Trattamento di fine servizio La Corte Costituzionale si pronuncerà sulla rateizzazione del pagamento del TFS per il pensionamento di anzianità

Roma, 24 mag 2022 – QUESTA RIVENDICAZIONE RIGUARDA I DIRIGENTI DELLA POLIZIA DI STATO, MA DI RIFLESSO PUO’ RIGUARDARE ANCHE TUTTI GLI ALTRI DIPENDENTI DELLO STATO CHE SI VEDONO CONGELATA LA LIQUIDAZIONE – TFS / TFR – PER UNO, DUE, TRE O 4 ANNI, DAL MOMENTO CHE SI VA IN PENSIONE. Un trattamento a dir poco “tirannico” da parte dello Stato a danno di tutti i dipendenti pubblici. Una attesa ingiustificata dopo oltre 40 anni di on onorato lavoro.

Questa che segue e’ l’info diffusa dal Sindacato di Polizia SIAP.
L’Anfp, partner storico del SIAP, ha portato all’esame del TAR Lazio la questione della legitti
mità costituzionale delle norme che regolano le modalità di erogazione del TFS nei confronti dei dirigenti collocati a riposo per raggiunti limiti di età, che, come è noto, è dilazionato in 3 anni dal pensionamento.

Il TAR Lazio ha accolto l’istanza dell’Associazione ritenendo che la disciplina che ha progressivamente dilatato i tempi di erogazione delle prestazioni dovute alla cessazione del rapporto di
lavoro ha smarrito sia un orizzonte temporale definito che l’iniziale connessione con il consolidamento dei conti pubblici che l’aveva giustificata. Con particolare riferimento al pensionamento per limiti di età, la duplice funzione retributiva e previdenziale delle indennità di fine rapporto, maturate attraverso la prestazione dell’attività lavorativa, rischia di essere compromessa, poiché risulterebbe in contrasto con i princìpi costituzionali che, nel garantire la giusta retribuzione, anche differita, tutelano la dignità della persona umana.

Infatti, le indennità di fine rapporto costituiscono parte del compenso dovuto per il lavoro prestato, la cui corresponsione viene differita appunto in funzione previdenziale onde agevolare il superamento delle difficoltà economiche che possono insorgere nel momento in cui viene meno la retribuzione.

L’art. 36 Cost. statuisce che il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare e a sé ed alla sua famiglia una esistenza libera e dignitosa. La retribuzione, pertanto, da una parte, non deve mai perdere il suo collegamento con la prestazione lavorativa svolta e, dall’altro, deve essere adeguata e sufficiente ai sensi dell’art. 36 Cost., avendo a riguardo non solo alla entità della retribuzione, ma anche alla tempestività della sua corresponsione. È infatti evidente che una retribuzione corrisposta con ampio ritardo ha per il lavoratore una utilità inferiore a quella corrisposta tempestivamente. Proprio il carattere di retribuzione differita riconosciuta alle indennità di fine rapporto, comporta la necessità che anche queste ultime debbano essere corrisposte tempestivamente e non possano essere diluite strutturalmente oltre la fuoriuscita dal mondo del lavoro.

Ciò a maggior ragione se si considera che, notoriamente, il lavoratore, sia pubblico che privato, specie se in età avanzata, in molti casi si propone proprio attraverso l’integrale e immediata percezione di detto trattamento di recuperare una somma già spesa o in via di erogazione per le principali necessità di vita, ovvero di fronteggiare o adempiere in modo definitivo ad impegni finanziari già assunti, magari da tempo. Inoltre il TAR ha ricordato che la Corte Costituzionale ha più volte affermato il principio per il quale una misura come quella in esame non può riguardare un arco temporale indefinito, ma deve essere giustificato da una crisi contingente e deve atteggiarsi quale misura una tantum. La misura in questione, al contrario, pur legata a una situazione di crisi contingente, non ha una durata prestabilita, ma ha assunto un carattere strutturale e perciò il TAR ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.

Il Segretario Generale (Dal portale web SIAP)

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13 thoughts on “Trattamento di fine servizio La Corte Costituzionale si pronuncerà sulla rateizzazione del pagamento del TFS per il pensionamento di anzianità”

  1. Buongiorno, scusate il disturbo, vorrei porre un quesito. Mi sono arruolato il 05 gennaio 1982 come Guardia ausiliaria nella PS, maturando al 31 giugno 1995(6?) un’anzianità inferiore ad anni 18. In seguito al riconoscimento dell’art. 54, ho diritto all’aggiornamento dello stipendio in automatico dall’Inps prima della fine del mondo??? Perdonate l’ironia verso quell’istituto. Ringraziando per l’attenzione porgo cordiali saluti.
    Sov. Capo coord. Polstato
    a.c.

  2. Hai ragione Andrea ,anche io stesso problema con prima rata pagata dopo quasi 19mesi,e aspetto la seconda e non so quando mi verrà pagata.quindi mo basta aspettare tutto questo tempo ,i signori della Inps si diano una mossa.

