DAL COCER: Revisione della nomenclatura e dei distintivi di grado dei Marescialli delle Forze Armate Esercito, Marina, Aeronautica e degli Ispettori dei Carabinieri e della Guardia di Finanza»

Roma, 6 ago 2021 – Lo studio realizzato dalla Commissione interforze della Categoria «B» ha lo scopo di: “Procedere ad uno studio di possibili soluzioni condivise in ambito Interforze al fine di valutare “..una rivisitazione della nomenclatura e dei distintivi dei gradi dei Marescialli e degli Ispettori delle Forze Armate e dei Corpi Armati Militari dello Stato.

SEGUE DOCUMENTO UFFICIALE DEL 28/7/2021.


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16 thoughts on “DAL COCER: Revisione della nomenclatura e dei distintivi di grado dei Marescialli delle Forze Armate Esercito, Marina, Aeronautica e degli Ispettori dei Carabinieri e della Guardia di Finanza»”

  1. Ma che gran bella trovata!!!…l’ ennesima assurdità dei COCER…nuove patacche…addirittura la sciarpa come gli ufficiali…non ci bastava il soggolo del berretto che non ci rende “ né carne né pesce”…una ancor più marcata divisione tra sottufficiali ( come se quella esistente non bastasse! )…il tutto nella speranza che i vertici ci concedano qualche altro spicciolo per le caramelle, cosa che avverrà in autunno grazie alle vostre supine “concertazioni”.
    La verità è che si dovrebbe fare un bel passo indietro e basarci su altri modelli di carriera militare, tipici degli eserciti in cui i militari hanno sempre fatto davvero i militari e non gli impiegati statali ( ebbene sì…facciamo anche un po’ di autocritica…per migliorarsi bisogna dapprima ammettere i propri difetti.) con una retribuzione maggiorata.
    Adesso ci troviamo in una situazione di appiattimento assurdo…gente che indossa gradi da primo luogotenente con appena vent anni di servizio o poco più…primi marescialli nominati per concorso interno…e riordini carriere degne di “ Zelig”, da riderci a crepapelle!
    Nei paesi in cui i militari sono tali… ove non piangono per un trasferimento…in cui i parenti con problemi tipo “ 104” hanno tutte le attenzioni del caso, ma seguono comunque il militare che li assiste o le agevolazioni di questo ultimo decadono….in cui i militari con incarichi altamente operativi hanno indennità ben specifiche e differenziate e più che giuste agevolazioni negli avanzamenti…e ancora, dove i militari vengono regolarmente trasferiti di sede sia per una migliore formazione professionale che per evitare l’insorgere di “ orticelli personalizzati” concimati da cattive abitudini e interpretazioni errate dei regolamenti ( cosa che avviene a tutti i livelli)…ebbene, in questi paesi, escludendo gli ufficiali d’Accademia , ci si arruola da volontari professionisti, con periodi di ferma rinnovabili ( i cosiddetti “enlisted” del mondo anglosassone, ma non solo …), dando la possibilità a tutti di fare esperienza e carriera, partendo tutti dal gradino più basso, ma potendo comunque ambire a diventare “ top enlisted”of the army…navy…Air Force …coast guard…e marines, per chi ce li ha.
    In queste realtà si fa leva sulle capacità personali oltre che su titoli di studio, da dimostrare nel corso degli anni di servizio, sulla dedizione allo stesso, sulle capacità professionali e militari realmente acquisite e sulla partecipazione ad operazioni reali.
    Va da se che categorie particolarmente professionalizzate e specializzate, ancor più se con incarichi di responsabilità già nei gradi più bassi, sono adeguatamente remunerate, facendo le giuste distinzioni tra ruoli operativi, di prima linea e specialità di supporto e ciò anche nelle liste di merito per avanzare di grado.
    Qui in Italia invece, fatto salvo per rare eccezioni , c è l appiattimento totale…
    Un ultima precisazione su di una assurdità tutta italiana….i corsi allievi marescialli…ma come è potuto saltare in mente di creare questa figura assolutamente illogica??…ragazzi in massima parte provenienti dalla vita civile che con tre anni di corso e laurea in non si sa bene cosa, arrivano ai reparti convinti di avere la capacità di comandare nuclei e plotoni spesso formati da seguenti, graduati e volontari con anni di servizio militare reale e professionalità di tutto rispetto?!!…altro aspetto tutt’ altro che secondario, creando divario con i marescialli che i gradi li hanno indossati dopo numerosi anni di servizio( almeno per quelli che se li sono guadagnati onestamente senza scodinzolare ai superiori, che diciamocelo, purtroppo non mancano ), acquisendo nel frattempo capacità professionali , personali ma anche e soprattutto umane, che non possono essere sviluppate con un corso triennale.
    Vabbè, tanto non cambierà nulla, di sicuro non cambierà in meglio grazie a voi dei COCER.

