L’IMPORTANZA DELLA TUTELA LEGALE NEGLI ATTI EXTRAGIUDIZIALI DEI MILITARI CON IL TEAM LEGAL DEL S.I.A.M.O. ESERCITO

Roma, 25 lug 2022 – Il S.I.A.M.O. Esercito ritiene di fondamentale importanza che la tutela del proprio iscritto debba essere garantita non solo nel diritto del lavoro ma anche nel vissuto quotidiano in quanto molto spesso abbiamo visto trattare i nostri colleghi come “pratiche d’ufficio” e non come persone.

Il nostro team legal è composto da diversi addetti che quotidianamente trattano le varie necessità degli iscritti dalla stesura di relazioni di servizio, memorie difensive verso procedimenti disciplinari, ricorsi gerarchici verso sanzioni disciplinari e documentazione caratteristica, osservazioni verso rigetto di trasferimento a domanda, partecipazione come difensori nei processini di rigore o sanzioni disciplinari di stato e tante altre pratiche.

Si è ritenuto attivare anche una serie di convenzioni e protocolli il cui compito è la tutela in ogni sua forma sia lavorativa che privata e si stanno attivando delle importanti collaborazioni con diversi studi legali la cui esperienza nel diritto amministrativo e penale militare, possono garantire quella tutela di cui si potrebbe avere bisogno. La collaborazione, comprende consulenze gratuite e scontistiche dedicate ai nostri iscritti. Inoltre la formazione è sempre costante poiché il team legal partecipa a corsi di preparazione sul diritto amministrativo e penale militare e a corsi organizzati da altre single sindacali con cui si collabora, tutto ciò per avere personale altamente preparato per la gestione delle richieste che pervengono dagli iscritti.

Recenti sentenze ribadiscono alcune implicazioni conseguenti a quanto sancito dalla sentenza 880/2029 del Consiglio di Stato che chiaramente afferma l’obbligatorietà del ricorso gerarchico in materia di sanzioni disciplinari militari di corpo, diversi giudici hanno sottolineato l’importanza della fase istruttoria affidata alle autorità competenti ed è qui importante l’utilità dell’assistenza sindacale nei confronti dei militari interessati. Infatti, determinate incongruenze dei provvedimenti sanzionatori devono essere rilevate tempestivamente in  sede amministrativa. Nonostante ciò in alcuni casi è stato necessario rivolgersi al giudice amministrativo per ottenere l’annullamento dell’eventuale sanzione.

Nel ricorso il difensore sarà irreversibilmente vincolato ai soli motivi già esposti dal ricorrente medesimo in sede gerarchica, perché in sede giurisdizionale non si possono proporre censure diverse rispetto a quelle rivolte al provvedimento impugnato nel ricorso gerarchico. Questa situazione rende il ricorso gerarchico un atto processuale, perché in grado di condizionare pesantemente e negativamente lo svolgimento del giudizio amministrativo in quanto in sede di riesame, subirà le conseguenze di eventuali sue carenze o errori commessi all’atto della esposizione delle motivazioni in sede gerarchica.

Potremmo affermare che al militare che intende proporre un ricorso è richiesta una conoscenza giuridica pari a quella di un avvocato ed è qui che ha valore la preparazione del nostro team legal. Il ricorso avverso una sanzione di corpo o annotazioni caratteristiche, inoltre, giocoforza, viene percepito dalla linea gerarchica come una interferenza nell’azione di comando, percezione che, in alcuni casi, può innescare un gioco di squadra per dissuadere il ricorrente. Un eventuale soccombenza dell’amministrazione, specie se seguita dalla condanna alle spese, potrebbe pesare sulle valutazioni caratteristiche annuali, non solo di chi ha contestato gli addebiti, ma anche dei suoi superiori. Una contestazione cassata in giudizio potrebbe essere motivo di valutazione in peius dell’azione di comando della catena gerarchica. Anche tale circostanza concorre a creare un cointeresse intorno al buon fine (per l’amministrazione) del procedimento sanzionatorio.

In questi due anni circa di attività, abbiamo prodotto circa 150 memorie difensive per sanzioni disciplinari di corpo e di stato, 80 circa osservazioni verso trasferimenti a domanda in base all’art. 42 bis e legge 104, 70 circa relazioni di servizio e numerose altre pratiche. In molti casi grazie al nostro supporto ci si è visti annullare i provvedimenti adottati o ridotta la sanzione inizialmente supposta, a un semplice richiamo e accettate le osservazioni per il trasferimento a domanda. Questo ha comportato, oltre  l’aver visto accolte le proprie istanze, un grosso risparmio economico dovuto alla produzione della pratica ma anche a possibili rischi di mancati avanzamenti nel grado o qualifica.

Per questo invitiamo sempre i nostri iscritti a comunicarci prontamente ogni situazione all’indirizzo segreteria@siamoesercito.org per rivolgersi all’ufficio legale o comunque contattare i referenti di reparto e d’area che sapranno indirizzare per le azioni da perseguire.

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IL RESPONSABILE DEL TEAM LEGAL
S.I.A.M.O. Esercito
Mauro PALMAS

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