SUICIDI E DIVISA. Correlazioni e fattori di rischio di un lavoro particolare

Roma, 6 sett 2021 – Il fenomeno dei suicidi degli appartenenti alle forze dell’Ordine andrebbe urgentemente approfondito perché sta diventando un fenomeno allarmante.

E’ vero, i cittadini arruolati tra le file delle forze armate e di polizia vengono sottoposti ad approfondite analisi psichiche prima dell’arruolamento e negli ultimi anni presso i comandi superiori sono a disposizione di tutti i militari team di psicologi pronti ad assisterli e pronti e aiutarli in quello che può sembrare un lavoro normale ma non lo è.

La pressione dovuto a determinati servizi che coinvolgono lo stato emotivo di qualsiasi cittadino rendono il lavoro degli operatori delle forze dell’ordine e delle forze armate altamente stressante, i rischi che si corrono e si percepiscono ad ogni turno mettono a dura prova la psiche del soggetto in divisa.

A questi fattori vanno aggiunti i normali e quotidiani problemi di vita che si riscontrano in ogni famiglia italiana, dovuti alla gestione familiare, alla crescita dei figli , alla salute ecc, ed ecco che c’è da considerare il fatto che potrebbe essere proprio l’ambiente lavorativo nel quale vivono e operano a incidere negativamente sull’equilibrio psichico dei nostri ragazzi in divisa.

Secondo i dati raccolti da Silp (Il sindacato dei lavoratori di polizia) nella classe di età 25/64 anni si tolgono la vita 7 persone su 100.000. Quando si parla di Arma dei Carabinieri, il tasso è 15,7 su 100.000, per la Guardia di Finanza è di 10 su 1000.000, per la Polizia di Stato è di 18,27 su 100.000. Ma il dato più preoccupante è quello che si attesta nelle fila della Polizia Penitenziaria dove il tasso sale a 28,65 su 100.000. Numeri che devono far riflettere e spingere, chi ne ha il potere, a fare qualcosa di concreto per invertire questo trend negativo.

Negli ultimi anni grazie anche alla nuova legge che sta portando l’avanzata delle associazioni sindacali nelle forze di polizia Militari e nelle stesse forze Armate, il tema di suicidi e dello stress lavorativo si sta facendo forte e sta crescendo sempre di più con la volontà di fare luce su questo inquietante fenomeno e sono stati tanti gli eventi messi in piedi dalle associazioni stesse che hanno permesso anche alla stampa nazionale di conoscere questo fenomeno da anni tenuto nascosto.

Un nuovo libro racconta il tema dei suicidi nelle Forze armate e di polizia, infatti Sara Lucaroni ha scelto di dedicare il suo primo libro al tema dei suicidi nelle Forze armate e di polizia , confermando ancora una volta una grande sensibilità per i diritti dei lavoratori in uniforme. il titolo è “Il buio sotto la divisa. Morti misteriose tra i servitori dello Stato” pubblicato ad aprile da Round Robin. Il libro prende le mosse da un’inchiesta pubblicata dalla giornalista su L’Espresso il 3 luglio 2019.

La stessa autrice ha definito il suo libro “Non un libro di morte , ma un libro che parla di vita e di speranza”.

La speranza infatti cresce con l’avanzare delle associazioni sindacali che hanno messo al centro dei loro programmi i suicidi dei militari e soprattutto il supporto psicologico unito a quello legale, perché anche quest’ultimo è un aspetto da non trascurare nella psiche del lavoratore in divisa . infatti molte volte per l’esercizio delle sue funzioni si vede sbattuto in prima pagina sui giornali o su video social e viene trascinato in cause legali che durano anni ed anni fino di vedere la fine con un aggravio economico non avendo nessuna tutela legale e dovendosi pagare le spese per la difesa con il proprio stipendio che tutti sappiamo essere tra i più bassi d’Europa rapportato alle altre forze armate e di Polizia Europee.

Il 30 luglio 2019 con N 1444 è stato depositato al Senato della Repubblica un disegno di legge per chiedere l’ Istituzione dell’Osservatorio nazionale per il sostegno ed il supporto psicologico del personale delle Forze di polizia (www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/347095.pdf ).

Il disegno di legge è composta da 6 articoli per monitorare e raccogliere in modo sistematico tutti i dati relativi ai suicidi, elaborare programmi obbligatori di formazione per il personale, al fine di dotare i medesimi di strumenti adeguati per affrontare e gestire le situazioni di criticità e disagio; prevede la presentazione di una relazione annuale alle Camere sui risultati dell’attività dell’Osservatorio, con l’obbligo alle forze Armate e di polizia entro 6 mesi dalla relazione ad attivare specifici programmi di formazione per il rispettivo personale, tenendo conto dei programmi elaborati dall’Osservatorio, nonché programmi di sostegno per il rispettivo personale, anche attraverso la metodologia del supporto tra pari. Disegno di legge che sembra essersi arenato nelle stanze del Senato.

Nel 2019 anche il Capo della Polizia con un decreto numero 555/RS/01/143/4733 del 14.02.2019 ha disposto un osservatorio permanente interforze sul fenomeno suicidario tra gli appartamenti alle forze di polizia (www.silpcgil.it/articolo/6986-osservatorio_permanente_sui_suicidi_nelle_forze_di_polizia) ma che sembra non aver portato nessun risultato, infatti dalla pagine Facebook denominata “OSSERVATORIO SUICIDI IN DIVISA (OSD)” dove vengono pubblicate dalle varie sigle sindacali e dai vari singoli profili notizie e aggiornamenti in merito al fenomeno, si legge che il 30 Agosto è avvenuto il 37º EVENTO suicida che ha riguardato un Carabiniere.

GLI EVENTI SUICIDARI SEGNALATI NELL’ANNO 2021 al 31 Agosto 2021 sono impressionanti, 15 Carabinieri (di cui 2 Carabinieri-Forestali);5 Polizia Penitenziaria (1 tentativo di suicidio); 3 Guardia Giurata; 4 Polizia di Stato; 5 Polizia Locale; 3 Guardia di Finanza; 2 Marina Militare, mentre nel 2020 sono stati segnalati 51 casi e 69 nel 2019.

Numeri che hanno dietro di se nomi e storie di uomini e donne in divisa che hanno servito lo stato ed hanno spezzato quel filo che li legava alla vita con un gesto estremo che non può essere casuale.

Le istituzioni non possono e non devono tacere e questi numeri non possono rimanere solo sulle pagine Facebook, ma hanno un urgente bisogno di risposta da quelle istituzioni e da quella politica che dicono di essere orgogliosi del lavoro dei loro uomini in divisa solo quando devono tentare di raccattare un voto in più.
 Autore Americo D’Elia(FONTE>>>>>).

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One thought on “SUICIDI E DIVISA. Correlazioni e fattori di rischio di un lavoro particolare”

  1. Secondo me é’ un lavoro usurante per la mente meno per la fisicità e in più occasione ti rende la vita solitaria, casa- lavoro, lavoro-casa, andrebbe estesa la socialità verso l’ambiente esterno alla forza armata, ma proprio per il particolare lavoro non é sempre facile mantenere uno stile di vita diverso da altre sfere lavorative. Poi se analizziamo le perdite nei vari corpi armati chi porta la bandiera é l’Arma dei Carabinieri, qualche distorsione ci sarà sicuramente. Ho trovato il seguente articolo molto lungo ma ne vale la pena di leggerlo.
    https://www.difesa.it/GiornaleMedicina/Osservatorio_epidemiologico/Documents/Bollettino_Epidemiologico_3.pdf

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