Chi era Doriano Furceri, il maresciallo ucciso dal carabiniere

Roma, 28 ott 2022 – Nel febbraio dell’anno scorso era stato  trasferito d’ufficio ad Asso (Como) per incompatibilità ambientale perché “accusato” pubblicamente sui muri del centro storico del paese, dove precedemente aveva svolto servizio, con scritte a caratteri cubitali tracciate da una mano anonima di insidiare le mogli altrui: “Giù le mani dalle mogli degli altri”.  

Il suo nome non era stato scritto, ma il riferimento a lui con l’invito a togliersi “cintura” e “pistola” era parso chiaro a tutti, anche perché preceduto da insistenti chiacchiere di paese. Lui si era sempre difeso, spergiurando che non era vero nulla e anche la moglie aveva preso le sue parti. Ma tanto era bastato ai suoi superiori per metterlo prima in ferie forzate e poi per avviare un’inchiesta interna…..

Il luogotenente Doriano Furceri non voleva riammettere in servizio il brigadiere Antonio Milia, dopo la sospensione per motivi psichiatrici. Secondo quanto emerge da indiscrezioni in ambienti investigativi, sarebbe stata questa la causa scatenante, il motivo che ha portato il brigadiere ad avere una discussione con il superiore fino ad ucciderlo.

Milia era stato sospeso in concomitanza con l’arrivo ad Asso di Furceri, nel febbraio scorso: un provvedimento preso dai vertici della Compagnia di Como in seguito ad alcuni comportamenti allarmanti, che avevano fatto emergere una tendenza suicida del militare, per via, sembra, di una crisi dei rapporti con la moglie.

Gli era stata inoltre tolta la pistola di ordinanza. Fino alle scorse settimane, quando Milia ha ottenuto il via libera al reintegro in servizio da parte della commissione medica di Milano, senza alcuna limitazione.

Ma il luogotenente Forceri non lo riteneva in condizioni tali da poter tornare al lavoro, per cui l’aveva messo forzatamente in ferie. Da qui, molto probabilmente, gli attriti e la discussione sfociata in omicidio ieri pomeriggio. Fonte: Ansa.it

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