Gli agenti alla Lamorgese: “Noi sui bus a controllare il Green pass, i criminali liberi per strada”

foto: baritoday.it

Roma, 7 dic 2021 – Al via da ieri – con l’entrata in vigore a partire dal 6 dicembre 2021 del cosiddetto Super Green pass e delle nuove misure previste dal decreto legge n.172/2021 per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 – la stretta annunciata dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che ha visto scendere in campo le forze dell’ordine per la verifica dei Pass, sottraendo le già precarie risorse alle questioni davvero importanti. E così ora gli agenti (con il sindacato Sap in testa) si ribellano e decidono di farlo presente ai vertici. I controlli della certificazione verde, infatti, sono stati spostati con una particolare attenzione alle aree e alle fasce orarie di maggiore afflusso di persone e al trasporto pubblico. Gli agenti, dunque, sono costretti sui bus a controllare il Green pass mentre i malviventi girano liberi e indisturbati nelle strade.

Come racconta Giulia Prosperetti su Il resto del Carlino, “in diverse città sono scattate le prime multe: a Roma, in mattinata, dal centro alla periferia, sono state elevate due sanzioni da 400 euro a due passeggeri scesi dai mezzi pubblici senza certificato ed è stato chiuso per 5 giorni un bar del quartiere Tiburtino.

Come stabilito dal decreto il piano prevede «l’effettuazione costante di controlli, anche a campione, avvalendosi delle forze di polizia per garantire il rispetto dell’obbligo del possesso delle certificazioni», ma specifica che tali attività devono essere «svolte nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica»”.

Il carico di lavoro aggiuntivo per le forze dell’ordine risulta, comunque, immane. “La coperta è corta” spiega il segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), Stefano Paoloni commentando l’intensificazione dei controlli del Green pass. Per le forze di polizia si tratta di un’attività sostenibile? “Dopo i tagli operati dalla legge Madia a noi mancano già 10mila uomini.

Con gli organici già all’osso è chiaro che affrontare i controlli Green pass significa tralasciare altro: non si fa prevenzione, non si fa contrasto, non si fanno indagini”. Ieri quali attività sono state tralasciate per eseguire i controlli Green pass? “Per fare un esempio, nelle città dove le volanti sono state impiegate per controllare i certificati, queste non hanno effettuato il regolare servizio di controllo, prevenzione e repressione”.

Continua il segretario del Sap: “Si tratta di attività che potrebbero tranquillamente essere fatte anche da personale qualificato come ad esempio gli steward negli stadi o i controllori sugli autobus. Questi ultimi nel momento in cui svolgono la loro funzione sono pubblici ufficiali. L’intervento delle forze dell’ordine è doveroso dove ci sono situazioni particolarmente critiche ma non dovrebbe essere previsto per i controlli di routine”. <<<FONTE>>>

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