RIENTRO IN SERVIZIO PER I MILITARI SOSPESI. A cura del S.I.A.M.O. Esercito

Roma, 28 mar 2022 – Il personale militare sospeso a seguito dell’introduzione dell’obbligo vaccinale per il Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico rientra in servizio: fino al 30 aprile con il Green Pass Base, quello cioè ottenibile con il solo tampone; dal 1 maggio cadrà ogni obbligo di certificazione verde. È quanto spiega una Circolare dello Stato Maggiore dell’Esercito firmata dal Capo del I Reparto Reclutamento, Affari Giuridici ed Economici del Personale.

Questo il contenuto del documento rivolto al Personale dell’Esercito dopo la pubblicazione in G.U. del nuovo Decreto. Il testo prevede che per i dipendenti del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico l’obbligo vaccinale resti valido fino al 15 giugno, eliminando però la norma sulla sospensione dall’attività lavorativa e dallo stipendio, a partire dal 25 marzo, data di entrata in vigore del nuovo Decreto.
Per i militari resta quindi in vigore fino al 15 giugno l’obbligo vaccinale: entro quella data, come recita il decreto, bisognerà dimostrare di essere in regola con l’obbligo vaccinale. Cambia però la disciplina delle conseguenze per gli inadempienti, difatti, dal 25 marzo non è più applicabile la sospensione dal diritto di svolgimento dell’attività lavorativa. Al personale non in regola con l’obbligo, si applicherà la sanzione pecuniaria che ammonta a 100 euro una tantum e per accedere al luogo di lavoro, il personale militare dovrà quindi essere munito di una delle certificazioni verdi, da vaccinazione, da guarigione o da tampone negativo.

Il SIAMO Esercito aveva già chiesto allo Stato Maggiore di intervenire per mitigare le difficoltà economiche delle famiglie dei militari sospesi senza retribuzione e ora, al rientro in servizio di questi colleghi, chiede che la Forza Armata si faccia carico dei tamponi periodici tramite le infermerie dei Reparti: attività questa, che può senza dubbio rientrare nella previsione dell’art. 41 del Decreto Legislativo n. 81/2008, che attribuisce al medico competente la sorveglianza sanitaria sul luogo di lavoro. Questo permetterebbe non solo di tenere maggiormente sotto controllo i rischi potenziali di salute nelle caserme con il pieno rispetto della normativa, ma anche di alleviare le pesanti conseguenze economiche sulle famiglie dei militari coinvolti già dalla sospensione dagli emolumenti.
Questa O.S. ha infine chiesto di voler specificare ai datori di lavoro, che al personale precedentemente sospeso dal servizio, venga notificata ufficialmente l’interruzione del decreto di sospensione e la relativa riammissione in servizio, e che al contempo, il periodo intercorso dal 25 marzo 2022 all’avvenuta notifica, ovvero al rientro in servizio, sia computato nella c.d. licenza per temporanea dispensa dal servizio (LTDS), ovvero in lavoro agile.

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