  2. Ma invece di pensare a questa ennesima inutile riforma, perché non cercate di capire e risolvere la problematica riguardante i motivi dei tantissimi suicidi che stanno colpendo le FF.OO.

  3. Ma si può sapere per cosa ci state a fare dato che vi occupate sempre di stronzate e mai dei problemi reali che ci sono.

  4. Le stronzate son facili da trovare e non risolvere ugualmente. E’ solo un problema di dilettantismo allo sbaraglio condito da gente che vive solo per lo stipendio e proviene dalla solita parte della penisola italiota.

  5. Si vede che sole malato se lo guadagna lo stipendio e sopratutto magari non viene da posti in Italia dove fa caldo e si fa la siesta. Il problema e’ sempre questo.

  6. Al di là delle etichette, che comunque dovranno essere ben visibili ( la stella nera sul blu non si vede) manca strutturalmente la connessione e il raccordo con il rank NATO ( non può essere che da M1 a 1° Lgt. siano tutti OR-9) e soprattutto con le componenti civili del pubblico impiego ( per i civili del ministero della Difesa i Sottufficiali non sono Capi Sezione) ed infine con le posizioni organiche (abbiamo troppi Ufficiali) . A cosa serve cambiare lo stemma se poi ci sono Colonnelli pieni che fanno i Capi Sezione? Forse sarebbe meglio concentrarsi su un esodo anticipato.

  7. Diceva un politico passato a miglior vita: “Di gradi quante ne volete, ma non parlatemi di aumenti salariali”….
    Poi si danno le stelle a tutti e nessuna al primo maresciallo o maresciallo maggiore aiutante. Infine, la stella nera della marina militare é quasi invisibile

  8. D’accordo a rivedere i ruoli ma non è indispensabile rivedere i gradi.
    Non capisco il motivo per cui non si debba fare un ruolo “marescialli” o ruolo “direttivo” senza inserirci la parola “sergenti”. E’ scritto chiaro che i marescialli hanno funzioni direttive e, il resto, funzioni esecutive. Organizzate i ruoli in base agli incarichi. Nella CMD cosa scriveranno: Marescialli e Sergenti???????
    La parola “Sottufficiali” è veramente obsoleta, arcaica, e non identifica più una persona precisa.
    Per le stellette sui binari da maresciallo, ricordo che ci fu una sperimentazione molti anni fa nell’esercito.
    L’altro punto è che dovrebbero rivedere la giusta retribuzione dei gradi apicali che mi sembra aver capito sia finalmente e giustamente diventato un grado e non più consederato una qualifica, avendo un parametro ben preciso.
    Ovviamente ritengo che si debba anche rivedere il percorso formativo, introducendo per tutti almeno una laurea triennale, a prescindere dall’età o dall’anzianità posseduta. Abbiamo ancora marescialli e Luogotenenti con la terza media!!!

