MILITARI: non e’ stata tenuta conto la specificita’ del nostro settore circa l’applicazione del green pass. A RISCHIO la funzionalità nonché l’efficienza dei compiti assegnati a discapito dei cittadini.

Roma, 14 ott 2021 – Il 16 settembre 2021 è stato varato dal consiglio dei ministri, in modo unanime, il decreto legge che prevede “Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde covid -19 e il rafforzamento del sistema screening”.

Il conto alla rovescia è iniziato da giorni: venerdi 15 ottobre scatta l’obbligo del green Pass per entrare nei luoghi di lavoro per tutti i dipendenti pubblici e privati fino al termine dello stato di emergenza che al momento è sancito alla data del 31/12/2021.

Il presidente del consiglio dei ministri in data 12/10/2021 ha firmato un dpcm con le linee guida di condotta delle pubbliche amministrazioni che dovranno essere applicate in materia di obbligo di possesso e di esibizione della certificazione verde da parte del personale nei luoghi di lavoro.

Con questa breve disamina non ci si vuole soffermare sui punti focali delle linee guida riguardanti le forme di controllo, obblighi doveri e sanzioni che dovranno essere osservate, bensì sulla discendente applicazione in alcuni settori lavorativi dove risulta difficile attuarla.

Il Comparto DIFESA è per antonomasia diverso da tutti gli altri ministeri: al suo interno vige un ordinamento militare che giocoforza inasprisce le infrazioni amministrative contenute nelle linee guida.

Infatti di questo si tratta, di specificità, perché per organizzazione interna, status e impiego, il militare non può e non deve essere considerato un semplice lavoratore: i peculiari compiti svolti, la vita di caserma e gli obblighi e doveri imposti, lo rendono “diverso” e l’applicazione tout court del decreto legge potrebbe minare la funzionalità nonché l’efficienza dei compiti assegnati a discapito dei cittadini.

A questo punto è più facile che sorgano lecite domande che dirimere dubbi:

– è noto che le forze di polizia e il ministero dell’istruzione abbiano confermato che il personale, una volta effettuato il controllo all’ingresso del sedime lavorativo, abbia il diritto di terminare il proprio turno lavorativo anche con un green pass scaduto;

– è lecito riflettere sul perché ciò non sia consentito in ambito Comparto Difesa e Sicurezza, creando peraltro una disparità di trattamento con le forze di polizia ad ordinamento civile e determinando così un netto contrasto con il principio di equiordinazione sancito dalla legge.

Gli alloggi del personale, non essendo gratuiti, perché vengono considerati luoghi di lavoro e pertanto ne viene precluso l’accesso ai non possessori di green pass a differenza dei colleghi poliziotti?

Queste sono solo poche domande che evidenziano che le disposizioni non sono uguali per tutti.

L’auspicio è che si risolvano nell’immediato tali problematiche di equità tra Amministrazioni al fine di non rendere ancora più difficile il momento che stiamo vivendo ormai da due anni.

La Redazione.

 

 

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