CONCERTAZIONE PER IL RINNOVO CONTRATTUALE RELATIVA AL TRIENNIO 2019 – 2021 DEL COMPARTO DIFESA – ARTICOLO 4, COMMA 1, DEL D.P.R. 16 MARZO 1999, N.255, VERTICALIZZAZIONE” DELLE INDENNITÀ SUPPLEMENTARI (PREVISTE DALLA LEGGE 78/83). PERCENTUALE DI MAGGIORAZIONE PREVISTA DALLA LEGGE 78/83 ED ESTENSIONE DEL TRASCINAMENTO, RIFERITA ALL’OPERATIVA DI BASE SPETTANTE AL PERSONALE MILITARE IN POSSESSO DEL BREVETTO MILITARE DI INCURSORE, OPERATORE SUBACQUEO O DI AEROSOCCORRITORE (ART. 9, COMMA 2, LEGGE 23 MARZO 1983, N.78) – ADOZIONE DI MISURE SUL TRASCINAMENTO E RIVISITAZIONE DELLA MAGGIORAZIONE DELL’INDENNITÀ.

Roma, 28 ott 2021 – COMUNICATO STAMPA SI.NA.G. E DOCUMENTO CONTRATTO LAVORO. Il Sindacato Nazionale Guardiacoste – SI.NA.G. – nella costante attività di tutela dei propri iscritti, costituiti dal personale della Forza Armata Marina e del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, ha opportunamente evidenziato, con la redazione di apposita missiva, l’Onorevole Ministro della Difesa, informando nel contempo anche il Ministero della Pubblica Amministrazione – Dipartimento della Funzione Pubblica, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ed il Capo di Stato Maggiore della Marina, una sostanziale criticità, emersa nei confronti del personale militare appartenente alle figure professionali in possesso del brevetto militare di Incursore, Operatore Subacqueo e di Aerosoccorritore, in ordine al mancato trascinamento dei periodi di servizio svolti in particolari condizioni e situazioni di impiego operativo.

Oggetto d’istanza riguarda la possibilità che nei lavori della prossima concertazione, relativi alle procedure negoziali di rinnovo del contratto del personale non dirigente del comparto sicurezza e difesa per il triennio 2019-2021, di:

  • Elevare la misura percentuale dell’indennità di cui all’articolo 9, comma 2, della legge sulle indennità operative, percepita dal personale militare dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica in possesso di brevetto militare di incursore – operatore subacqueo – aerosoccorritore e in servizio presso reparti incursori e subacquei nonché presso centri e nuclei aerosoccorritori, al 220 per cento dell’indennità di impiego operativo di base;

  • Il trascinamento dei periodi di servizio svolti in particolari condizioni e situazioni di impiego operativo per compensare e conservare il valore economico del proprio stipendio laddove per motivi spesso sanitari, dovuti all’usura fisica/mentale e/o ad infortuni sul lavoro, il personale, non percettore più dell’indennità e destinato ad altri incarichi, subisca un decremento economico ingiusto. Il personale militare, percettore dell’indennità per brevetto di incursore/subacqueo/aerosoccorritore, quando cessa di percepire la predetta indennità supplementare, ha diritto alla corresponsione della medesima indennità supplementare in misura pari ad un ventesimo dell’intero importo in godimento per ogni anno di servizio effettivamente prestato con percezione della relativa indennità e fino ad un massimo di venti anni, compresi i periodi effettuati alle medesime condizioni anteriormente alla data di entrata in vigore della presente normativa. Il predetto trattamento si cumula con le indennità operative spettanti, previste dagli articoli 2, 3, 4, 5, 6 e 7 della legge 23 marzo 1983, n.78, nonché dall’articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 10 maggio 1996, n.360;

  • L’aumento in percentuale del brevetto, per le categorie citate nell’articolo 9, comma 2, della legge sulle indennità operative (brevetto militare di incursore – operatore subacqueo – aereosoccorritore), con differenziazione in relazione all’effettiva esposizione a rischio.

In particolare si è evidenziato che, negli anni, la categoria degli Incursori, Palombari/Sommozzatore ed Aerosoccorritori militari ha subito una vera e propria emarginazione e discriminazione stipendiale, rispetto a tutte le altre categorie che percepiscono particolari indennità operative e, nonostante faccia parte delle forze speciali assoggettate a particolari rischi di impiego operativo, non è mai stato destinatario di alcun provvedimento ad hoc:

  • non ha mai beneficiato del riconoscimento della trascinabilità, nonostante che la stessa problematica fosse stata più volte evidenziata attraverso gli organismi di Rappresentanza Militare (Coir e Cocer) in seno alle varie concertazioni, e nonostante gli interventi normativi a favore di altre categorie di personale militare (per chi presta servizio di pronto intervento aereo e per chi presta servizio presso gli istituti militari di pena);

