Le morti misteriose sulla portaerei statunitense USS George Washington «Causate dalle condizioni orribili a bordo»

Roma, 12 mag 2022 – Qualche settimana fa è rimbalzata a livello internazionale la notizia di tre marinai morti in circostanze poco chiare, a pochi giorni di distanza, sulla portaerei statunitense USS George Washington.

L’emittente statunitense CNN ha deciso di chinarsi sulla questione e d’indagare, scoprendo un quadro inquietante di una nave con una miriade di problemi, tra cui le terribili condizioni di alloggio dei marinai su una nave che era in realtà ancora una cantiere, preoccupazioni sulla qualità del cibo e la sensazione generale che le leadership non stesse affrontando i problemi.

Il portale lo ha scoperto raccogliendo la testimonianza di dodici marinai, membri dell’equipaggio dell’USS George Washington, che è attraccata a Newport News (in Virginia) dal 2017, poiché in fase di revisione.

Coloro che hanno accettato di parlare (a condizione di anonimato, temendo le conseguenze) hanno tutti raccontato una narrativa comune: la nave, per loro, è assolutamente «inabitabile».

Riavvolgendo il nastro, i marinai hanno raccontato di aver iniziato a trasferirsi a bordo della portaerei circa un anno fa, quando la nave avrebbe dovuto concludere il suo processo di rifornimento e revisione (solitamente dalla durata di quattro anni) e quindi essere abitabile. Tuttavia, la manutenzione è stata ritardata più volte, e dovrebbe ora terminare nel marzo del 2023.

Ciononostante, l’equipaggio è stato fatto salire a bordo, su un vascello che in realtà era ancora una zona di costruzione, 24 ore su 24. Una situazione tanto tragica che i suicidi sono diventati una triste realtà. «Non ero sorpreso. Essendo sulla nave da tanto tempo, è qualcosa a cui purtroppo mi sono abituato», ha detto un marinaio della nave parlando dei colleghi che si sono tolti la vita. 

A bordo della nave era quasi impossibile trovare un posto tranquillo per dormire, hanno detto i diretti interessati, spiegando poi che c’erano continue interruzioni di corrente e che spesso mancava l’acqua calda. Oltre a ciò, nelle cuccette la ventilazione era scadente, e la massiccia struttura metallica della nave amplificava la temperatura esterna fino a renderla insopportabile.

«Mi svegliavo nel cuore della notte con il c**o congelato», ha detto un altro marinaio alla CNN. «Vivevo nella mia auto in inverno, ed era comunque meglio della cuccetta», «si è toccato il fondo», ha detto, disilluso della vita in Marina a cui aspirava tanto. Un altro ha detto di aver sviluppato un problema di alcolismo per un certo periodo a causa delle condizioni di vita sulla nave, mentre un altro ha dichiarato: «Non eravamo in Afghanistan, ma a Newport News, in Virginia». 

Negli ultimi 12 mesi, l’equipaggio della USS George Washington è stato scenario di sette morti, di cui almeno quattro per suicidio, ha confermato anche la Marina statunitense.

Uno di loro, un giovane marinaio che si è tolto la vita il 15 aprile, era orgoglioso di entrare in Marina. Lo ha raccontato il padre, che ha anche detto che il figlio gli aveva confessato che sulla nave si viveva in «condizioni terribili».

«Come si fa a dormire e vivere su una portaerei con il costante suono dei martelli, i fumi ed un perenne odore sgradevole?» si chiede ora il padre, esigendo una spiegazione dalla Marina. «Mio figlio dormiva nella sua macchina. Nessuno avrebbe dovuto vivere su quella nave in quelle condizioni».

In seguito agli ultimi suicidi, la Marina ha aperto due indagini. La prima guarda specificamente alle recenti morti a bordo della nave. La seconda indagine, più ampia, esaminerà il clima e la cultura del comando sulla nave, compresi gli alloggi e la qualità della vita. 

Nel frattempo, l’ufficiale in comando della nave ha annunciato che circa la metà degli oltre 400 membri dell’equipaggio che vivono a bordo della portaerei sarebbero stati trasferiti in alloggi temporanei fuori dalla nave. Oltre a ciò, la nave ha rafforzato le risorse relative alla salute mentale, aggiungendo una squadra di intervento speciale e uno psicologo supplementare.

L’aumento delle risorse per la salute mentale sarebbe però dovuto avvenire tanto tempo fa, secondo i marinai che hanno parlato con la CNN. Ed è solo un primo passo: è necessario un profondo cambiamento nella cultura e nella gestione della nave. <<<FONTE>>>

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