LA SPAGNA AL COMANDO DI 4 MISSIONI INTERNAZIONALI

Roma, 11 gen 2023 – La Spagna nel 2023 comanderà quattro missioni militari internazionali.
I generali spagnoli guideranno le operazioni ONU, NATO e UE in Libano, Iraq, Mali e Corno d’Africa.

UNIFIL Il primo a prendere il comando, già nel 2022 e per tutto il 2023 è il maggiore generale Aroldo Sáez Lázaro, che il 28 febbraio è diventato comandante dei 10.000 caschi blu di 45 paesi che compongono la Forza ad interim delle Nazioni Unite per il Libano.

La Spagna fornisce 650 soldati; ma lo Stato Maggiore della Difesa rende noto che saranno aumentati di altri 90, compresi due elicotteri e un radar Raven per verificare le violazioni dello spazio aereo da parte di Israele e il lancio di razzi da parte delle milizie libanesi.

Il generale di brigata Santiago Fernández Ortíz-Repiso ha assunto la guida della missione EUTM-Mali, la più importante dell’UE nel Sahel, in un momento critico, poiché l’istruzione dei militari maliani è stata sospesa a causa di disaccordi con la giunta golpista di Bamako e la crescente presenza nel Paese di truppe e mercenari russi.

In questo caso la Spagna non solo non ha aumentato le proprie truppe ma le sta anche riducendo: delle oltre 500 che aveva, ne sono rimaste 300 e queste saranno la metà quando il centro di addestramento di Kulioro sarà abbandonato e tutta la missione europea sarà concentrata in Bamako. Gli elicotteri spagnoli sono stati ritirati nel Settembre 2022

Dopo il ritiro di Francia, Germania e Repubblica Ceca, la stessa continuità della missione è in discussione. A maggio un tenente generale dell’esercito spagnolo assumerà il comando della missione Nato in Iraq. Approvata a Bruxelles nel 2018, NMI (Nato Mission Iraq) è una missione non di combattimento dedicata a consigliare le autorità irachene e rafforzare le loro istituzioni e forze di sicurezza affinché siano in grado di stabilizzare il Paese, combattendo contro il terrorismo jihadista.

La Spagna, con 128 soldati, è il primo contributore a questa missione a cui partecipano i 30 alleati della NATO, oltre a Svezia, Finlandia e Austria. Si presume che la Spagna aumenterà il proprio contributo a un’operazione in espansione.

Oltre a contribuire al NMI, la Spagna ha altri 174 soldati in Iraq che fanno parte della coalizione internazionale per combattere Daesh. Il tenente generale spagnolo, che sostituirà l’italiano Giovanni Iannucci, comanderà per un anno la più importante operazione Nato nella regione, dopo il ritiro dall’Afghanistan. Da marzo 2019, un vice ammiraglio spagnolo dirige il quartier generale strategico dell’operazione Atalanta dell’UE con sede presso la base navale di Rota (Cadice).

Inoltre, nel corso di quest’anno un contrammiraglio spagnolo assumerà il comando imbarcato della flotta europea, nella quale si alternano Italia, Portogallo e Spagna. Attualmente questa posizione è ricoperta da un soldato portoghese ma il suo staff naviga a bordo della fregata spagnola Santa María.

Sebbene non ci siano stati dirottamenti di pirati nell’area dal 2019, la carenza di grano dovuta alla guerra ucraina e la siccità hanno reso più importante che mai il compito di scortare le navi del Programma Alimentare Mondiale (WFP).

L’assunzione di posti di comando nelle missioni internazionali è la parte più impegnativa del panorama che le Forze Armate stanno affrontando nel 2023, anno in cui avranno una significativa iniezione economica, con un budget di 12.850 milioni di euro, quasi il 26% in più rispetto nel 2022. A debito, invece, continua a pesare la discriminazione dei militari rispetto al personale di altri corpi in divisa, come la Guardia Civile.

Le associazioni di categoria, come l’Asfaspro (Associazione Sottufficiali delle Forze Armate), hanno denunciato che meno del 10% dell’aumento del bilancio migliorerà la loro retribuzione e hanno etichettato il “premio ministeriale della Difesa, Margarita Robles, la “retribuzione incentivante unica” di 710 euro a favore di tutti i militari , nelle buste paga di novembre e dicembre. <<<FONTE>>>

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