USMIA – Squilibri tra i ruoli del personale e necessità di revisione degli iter di formazione, impiego, trattamento economici e welfare dedicato – Revisione c.d. “Nuovo Iter marescialli – EI”

Roma, 25 mag 2022 – USMIA INTERFORZE. Le Forze Armate, negli ultimi 30 anni, sono state oggetto di molteplici trasformazioni che hanno, tra l’altro, riguardato il complessivo modello organizzativo della Difesa, l’ordinamento degli Enti con migliaia di soppressioni e riconfigurazioni, la riduzione delle consistenze organiche, le modifiche alle carriere del personale militare. Un insieme particolarmente corposo di provvedimenti di legge, attuati in continua successione che non hanno termini di confronto, per entità e portata, con quanto registratosi in analoghi processi di razionalizzazione e modernizzazione riferiti ad altre Pubbliche Amministrazioni o in altre Organizzazioni militari di Paesi con cui normalmente ci confrontiamo.

Tali continui cambiamenti e modifiche o sovrapposizione di diverse normative hanno, inevitabilmente e conseguentemente, avuto sensibili ripercussioni sui molteplici temi di interesse del personale militare. Tra essi, certamente sugli iter di carriera, di formazione ed impiego, i quali, essendo normalmente concepiti e progettati per avere un coerente sviluppo nell’arco temporale di ca. 40 anni, finiscono, proprio in conseguenza dei continui e repentini cambiamenti, per subire “distorsioni” e per risultare fortemente stravolti e penalizzanti.

È sicuramente emblematica la particolare condizione in cui si trova il ruolo marescialli. In tale ruolo “non direttivo” ma in parte, reso nella scorsa legislatura, anche “direttivo” per i gradi apicali, pur senza prevedere le necessarie “indennità economico – funzionali” è confluito nel tempo personale con diversi titoli di studio, diversi percorsi di formazione e impiego con momenti di formazione iniziale di varia durata (3 anni o 3 – 6 mesi) non sempre finalizzati al conseguimento del titolo di Laurea, età di accesso in progressivo aumento sino agli attuali 52 anni.

L’attuale condizione di “caos” normativo è peraltro foriera di una continua crescita del contenzioso e di marchiane sviste. Basti pensare che nell’attualità, il legislatore si è persino “dimenticato” di applicare il principio di equiordinazione, non allineando le modalità di avanzamento dei marescialli capi e gradi corrispondenti di Esercito, Marina e Aeronautica a quanto stabilito dall’articolo 2252 del C.O.M. (d.lgs. 66/2010) e ritardando così, con conseguenti riflessi di carriera nonché ripercussioni sul trattamento economico e pensionistico, la relativa promozione fino a un massimo di 2 anni dei soli sottufficiali appartenenti, appunto, alle suddette Forze Armate.

A fronte di tale situazione complessiva, è emblematico quello che è, a nostro avviso, il completo svilimento del c.d. “Nuovo Iter” dei marescialli, definito “Nuovo” ma concepito oramai oltre 25 anni fa nell’ottica di garantire, nel rispetto del principio dell’equiordinazione dei ruoli tra Forze Armate e Forze di Polizia, la formazione di figure professionali confrontabili in termini di compiti, funzioni, responsabilità. Anche tale prospettiva risulta oggi sostanzialmente disattesa laddove per i suddetti marescialli continuano a prevedersi le penalizzazioni, le restrizioni di impiego, i maggiori oneri e responsabilità, taluni maggiori disagi connessi anche ad una maggiore mobilità senza che, al contempo, vengano assicurate le prospettive di impiego e di crescita professionale che erano state loro inizialmente prefigurate.

Anche i concorsi per il transito nel ruolo speciale (r.s.) degli Ufficiali da parte del personale non direttivo / direttivo hanno anch’essi visto cambiare progressivamente le procedure e le età di accesso, passate, con aggiustamenti successivi, dai 33 anni iniziali, agli attuali 52 anni. Si tratta oramai di un concorso strumentale che ha la principale finalità di alleggerire i ruoli inferiori e non quello di una idonea valorizzazione delle competenze e di effettiva opportunità di crescita professionale dei concorrenti. Basti pensare che diversi sottufficiali preferiscono non partecipare al concorso, mentre alcuni vincitori hanno persino rinunciato ad assumere il nuovo grado di Ufficiale, considerato che il transito nel ruolo degli Ufficiali determina, addirittura, nelle fasi iniziali, un aberrante declassamento stipendiale (e in prospettiva una penalizzazione pensionistica), una sostanziale invarianza di incarichi rispetto a quelli già svolti nel grado inferiore e nessuna significativa crescita in termini di progressione di carriera soprattutto per coloro che accedono al ruolo degli Ufficiali in età già avanzata. L’ARTICOLO COMPLETO CONTINUA QUI >>>

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One thought on “USMIA – Squilibri tra i ruoli del personale e necessità di revisione degli iter di formazione, impiego, trattamento economici e welfare dedicato – Revisione c.d. “Nuovo Iter marescialli – EI””

  1. la necessità di riformare le relative Accademie sia Ufficiali che Sottufficiali è scontato, sono vecchie e obsolete e non parlo delle strutture ma dei relativi corsi di formazione e i futuri impieghi.
    Il personale detto PEISAF è stato lasciato nel dimenticatoio…allo sbando più totale, mentre la classe dirigente oltre ad assicurarsi uno stipendio più che decoroso anzi a dire il vero Oneroso rispetto alla plebe che percepirà una futura pensione da sicuro poveronon, non ha mosso un dito pur sapendo a cosa andavamo in contro ( stipendio e pensione) ha pensato solo alle loro salvaguardie e relativi profumati aumenti infischiandosi del PESAF, ….LORO, CHE DOVREBBERO TUTELARCI AIUTARCI ci hanno affossato…..quindi sono i veri responsabili per i quali tutti i colleghi hanno subito e subiscono ancora un sentimento di malessere prolungato che in alcuni casi sfocia anche in disgrazie come si evince dai notiziari degli ultimi anni che si fanno sempre più presenti nelle cronache dei giornali…….quindi detto questo vi pregherei Signori Superiori di mettervi una mano sulla coscienza sempre se ne avete una e di adoperarvi per fare in modo che le cose cambino, che gli aumenti siano aumenti e non prese in giro come gli ultimi due contratti….qui tutti abbiamo famiglia..e tutti stiamo per lavorare e portarle avantile famiglie non stiamo qui per la Gloria .

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