La Difesa europea secondo Mario Draghi. Perché bisogna spendere di più

Roma, 2 ott 2021 –  Il presidente del Consiglio Mario Draghi è tornato sul tema della Difesa europea. Lo ha fatto nella conferenza stampa tenuta insieme al ministro Daniele Franco a margine del consiglio dei ministri che ha approvato la nota di aggiornamento al Def e fatto emergere “un quadro di gran lunga migliore di quello che pensavamo” sui trend di ripresa dell’economia nazionale.

L’ultima uscita sul tema da parte di Draghi risaliva a metà settembre, a margine del vertice EuMed di Atene. In quell’occasione il premier notata l’esigenza del “rafforzamento della sovranità europea”, includendo come “uno degli aspetti” anche la “difesa europea”, e spiegando che “su questo fronte non c’è molto tempo da aspettare però”.

Oggi il riferimento alla Difesa comune europea si è inserito in un ragionamento più ampio, partito dalla dibattito sulla revisione delle regole fiscali dell’Ue. Per Draghi è “irrealistico” pensare che possano tornare quelle pre-pandemiche, a prescindere dai risultati dei negoziati che in Germania stanno vedendo impegnati i partiti dopo il voto di domenica scorsa. Perché irrealistico?

“Perché in questi mesi si sono rivelati dei bisogni importantissimi, esistenziali per la stessa Europa, che non possono che essere soddisfatti dal settore pubblico”. Gli esempi di tali impegni offerti dal presidente del Consiglio sono molteplici: la lotta al Covid (“le vaccinazioni”), l’aiuto ai Paesi in via di sviluppo e il clima, “per accelerare la transizione ecologica e proteggere le classi più deboli”. Si aggiunge un quarto impegno che rende “irrealistico” immaginare di tornare alla precedente regolazione finanziaria europea: la Difesa.

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