perché così urlavano i miei documenti e tant’è, per quanto doloroso fosse, anche il mio corpo.

Nel buio di una notte di quel mese, nel caldo napoletano poco dopo aver saputo la destinazione, davanti ai miei occhi apparì il video di un giuramento di qualche anno prima e lì, presi consapevolezza di una realtà più dolorosa di tutte le altre: le donne giuravano in gonna e gli uomini in pantaloni”.

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