  • non ha mai beneficiato di alcun aumento in percentuale del brevetto, a differenza di tutte le altre categorie del personale militare in particolari impieghi operativi, a seguito dei vari provvedimenti di concertazione approvati con Decreti del Presidente della Repubblica, dal 1996 ad oggi (vedasi tabella allegato 9);

  • non ha mai beneficiato di alcuna indennità supplementare mensile del brevetto, come diversamente ha ricevuto il personale militare in possesso del brevetto militare di incursore (inclusi nell’identico articolo di specificità operativa ovvero l’articolo 9, comma 2, della legge sulle indennità operative) con l’indennità supplementare mensile nella misura lorda di euro 120,00 (art 6, comma 5 e 6, del D.P.R. 11 settembre 2007, n.171).

L’accoglimento dell’istanza avanzata dal SI.NA.G. costituirebbe un tangibile primo segno di gratificazione del personale militare in possesso del brevetto militare di incursore – operatore subacqueo – aerosoccorritore.

Roma, 28 Ottobre 2021

SINDACATO NAZIONALE GUARDIACOSTE
ASSOCIAZIONE TRA MILITARI A CARATTERE SINDACALE

Il Segretario Generale Nazionale Pasquale DE VITA


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6 thoughts on “CONCERTAZIONE PER IL RINNOVO CONTRATTUALE RELATIVA AL TRIENNIO 2019 – 2021 DEL COMPARTO DIFESA – ARTICOLO 4, COMMA 1, DEL D.P.R. 16 MARZO 1999, N.255, VERTICALIZZAZIONE” DELLE INDENNITÀ SUPPLEMENTARI (PREVISTE DALLA LEGGE 78/83). PERCENTUALE DI MAGGIORAZIONE PREVISTA DALLA LEGGE 78/83 ED ESTENSIONE DEL TRASCINAMENTO, RIFERITA ALL’OPERATIVA DI BASE SPETTANTE AL PERSONALE MILITARE IN POSSESSO DEL BREVETTO MILITARE DI INCURSORE, OPERATORE SUBACQUEO O DI AEROSOCCORRITORE (ART. 9, COMMA 2, LEGGE 23 MARZO 1983, N.78) – ADOZIONE DI MISURE SUL TRASCINAMENTO E RIVISITAZIONE DELLA MAGGIORAZIONE DELL’INDENNITÀ.”

  1. Tutto questo casino, alla fine del triennio, per modificare le percentuali ad alcune categorie?
    Ci sta ma……………. quand’è che vi mettete seriamente a discutere di incrementare l’indennità di base bloccata da decenni e rifare la vergognosa tabella, rimodulando tutti i gradi??????????
    Siete vergognosi e i sindacati possono tranquillamente andare a braccetto con i rappresentanti militari.
    Ognuno tira l’acqua alproprio mulino senza guardare gli interessi di tutti!!!

  2. ….è evidente che i sindacati non conoscono come dicono le migliaia di militari che dovrebbero rappresentare…se così non fosse si sarebbero accorti che detta indennità spetterebbe, in misura differenziata ma purtroppo non continuativa, a tutti i membri di equipaggio dei velivoli da soccorso, ma le forze armate e i corpi dello Stato si rifiutano di pagarla se non per ogni singolo volo a cui si partecipa, sono circa 6 euro!
    Chi si intende della materia, evidentemente non i sindacati e tantomeno la rappresentanza, conosce la pericolosità sia di una missione di soccorso reale, sia del continuo addestramento, svolto in ogni ambientazione ( mare, montagna, caldo estenuante e freddo estremo ) specie quando svolta dopo il tramonto.
    Ecco ai “ non aerosoccorritori” spettano 6 euro per affrontare questi aspetti,sempre che i comandanti siano favorevoli a codesta “lauta elargizione”…certo che con i sindacati iniziamo proprio bene!