  9. SANDRO…se credi che sia una laurea triennale a formare Maresciallo credilo pure…ridicolo poi che i marescialli debbano essere laureati mentre una miriade di ufficiali a ferma breve…che poi transitano spesso in servizio permanente…e ai quali tanti marescialli ( anche quelli laureati ) sono sottoposti, accedano alle forze armate con un diploma e passino in servizio permanente senza alcuna necessità di alcun titolo di laurea, ne quinquennale ne triennale.
    Il termine Sottufficiali è tutt’ altro che un titolo arcaico e dovresti sentirti onorato di farne parte, io lo sono e sono tale con la mia licenza media inferiore.
    Un tempo, non così lontano, eravamo un ruolo unico, eravamo una forza, eravamo davvero la spina dorsale delle FFAA e Corpi dello Stato, i Marescialli erano lo scudo protettivo dei sottufficiali più giovani e anche dei militari di truppa, erano la storia e le tradizioni dei Reparti, erano punti di riferimento per la formazione dei più giovani e talvolta facevano anche da padre di famiglia per chi la propria famiglia l’aveva lasciata troppo presto, certo ognuno un po’ a modo suo, con un po’ della propria personalità. Con altrettanta certezza posso dire, ahimè che non mancavano le mele marce, quegli individui che generavano l immaginario peggiore associabile al grado di maresciallo, ma per fortuna una minoranza, seppur molto deleteria.
    Poi, alcuni nostri “assennati rappresentanti” si sono fatti trascinare dall’ illusione che dividendoci in ruolo marescialli e sergenti, i primi sarebbero diventati dei dirigenti, soprattutto dal punto di vista della retribuzione, ma la realtà odierna dimostra tutti’ altro.
    Tutto ciò’ non per incapacità, ma perché siamo schiacciati dall’ alto, mentre a chi ci sta sopra fa comodo dividerci ancor di più tra MARESCIALLI LAUREATI e MARESCIALLI IGNORANTI ( quelli come me ), dando ai primi l’illusione di essere dei militari di classe superiore, salvo il fatto di continuare a sfornare sottotenenti con diploma di scuola superiore!
    Senza dubbio è da rendere merito a chi è più “scolarizzato” di me, ma posso assicurarti che non è un pomposo titolo di laurea triennale a renderti un buon maresciallo o sottufficiale.
    Senza alcun dubbio l’ istruzione è importante, è il punto di partenza, ma storicamente I Sottufficiali sono tratti dalle fila della truppa, tra i soldati più’ militarmente formati, più responsabili, più professionalmente competenti, con un maggiore senso del dovere e tante altre caratteristiche.
    Negli eserciti del mondo in cui ci si arruola per fare davvero i soldati, partono tutti dal gradino più basso, volontario, soldato, marinaio, aviere, comunemente detto “ enlisted” e da ultima ruota del carro c’ è chi è giunto all apice delle forze armate, senza dubbio conseguendo opportuni titoli di studio, ma soprattutto per aver dimostrato di avere qualità personali, militari e di leadership superiori a chiunque altro, non perché avesse una laurea triennale.
    Anche in quei paesi tanti ragazzi si arruolano per avere un futuro migliore dal punto di vista economico, tra ldi essi non pochi in questo modo si finanziano studi altrimenti impraticabili, ma partono tutti dallo stesso gradino e a tutti è data la medesima possibilità di migliorarsi e progredire ( ad eccezione degli ufficiali di Accademia , naturalmente ).Ma per quanto possano essere importanti i titoli di studio contano altrettanto, se non di più, gli anni di servizio svolto, specie se in ruoli operativi, la capacità di dimostrare di essere dei militari con capacità personali e professionali superiori e capacità di trascinamento degli altri, specie in condizioni di difficoltà o addirittura critiche.
    L’ esistenza dei corsi allievi marescialli triennali e con corso di diploma di laurea è una realtà esclusivamente italiana, non esiste in nessun altra parte del mondo, soprattutto nel mondo anglo sassone, la cui storia e tradizione militare sicuramente ti è ben nota.
