La sottomissione del Contratto per un “decreto”. Il disappunto di un nostro utente sul mancato pagamento del contratto di lavoro 2019/21 (NON DIRETTIVI)

Roma, 25 mag 2022 – Ormai sono passati cinque mesi dalla fatidica firma posta da i nostri COCER sul contratto del personale. Il 22 dicembre 2021 i flash fotografici sono andati in estasi dinanzi le passerelle con i rispettivi ministri di difesa, interno, giustizia, finanze e dulcis in fundo funzione pubblica.

Graditissimi comunicati stampa che annunciavano la vittoria e un risultato più che confortante nei confronti delle migliaia di uomini e donne in divisa dai loro rappresentanti che strenuamente hanno lottato per avere risorse economiche di tutto rispetto o quasi; ma passata la nascita di Gesù, e i cenoni di capodanno, Cristo è morto ed è pure risorto ma del contratto e degli emolumenti che il personale attende da quasi 1120 giorni circa (triennio 2019/2021) ad oggi non vi è traccia.

Vero  sia, che i vari step nei mesi scorsi sono passati lenti ma positivamente: Corte dei Conti, ministero del Tesoro, e Firma sul decreto del Presidente della Repubblica. Forse sta mancando la carta presso le tipografie di stato che pubblicano le Gazzette Ufficiali. A pensar male si fa’ peccato ma tante volte ci si azzecca esclamava un noto statista, data la casualità che il 20 aprile scorso è passata indenne la legge sui sindacati.  Svolta epocale del mondo con le stellette, i Sinda-COCER di turno non alzano mica gli scudi a difesa del personale al fine di sbloccare l’empas di Stato su gli emolumenti spettanti al personale a tutt’oggi rappresentato, forse perché già sono impegnati a organizzare eventi di quá e di là della penisola per promuovere le sigle e nello stesso tempo alla ricerche di tesseramenti quelli che servono secondo legge al fine di svestirsi dai panni di COCER ed essere Rappresentanti Sindacali di sigle già presenti come duble face nei consigli.

Intanto la gente attende svilita da false promesse immani di mese in mese che si protrae da fake news come maggio, giugno, luglio 2022, forse sicuramente a dicembre. Intanto il caro vita aumenta il costo del gas e del carburante per raggiungere i luoghi di lavoro aumenta, ma i decreti attuativi per regolare la funzionalità dei sindacati sarà così importante più del contratto. Forse chi rappresentava il personale del comparto difesa e sicurezza nella giornata del 22 dicembre a palazzo vidoni gli sarà successo come San Paolo, il quale in viaggio verso Damasco per perseguitare i cristiani, ebbe una folgorazione: diversamente i delegati sono stati accecati da i decreti attuativi di prossima emanazione che qualcuno ha visto con buone promesse per il futuro.

Da un nostro lettore.

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4 thoughts on “La sottomissione del Contratto per un “decreto”. Il disappunto di un nostro utente sul mancato pagamento del contratto di lavoro 2019/21 (NON DIRETTIVI)”

  1. Il contratto collettivo deve essere come quello dei dirigenti ..il rinnovo e l’adeguamento devono essere in automatico…non esistono per lo Stato Italiano distinzioni di appartenenza..quindi è ora di fare dei veri cambiamenti a favore del personale e apportare le modifiche dovute per ottenere. La valorizzazione personale dovuta ad ogni singola persona facente funzione e appartenente allo Stato.e non come avviene ora solo per la parte dirigenziale….questa anomalia creata ad Ok è anti democratica e penalizzante

  2. A proposito del COCER, visto che adesso i sindacati per i militari è legge, sarebbe il caso che il COCER-COBAR venisse sciolto.

  3. Ho letto ieri che il nostro Brunetto percepisce da questo mese il doppio dello stipendio come premio (di cosa non si sa). E a noi ci danno il rame…

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