COMUNICATO STAMPA S.A.F. – SIM: Tamponi gratuiti per i finanzieri privi di green pass

Roma, 21 set 2021 – DAL SINDACATO S.A.F.. Come ben noto il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge del 16 settembre, con il quale ha introdotto, dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021, l’obbligo per i dipendenti pubblici di possedere e di esibire, su richiesta, la certificazione verde COVID-19 per accedere nei luoghi di lavoro.

Tra i soggetti destinatari è ricompreso il personale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate, prevedendo forti sanzioni economiche per chi viene trovato senza la Certificazione e la sospensione dall’attività lavorativa, senza retribuzione, qualora sprovvisto della stessa.
Come noto, il c.d. green pass, è ottenibile sottoponendosi alla vaccinazione, in seguito all’avvenuta guarigione dal COVID-19 o dopo l’effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2.
Una percentuale non indifferente di appartenenti alle Forze di Polizia, non ha aderito alla vaccinazione, sia a causa di particolari condizioni o patologie certificate o per persistente
immunizzazione, e sia per libera scelta, non essendo previsto alcun obbligo vaccinale.
Occorre premettere che le scriventi organizzazioni sindacali non hanno alcuna posizione ideologica pregiudiziale rispetto alla validità della vaccinazione, quale strumento utile per contrastare la diffusione del Covid-19, così come ritengono doveroso il rispetto delle norme.
Si deve, altresì, però, rilevare la criticità attinente alla legittimità e conformità delle disposizioni governative rispetto al dettato Costituzionale, nella considerazione che, in assenza di obbligo vaccinale, sia attribuito al green pass un valore normativo da cui discenda un vero e proprio obbligo surrettizio.
Di fatto, il requisito del green pass, comporta l’alternativa tra il vaccino o l’effettuazione di ricorrenti test antigenici a pagamento, con ovvi condizionamenti di natura economica derivanti dal sostenimento di un cospicuo costo mensile che graverebbe su stipendi già esigui.

Oltre che di un evidente discriminazione si tratta di un vero e proprio paradosso in cui i lavoratori debbano pagare per poter lavorare.
Se tali prescrizioni in capo ai non vaccinati delle Forze dell’Ordine venissero applicate, si andrebbe incontro ad una inevitabile contrazione d’impego delle stesse che si tradurrebbe in una diminuzione della sicurezza pubblica per mancanza di operatori, oltre ad un grosso problema sociale dove intere famiglie, che liberamente hanno scelto di non vaccinarsi, si troverebbero senza stipendio. L’ARTICOLO CONTINUA QUI >>>

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