    In tali contesti un sergente, ma già l equivalente di un caporal maggiore, è una figura di riferimento per militari più giovani e molti ruoli che da noi sono ricoperti da tenenti, capitàni e talvolta anche maggiori, sono appannaggio di sergenti, sergenti maggiori e “ warrant officers”( i nostri marescialli, divenuti tali dopo almeno tre lustri di servizio impeccabile e dimostrando doti superiori ) con reale apprezzamento professionale e militare, senza la necessità di alcun diploma di laurea.
    Nel nostro Paese invece, gli arruolamenti sono ormai gestiti come concorsi per l impiego comunale/ ministeriale, con aspetti quasi da impiegati amministrativi di vario livello anziché guardando alla formazione di veri militari, magari cercando di dare maggiori possibilità a chi ambisce ad assumere ruoli operativi anziché logistici, per quanto anch’essi assolutamente indispensabili…ma per diventare logistici c’ è sempre tempo.
    È così succede spesso, che nei ruoli volontari/ graduati di truppa capita che caporal maggiori capi/vice capi squadra di fanteria, mezzi corazzati, paracadutisti e guastatori, genieri, bersaglieri e alpini,sottocapi di Marina con quattro anni d ‘ imbarco sulle unità da combattimento ( sommergibili inclusi) o del Reggimento San Marco, con anni di impiego operativo in Italia e in missioni internazionali, come pure giovani primi avieri addetti alla difesa delle basi aeree ed altri essenziali compiti senza i quali neanche le frecce tricolori volerebbero ( cioè militari autentici, agli antipodi da tanti pomposi impiegati con le stellette) non transitano in servizio permanente, buttando al macero milioni di euro di formazione militare professionale, ma anche l ‘ entusiasmo e i sacrifici di tanti ragazzi capaci, a mio parere almeno quanto e forse di più di possessori di un titolo di laurea, probabilmente meno avvezzi a stare con gli anfibi nel fango e nella polvere, in una sala macchine di una fregata, in un locale siluri, a smazzarsi Infiniti turni di sorveglianza armata nelle basi aeree in Italia e all estero, a differenza di altri che ricoprono mansioni ben più comode ma con remunerazioni paritetiche.
    Permettimi di fare un ultima considerazione su un’altra triste specificità tutta nazionale, le raccomandazioni.
    In 34 anni di servizio ho visto di tutto, gente che non aveva l altezza minima per l arruolamento quale militare di leva, diventare idoneo quale allievo sottufficiale con una semplice ma efficace telefonata, incapacità intellettuali e militari a tutti i livelli e con qualsiasi livello d’ istruzione ( parlo di quella documentata e rilevabile nei libretti caratteristici ).
    Per fortuna queste “ specificità “ vengono quotidianamente compensate da altri, che invece si sono arruolati con uno spirito differente, anch’essi con qualsiasi livello d’istruzione e ad ogni livello gerarchico, anche con la cosiddetta terza media.
    Insomma, di ragazzi bravi e preparati ce n’è una nazione intera, o quasi, tra questi tanti ambiscono ad indossare un’ uniforme, ne consegue, per una pura questione matematica, che per accedere agli attuali corsi allievi marescialli, spesso formati da alcune decine di allievi o che raramente superano le cento unità’, bisognerebbe essere quasi sovrumani, ma io di mitologici marescialli “ d’ Accademia” non ne ho ancora visti e resto umilmente orgoglioso di essere un’ anziano Sottufficiale arruolato con la licenza media inferiore!

  10. Felice di essere pensionato da 5 anni arruolato nel 79 ho fatto la cosiddetta gavetta, orgoglioso di aver avuto MARESCIALLI con le palle che mi hanno ( bastonato ) ma anche difeso, così sono cresciuto la loro esperienza mi ha formato e per questo gli sono riconoscente. Adesso a 60 anni posso dire che è stata un’esperienza costruttiva. Gli ultimi anni di servizio ho visto e sentito solo: questo non mi spetta farlo, non sono di categoria, mi pagano gli straordinari?, Non n posso toccarlo, ci sono le ditte per questo, ecc… Questo è stato creato. Tutto ciò per dire una cosa sola, chi non ha fatto la gavetta non sa neanche cosa significhi pulire i cessi, rimarranno tutti Signorine alla scrivania con i gradi.

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