Così prende forma il piano (comune) dell’Ue per la Difesa

Roma, 13 mag 2022 – Investire nel settore della Difesa con una centrale unica d’acquisto per le attrezzature militari e una strategia comune. È questo l’obiettivo dell’Unione europea, ormai da settimane alle prese con l’effetto domino scatenato dalla guerra in Ucraina. Oltre all’approvvigionamento energetico, che in tempi brevi dovrà risultare indipendente dai canali russi (o almeno, questa è la speranza), Bruxelles dovrà coordinare anche il delicato argomento delle armi.

L’assunto base è che l’Ue, dati i rischi militari e geopolitici ai quali è sottoposta, necessiti di investimenti mai visti dal Dopoguerra e che sia chiamata ad affrontare il più grande aumento della spesa militare dai tempi della Seconda guerra mondiale.

Come ha sottolineato il quotidiano La Stampa, sarebbero già sul tavolo alcune condizioni operative. Prima tra tutte: la promozione di appalti congiunti, così da favorire le economie di scala e, al tempo stesso, scongiurare la concorrenza tra i Paesi membri o eventuali sovrapposizioni. Questo punto, particolarmente importante, si trova nel documento che la Commissione presenterà nei prossimi giorni.

L’Ue cambia passo
Nel dossier, sottolinea ancora La Stampa, che ha potuto visionarne la bozza, si fa presente che il sottoinvestimento dedicato al settore della Difesa ha portato ad un “accumulo di lacune e carenze negli inventari militari collettivi”, nonché a una “ridotta capacità di produzione industriale”.

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