La Guardia di Finanza trova 4 milioni di euro sotto terra

Roma, 14 sett 2022 – Al termine di un’indagine coordinata dalla procura distrettuale della Repubblica di Brescia, riguardante una presunta maxi frode al fisco, mercoledì scorso era scattata l’esecuzione di 27 misure cautelari e un sequestro per oltre 93 milioni di euro, da parte del comando provinciale dei carabinieri e del comando provinciale della guardia di finanza.

Stando a quanto emerso finora, pare che a muovere le fila di un’organizzazione dedita alla sistematica evasione del fisco ci fosse una famiglia, con “base” in un cascinale immerso nelle campagne di Gussago, in provincia di Brescia.

Per questa ragione un uomo di 46 anni, la moglie, il loro figlio 22enne e la zia materna erano stati arrestati dagli uomini della finanza. Le manette erano scattate al termine di una lunghissima indagine: al centro migliaia di fatture false, per un valore di oltre 500 milioni di euro, che sarebbero state emesse dal 2018 nell’ambito di attività dedite al commercio di materiale ferrosi.

Grazie a numerose intercettazioni telefoniche, gli agenti della finanza  sono ora riusciti a recuperare parte del bottino.

Non troppo distante dal cascinale erano stati sotterrati, a una profondità di alcuni metri, oltre 4 milioni di euro: per gli inquirenti si tratterebbe di parte del denaro riportato in Italia dagli “spalloni” da conti correnti aperti all’estero, in Romania, Croazia, Bulgaria e persino Cina. Spallone, o corriere, è il termine usato per definire quei contrabbandieri dediti ad esportare denaro e merci oltre frontiera, tipicamente tramite trasporto a spalla o nel proprio abbigliamento.

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