  3. Per GIUSTINO…Premetto che non è mia intenzione intentare alcuna polemica personale ne’ note di disprezzo per i piloti e le loro responsabilità, specie quando comandanti di aeromobile.
    Pero’ credo sia giusto fare anche un paio di precisazioni.
    La prima è a riguardo del“trasportare”gli altri membri di equipaggio, quali operatori di bordo e/o di sistema e aero-soccorritori ed eventuali altre specialità: essi non vengono “trasportati”, lei sa meglio di me che sono componenti d’ equipaggio INDISPENSABILI all’ esecuzione di una missione addestrativa o reale di soccorso e non certo passeggeri ( questi ultimi vengono trasportati ), con responsabilità proprie della rispettiva specialità ed altre condivise con i piloti, come dimostrano alcune sentenze riguardanti incidenti gravi di volo in cui la responsabilità è ricaduta su queste figure e non sui piloti.
    La seconda riguarda il 190 per cento dell’ operativa, che esclusivamente per voi si chiama INDENNITÀ DI AERONAVIGAZIONE, comunque legata al grado e non estesa agli altri membri di equipaggio ( faccio presente che un capo equipaggio è quantomeno tenente di vascello o equivalente ma spesso anche c.c. o c.f. e gradi equivalenti, quindi con le indennità accessorie relative a questi gradi, mente una volta le indennità erano legate ESCLUSIVAMENTE ai SESSENNI di impiego continuativo in tali ruoli operativi ) .
    Non bisogna dimenticare poi, che TUTTI i capi equipaggio hanno la possibilità di diventare ISTRUTTORI DI SPECIALITÀ, altra esclusività riservata agli ufficiali piloti, e anche qui, lei sa meglio di me che la relativa indennità, benché soppianti in pieno quella di Pronto impiego operativo, porta ad una maggiorazione stipendiale mensile di almeno 800 € netti in più sullo stipendio.
    Altra esclusività per il personale pilota è costituito dalle MISURE ECONOMICHE ANTI ESODO DEI PILOTI MILITARI, dopo il dodicesimo anno di servizio, e lei sa bene che si tratta di svariate migliaia di euro ogni biennio di servizio SVOLTI, oltre i citati 12.
    Contemporaneamente a dette misure, sempre come lei saprà bene, c’ è sempre la possibilità di convertire il brevetto militare in ATPL ( per i non addetti è il brevetto di pilotaggio per trasporto passeggeri riconosciuto in ambito internazionale ), tramite gli accodi tra ministero della difesa ed ENAC ( per i non addetti ENTE NAZIONALE AVIAZIONE CIVILE ), tramite esaminatori militari, qualificati appositamente esaminatori ENAC e su velivoli a immatricolazione militare ( ! ), così quando siete stufi delle stellette, potete facilmente transitare nelle compagnie civili, malgrado le suddette misure anti esodo dei piloti!
    Al contrario del personale pilota, non esiste nessun accordo paritetico per gli specialisti di aeromobile militari, le cui qualifiche professionali e la relativa esperienza, fuori dalle recinzioni delle basi in cui operano, valgono carta straccia!
    Coloro tra questi, che volessero cimentarsi nel conseguire il brevetto civile LMA ( licenza di manutentore aeronautico riconosciuto dall’ EASA e quindi anche da ENAC ) dovrebbero frequentare un corso della durata di almeno 12 mesi ( per almeno 13 materie di studio ), soltanto per la parte teorica, avente un costo di almeno 25/30.000 !
    Oltre a questo, prima del rilascio di detto brevetto, che non è automatico ma soggetto a esami teorici e pratici tutt’altro che agevoli, è prevista una esperienza minima manutentiva, in forma continuativa, di almeno 3 anni su aeromobili ad immatricolazione civile, che in caso di dubbi da parte ENAC, possono essere estesi a 5.
    A ciò va aggiunto, sempre in maniera esclusiva per i ruoli ufficiali ( sia il ruolo normale che quello speciale ) l’ indennità dirigenziale, benché non attinente al volo militare, apparsa all’improvviso, negli stipendi di tutti gli ufficiali superiori, con un colpo di bacchetta magica ( 600/ 700 € netti…).
    Andrebbe poi anche ricordato che, uno specialista di aeromobili ( dal “paperozzolo” a pistoni fino ai jet da combattimento ad altissime prestazioni ) qualsiasi sia il suo grado e l’ esperienza in tali mansioni, qualora non fosse equipaggio di volo ( e in tanti non lo sono ) non percepirebbe un centesimo in più ( ne’ in quanto specialista ne’ per i lustri di esperienza accumulata in tale ruolo e tantomeno quando ha la responsabilità della formazione delle nuove leve ) del collega che lavora in segreteria.
    Pur avendo il massimo e sincero rispetto per gli addetti di segreteria, bisogna pero’ sottolineare che le responsabilità giuridiche che derivano dal compiere quotidianamente manutenzione su mezzi che volano, è molto molto elevata e NON retribuita in nessun modo, neanche sotto forma di eventuale tutela legale, mentre in ambito civile le differenze sono ben definite.
    Comunque, malgrado tali precisazioni, io sono dell’ idea, ma resta la mia idea, che l’indennità di aero-soccorso dovrebbe spettare a tutti in forma fissa e trascinabile, a partire dai capi equipaggio fino al più giovane sottocapo che opera a bordo, perché il soccorso è un lavoro di squadra o meglio, di equipaggio e non la sola azione del singolo aerosoccorritore, per quanto figura di elevatissima specializzazione e degna della massima stima da parte tutti.
    Naturalmente, credo, dovrebbe essere assegnata in percentuali differenziate per ruoli, ma anche per periodo di permanenza nei medesimi ruoli, perché non è ragionevole che un operatore di bordo con trent’ anni d’esperienza, come anche un aero-soccirritore, percepisca un pronto impiego ( e solo quello ) pari o inferiore a quello di un secondo pilota appena qualificato.
    Ma si sa, tra noi la ragionevolezza conta poco, prevalgono i gradi e chi comanda detta legge anche in ambito amministrativo, con tutte le conseguenze del caso.