  3. Anche io sono andato in pensione il 1/1/ 2021 con 41 anni di servizio e mi è arrivata la. Quantificazione del Inps conducenti che il mio TFR lo prendo ,8/8/2024 con i soldi miei devo aspettare 4 anni e uno schifo totale

  4. Buongiorno sono andato in pensione agosto 2019 lavoratori pubblico ancora oggi non mi hanno dato nulla o chiesto il quantifcativo TFS per chiedere un anticipo del TFS ma l’inps risposta che la mia richiesta è in lavorazione avendo inviati sollecito hanno risposto che a breve sarà inviata il prospetto nel attesa sono diventato invalidità totale permanente con 104 sono sicuro o spero che mi sarà dato quando mi spetta quando non ci sarò più nel frattempo il recupero crediti stanno martellando devo pagare più del doppio di quello che dovevo pagare questo è l’Italia uno schifo vanno bene solo i delinquenti le persone oneste devono solo pagare l’ingiustizia.

  5. Visto che ci fanno aspettare tre anni dovrebbero anche darci gli interessi. Sti ladri…che brutto essere amministrati da incompetenti. Io devo aspettare tre anni per avere i soldi che ho già versato. Pazzesco….

  6. Sono andata in pensione il primo settembre del 2020 con pensione di vecchiaia ed ancora non ricevo la liquidazione del tfs, come devo fare sono piena di problemi fisici, quindi quei soldi mi servirebbero, quando potrò averli?

  7. Io sono andato in pensione il 21 Novembre del 2020 è non ho avuto nessuna risposta riguardo alla Domanda di Quantificazione da questi individui, è non solo quando sono andato allo sportello INPS per sapere qualcosa sono stato deriso e preso in giro, guardando il computer faceva come un delinquente con risposta da mafiosi, cosa vuoi? Tu sei di Catania e io di Siracusa come se mi avessi sfidato. Ma io ha quel punto ho capito che non c’era nulla da fare

  8. È una schifezza vorrei vedere i politici che hanno deciso queste cose se hanno aspettato lo stesso tempo che stiamo aspettando noi poveri lavoratori per avere un diritto dopo aver lavorato tanti anni

  9. Democrazia…questa sconosciuta….non posso manco emigrare in un altro pianeta, e vogliono che si spenda, devo fare il prestito per fare i denti ai miei figli e se chiedi un sussidio motivato ti fanno aspettare mesi e mesi.

  10. Buongiorno
    Mia moglie e andata in pensione di vecchiaia nel 2020 con 40 anni di servizio scolastico. E fino ad ora non a percepito un solo euro.ma come si deve fare per avere un diritto maturato con sacrificio di una vita lavorativa. Mi fate vergognare ad appartenere ad una Nazione che non funziona specialmente sulla pelle delle povere persone Vergogna e un diritto che aspettate che uno deve morire e non poter godersi i suoi risparmi di una vita che siete Maledett

  11. Buongiorno sono andata in pensione il primo settembre 2021 e ho richiesto all’INPS il certificato per l’anticipo della liquidazione il 30 dicembre per utilizzarli pricipalmente per le spese sanitarie avendo dei problemi .premetto che ho un’invalidità e una 104.Ancora sto aspettando questo certificato.dopo svariati solleciti la risposta dell’INPS è sempre la stessa che la mia domanda è in lavorazione.io sto chiedendo una parte dei miei soldi e fra le altre cose quest’anticipo me lo tasserebbero anche .io veramente non ho parole ma perché dobbiamo subire queste ingiustizie.dovremmo fare tutti qualcosa di concreto e non lamentarci soltanto.

  12. Fin quando le lamentele non sfociano a proteste, tutto rimane così. D’altra parte tra noi e lo stato ci sono le parti sociali che dovrebbero porre in essere ogni azione utile a tutela del diritto. Non lo fanno. O meglio, fanno quello che politicamente è più conveniente. Un tempo i cortei, le autoconsegne, riuscivano a sensibilizzare la politica specie nei periodi di consultazione elettorale. Oggi si svolge tutto sulla carta. Il comunicato, la denuncia i commenti, insomma tutta fuffa che alla fine produce poco e mantiene buoni i propri iscritti. Quale sarebbe la soluzione? È più semplice di quanto si immagini. PROTESTARE. Una partecipazione massiccia in corrispondenza al problema di cui si soffre. Se non si partecipa il problema non esiste e la politica prende atto della mancanza di problemi. Dovremmo tutti avere la consapevolezza che nessuno fa niente per niente. Allora bisogna attivarsi in autonomia e poi vedrete che tutti saranno per convenienza dalla nostra parte.

  13. I politici l’indennità per il reinserimento nel mondo lavorativo la prendono a fine mandato. Molti di loro non hanno fatto nessun lavoro. Si parla di 160.000 euro per deputati e senatori.

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