Il rinnovo contrattuale 2019-2021: facciamo il punto – ASPMI

Roma, 22 feb 2022 – In data 23 dicembre 2021 è stato siglato il rinnovo contrattuale 2019-2021 che ha visto la firma, per la prima volta, di tutte le sigle sindacali maggiormente rappresentative, congiuntamente a tutta la Rappresentanza militare.

Il testo presuppone un’analisi approfondita e compiuta che va al di là del soffermarsi solo su aumenti stipendiali, rendendo asettico e freddo un provvedimento che cambierà l’approccio al contratto di lavoro.

In questo momento ci preme sottolineare le procedure burocratiche legate al rinnovo contrattuale e a quanto questo trova applicazione sullo status giuridico ed economico del personale.

Il contratto di lavoro, una volta siglato dai Ministri interessati e dalle parti sociali ha un iter abbastanza complicato. In prima battuta, dopo la bollinatura della ragioneria dello Stato e la firma contrattuale, questo deve essere avviato alla procedura chiamata di “concerto”, ovvero tutti i Ministeri interessati e le Amministrazioni devono allineare il testo siglato alle ratio contenute nelle norme onde evitare false interpretazioni o addirittura la possibilità di generare contenziosi.

Successivamente, viene inviato il tutto alla Corte dei conti per l’analisi di competenza e poi sottoposto alla firma del Presidente della Repubblica. Infine, viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale e per ultima azione occorre attendere la circolare applicativa della Direzione Generale per il Personale Militare concertata con i tecnici della Difesa che hanno partecipato al tavolo delle trattative.

Fatto ciò, si può procedere alla modifica dello status giuridico ed economico del personale militare, alla luce delle innovazioni introdotte dal nuovo contratto di lavoro.

Allo stato attuale, il provvedimento si trova nella posizione di “concerto”. L’ARTICOLO COMPLETO CONTINUA QUI >>>

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3 thoughts on “Il rinnovo contrattuale 2019-2021: facciamo il punto – ASPMI”

  1. Ma fatela finita. E’ già di per sé grave attendere la scadenza del triennio per apporre una firma a ciò che era già stato concordato in principio. Si trattava soltanto di dividere i denari. Il resto sono stucchevoli litanie che possono far presa su qualche sprovveduto in buona fede.

  2. Una miseria senza fine, consapevole di una inflazione galoppante che attualmente sta rovinando pensioni e stipendi, hanno accettato un caffè mensile, nonostante ciò, dopo ulteriori tre anni di attesa dalla scadenza del contratto, continuano a perdere tempo con “COCERTO” , desolante….

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