Polizia Penitenziaria: com’è scoppiato il caso delle divise sgualcite

Roma, 11 feb 2022 – È sul piede di guerra il segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio.

In una dichiarazione rilasciata all’AGI, De Fazio tuona contro le divise fornite agli agenti della Polizia Penitenziaria di stanza a Fonte d’Amore di Sulmona.

Polizia Penitenziaria: il caso delle divise sgualcite

Oltre alle “sole pettorine” fornite agli allievi del 180esimo corso della Scuola di formazione della Polizia Penitenziaria, De Fazio si è lungamente soffermato su tutta una serie di disservizi che si interessano ormai da lungo tempo la Polizia Penitenziaria, rendendola alla stregua dell’esercito di ‘Franceschiello’ poiché “indossiamo capi disomogenei, fuori taglia, incompleti o addirittura divise di fortuna o niente”.

Taglie sballate, qualità e foggia infime fanno il paio con divise ormai logore in quanto utilizzate anche per dieci anni. “Scorte che girano insieme nei tribunali e nelle carceri in cui ognuno è vestito in modo diverso”.

Polizia Penitenziaria: le ragioni delle divise sgualcite

Dietro la mancata fornitura di nuove divise c’è, sostanzialmente, l’assenza di fondi sufficienti per riqualificare il vestiario del personale della Polizia Penitenziaria.

In seguito ai tristi fatti occorsi nell’istituto penitenziario di Santa Maria Capua Vetere – quando ci fu uno scontro violento tra gli agenti e i detenuti del settore Nilo che portò alla morte del detenuto algerino Lakimi Hamine – c’era stata la volontà d’investire di più nella formazione degli agenti.

Il governo giallo-verde, spiega De Fazio, aveva stanziato 5 milioni di euro per le divise. Seppur di un certo rilievo, rimane pur sempre una cifra irrisoria rispetto al fatto che le divise andrebbero sostituite periodicamente e questo richiederebbe uno stanziamento economico maggiore.

In gioco c’è “la dignità di un corpo di polizia che non viene tutelata”.

Il rispetto nei confronti dell’uniforme che si pretende dagli allievi della scuola e dal personale, nei fatti, non ha ragione di esistere se poi li si fa lavorare o formare con un vestiario non consono al ruolo che ricoprono.

Come possono rispettare una divisa se questa per prima non rispetta la loro dignità di tutori dell’ordine?

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