  4. Tutto giusto o quasi ….perché non venite a dirmi che chi sta a bordo deve percepire l’ indennità di aeronavigazione quando la parola stessa indica chi “naviga”, come non è giusto che un pilota o un paracadutista devono essere pagati diversamente in base al grado, quando il brevetto è lo stesso come pure i compiti. Una volta giustamente si premiava l’esperienza con i sessenni poi qualcuno ha pensato bene di gerarchizzare tutto…

  5. Non mi sembra di aver detto che L aeronavigazione vada estesa a tutti, anche se a parer mio, ma ripeto a parer mio, l’operatore che dal portellonne esegue la radioguida per il raggiungimento del target, che è tutt’ altro che una serie di consigli per gli acquisti, ma è costituita da veri e propri ordini ( tant’è vero che in diversi casi la magistratura ha stabilito la piena responsabilità dello stesso in caso di indicazioni inesatte che hanno portato a gravi conseguenze ) , pur non avendo il diretto controllo , ne determina la traiettoria in direzione e rateo, garantendo al contempo, la necessaria separazione di sicurezza dagli ostacoli a bassa quota, tenendo anche conto di un’ eventuale rotta di scampo, precedentemente concordata col pilota, eventuali corrente ascendenti o discendenti, valutate in fase di ricognizione, e in finale garantendo un appoggio il più sicuro possibile, o il mantenimento dell hovering, ove l’atterraggio non sia possibile.
    Vedendo questi aspetti da un punto di vista realistico, anziché normativo, ci si rende conto che rientrano nel concetto di navigazione, benché fisica, orografica e non strumentale ( anche col buio tramite nvg, come sicuramente a lei noto ), come tra L’ altro è stato proposto a livello ICAO, con una totale revisione del ruolo del “ flight technician”di elicotteri da soccorso ( C/SAR incluso ), ma naturalmente tra le stellette non avverrà mai, tanto queste cose, noi le facciamo ugualmente, manutenzione inclusa ( e siamo sempre sottufficiali o graduati ), per i soliti quattro spicci, ma ancor prima per passione.
    la nostra indennità di equipaggio di volo è identica all’ indennità di super campagna, che nelle forze armate è percepita pure dalla polvere sugli scaffali.
    L’indennità’ di pronto impiego operativo, poi, unica vera differenziazione tra chi vola e chi no, è a dir poco ridicola e non suddivisa in classi come avviene per L’ aeronavigazione, ne’ tantomeno esiste una sorta di remunerazione, neanche simbolica, per quanti hanno responsabilità istruzionali nei confronti delle nuove leve, sia per la parte tecnica a terra che per quella operativa a bordo.
    Il pronto impiego è identico per tutte le specialità, dal “load master” dei C 130, ai “ flight attendant” in giacca e cravatta dei voli di stato, passando per gli operatori di bordo “ al portellone aperto” degli elicotteri di esercito, Marina, aeronautica e guardia costiera, insomma del SAR dello Stato, quelli che insieme a voi “razzolano” a pochi metri da speroni rocciosi, liene dell’ alta tensione, a diverse miglia al largo e a trenta piedi di quota dalle onde del mare, sia di giorno che col buio, col caldo asfissiante e col gelo, pronti a fare il proprio lavoro tutti i giorni dell’anno, insieme a voi, questo lei deve riconoscerlo come noi riconosciamo le vostre responsabilità.
    Se come ho capito, lei è pilota di una di queste componenti saprà bene di cosa parlo.
    Riguardo all’ indennità per gli aero soccorritori ( ma che come ho precedentemente detto dovrebbe spettare a tutti i componenti d’ equipaggio con percentuali differenziate per ruoli ), credo sia giusto riconoscere che una volta rilasciati in mare o su terra, essi sono in grado di operare in totale autonomia, motivo che ritengo giustifichi le loro aspettative, soprattutto la trascinabilita’ sulla pensione di detta indennità, ma anche l’incremento percentuale.
    Sia ben chiaro che non ho mai inteso dire che tutti debbano percepire le medesime indennità dei piloti, ma ho voluto sottolineare l’enorme divario tra la vostra specialità, che vede ben puntualizzata la specifica remunerazione in ogni minimo aspetto e chi, gli equipaggi di volo, devono fare tutto accontentandosi di un pacchetto di caramelle.
    Per il resto, il rispetto per il vostro ruolo non viene meno, come neanche il necessario affiatamento a bordo, sono cose che ci saranno sempre a prescindere.

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