USMIA: SENSIBILI DIFFICOLTA’ DI MILITARI DELLE FORZE ARMATE E FORZE DI POLIZIA IMPIEGATI NELLE ISOLE MINORI SICILIANE, A CAUSA DEI FORTI RINCARI DELLE TARIFFE DEI TRASPORTI MARITTIMI – SI AUSPICA IL PRONTO INTERESSAMENTO DELLE AUTORITA’ DEL VERTICE POLITICO E MILITARE DELLA DIFESA.

Roma, 28 giu 2022 – USMIA. “Rincaro biglietti”. È la frase che ormai echeggia quotidianamente nel corso di questo 2022 per chi viaggia dalla Sicilia per le isole minori a bordo delle unità navali “Liberty Lines S.p.A.”. Infatti, come si può ben apprendere dagli organi di stampa, la Società di Navigazione, che opera di fatto in regime di monopolio per i trasporti marittimi veloci in Sicilia, a causa di una mancata concertazione con la Regione Siciliana, ha annunciato da pochi giorni l’ennesimo aumento delle tariffe, creando grande disappunto e totale sconforto nei pendolari da e per le isole minori siciliane che si trovano costretti a viaggiare quotidianamente per lavoro.

In tale contesto, gli appartenenti alle Forze Armate e Forze dell’Ordine, operando in sedi disagiate e spesso lontane dai luoghi di residenza dei rispettivi nuclei familiari, si ritrovano, paradossalmente, ancor più penalizzati rispetto ad altre realtà italiane, ove il prezioso operato a bordo dei mezzi pubblici viene spesso tenuto in considerazione, prevedendosi varie forme di agevolazione tra le quali anche il transito gratuito.

I militari che prestano servizio per lo Stato nel territorio siciliano, si trovano dunque in particolare difficoltà essendo destinati in sedi di servizio ove il costo generale della vita è normalmente più elevato e ad esso va, oggi, aggiunto il costo oltremodo elevato dei mezzi di trasporto marittimo da utilizzare, quotidianamente, per il raggiungimento dei luoghi di lavoro presso le varie isole minori.

Dal 2015 ad oggi la Società di Trasporto ha progressivamente revocato ogni forma di agevolazione per il personale militare e nel corso del 2022 il costo dei biglietti ha fatto registrare un incremento di oltre il 30% costringendo i militari ad una “tassazione” aggiuntiva ed inevitabile dei propri stipendi pari a ca. 300 euro mensili per fare fronte alle sole spese di abbonamento. L’ARTICOLO CONTINUA QUI >>>

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