Green pass al lavoro, linee guida in arrivo su controlli e sicurezza. PER METTERSI IN REGOLA ENTRO IL 15/10/2021 BISOGNA PENSARCI SUBITO. Vaccinazioni in netto aumento. E’ il Generale Figliuolo, il commissario straordinario per l’emergenza, a certificare il trend: «A livello nazionale – ha detto – si è verificato un incremento generalizzato delle prenotazioni di prime dosi tra il 20% e il 40% rispetto alla scorsa settimana. Inoltre, oggi, si è riscontrato un aumento del 35% di prime dosi rispetto alla stessa ora di sabato scorso»

Roma, 19 set 2021 – LUNEDI 20/9 IL DECRETO-LEGGE DOVREBBE USCIRE IN GAZZETTA UFFICIALE. PENSARE PRESTO AD UNA STRATEGIA: 15 TAMPONI RAPIDI AL MESE, OPPURE 8 TAMPONI MOLECOLARI AL MESE, OPPURE IL VACCINO? Per sottoporsi a tampone non e’ un problema e lo si puo’ fare anche in farmacia e anche all’ultimo giorno a ridosso del 15/10; quindi se uno sceglie questa strada non ha problemi per entrare al lavoro il 15/10 e non deve pensare ad altro. Invece chi non vuole fare i tamponi ed opta per il vaccino e’ bene che si organizza subito per la prenotazione perche’ per il giorno 15 ottobre ci vuole almeno la prima somministrazione per entrare sul posto di lavoro.

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Green pass al lavoro, linee guida in arrivo su controlli e sicurezza

Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, prevista per lunedì, sono attese le linee guida del Governo «per la omogenea definizione delle modalità organizzative» delle verifiche.

Dopo l’estensione dell’obbligo del Green pass a tutti i lavoratori, vari hub segnalano un’accelerazione delle vaccinazioni. Era forse il principale risultato atteso da chi vedeva nella nuova mossa del Governo soprattutto un incentivo ad aderire alla campagna vaccinale anti-Covid. È stato lo stesso generale Figliuolo, il commissario straordinario per l’emergenza, a certificare il trend: «A livello nazionale – ha detto – si è verificato un incremento generalizzato delle prenotazioni di prime dosi tra il 20% e il 40% rispetto alla scorsa settimana. Inoltre, oggi, si è riscontrato un aumento del 35% di prime dosi rispetto alla stessa ora di sabato scorso».

I nodi da sciogliere

L’impulso alle vaccinazioni era forse il principale risultato atteso dal nuovo Green pass. Ma nel decreto, che riguarda circa 20 milioni di lavoratori, sono molti gli aspetti su cui si attendono chiarimenti: come controllare il certificato digitale e come comportarsi se il dipendente non lo ha, sono i principali nodi su cui, da prospettive diverse, si ragiona nel settore pubblico, nelle piccole e grandi aziende private, nonché nelle famiglie.

Linee guida in arrivo

Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, prevista per lunedì, sono attese le linee guida del Governo «per la omogenea definizione delle modalità organizzative» che il ministero retto da Renato Brunetta e quello della Salute guidato da Roberto Speranza stanno preparando, e che dovrebbero essere pronte la prossima settimana. Per i dipendenti contrattualizzati vige la regola dell’obbligo di controllo a carico del datore di lavoro, mentre per le prestazioni occasionali – come il caso dell’idraulico – il cliente dovrebbe poter chiedere di esibire il pass. Si deciderà poi se rivedere altre misure per garantire il ritorno in presenza del maggior numero dei lavoratori negli uffici. E per questo potrebbero essere riviste anche le misure di distanziamento rinunciando al metro di distanza (come a scuola), anche se sempre indossando la mascherine.

Come fare le verifiche

I controlli saranno effettuati preferibilmente all’accesso ai luoghi di lavoro e, nel caso, anche a campione. I datori di lavoro inoltre individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle eventuali violazioni. Le modalità di verifica vanno definite. Nel privato si potrebbe utilizzare la app «VerifiCa19» già impiegata per treni e ristoranti mentre nel pubblico si potrebbe impiegare la app già sviluppata per le verifiche nelle scuole.

L’opzione della sostituzione temporanea nelle Pmi

Un altro punto da chiarire è la possibilità, per le aziende con meno di 15 dipendenti, di sostituire temporaneamente il lavoratore privo di pass: il contratto di sostituzione potrà scattare dal quinto giorno di assenza, e avere una durata pari alla sospensione prevista, cioè dieci giorni. Ma cosa accade se all’undicesimo giorno il lavoratore non si è ancora messo in regola con la certificazione? Teoricamente si dovrebbe reiterare la sospensione e la sostituzione per altri dieci giorni. I giuslavoristi di Palazzo Chigi e ministero sono al lavoro, mentre dal mondo delle Pmi emerge il timore che il meccanismo non risolva il problema, vista la possibile difficoltà a trovare in tempi rapidi – e offrendo contratti di così breve durata – una sostituzione adeguata alla casella rimasta vacante. Da https://amp24.ilsole24ore.com

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