2 giugno, Comellini (Sindacato dei Militari): no alla parata militare. È inutile e inopportuno sfoggio della forza che contrasta con richieste di pace

Roma, 1 giu 2022 – (AGENPARL) –  Domani, nell’ambito della celebrazione della festa della Repubblica, si svolgerà anche la parata militare con tanto di trombe, trombette e tromboni.

Rispetto alle precedenti celebrazioni in cui la dimostrazione muscolare dello Stato ha rappresentato più che altro un inutile e costoso carosello, quest’anno l’evento non potrà non assumere rilevanza nell’attuale contesto internazionale che vede il Governo italiano apertamente schierato al fianco dell’Ucraina nella guerra contro la Russia.

Da fonti di stampa abbiamo appreso che sfileranno in cinquemila, tra personale militare e civile, ma anche 170 cavalli e 22 elicotteri e mezzi pesanti. Una parata militare che, a nostro avviso, oggi appare ancor più inutile e inopportuna. È un costoso esercizio di sfoggio della forza che cozza violentemente con l’attuale situazione economica in cui versa il paese, ma ancora di più con richieste di deporre le armi e l’invocata via diplomatica per risolvere il conflitto in atto tra Russia e Ucraina.

Richieste di pace, lo vogliamo ricordare a tutti i cittadini italiani, avanzate anche con toni aspri in molteplici occasioni da numerosi rappresentati delle istituzioni ed esponenti politici. Gli stessi che domani, con molta probabilità, sgomiteranno per accaparrarsi un posto in prima linea nella tribuna presidenziale.

Altroché festa della Repubblica che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Domani la parata sarà solo una delle tante facce dell’ipocrisia politica e istituzionale che affliggono la nostra Italia.

Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario Generale del Sindacato dei militari. <<<FONTE>>>

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One thought on “2 giugno, Comellini (Sindacato dei Militari): no alla parata militare. È inutile e inopportuno sfoggio della forza che contrasta con richieste di pace”

  1. QUALCUNO GLI SPIEGHI CHE È UN MILITARE PRIMA DI ESSERE UN SINDACALISTA, OLTRE AL FATTO CHE L’EVENTUALE IMPIEGO DELLA FORZA DA PARTE DELLE NOSTRE FFAA È BEN PRECISATO NELLA COSTITUZIONE CHE È TUTT’ALTRO CHE INTERVENTISTA E CHE NON SPETTA AD UN SINDACALISTA VALUTARE L’OPPORTUNITÀ DI UNA MANIFESTAZIONE DELLA MASSIMA RILEVANZA STORICA PER IL NOSTRO PAESE ( PER FORTUNA).
    CIO NON TOGLIE CHE SE NECESSARIO, QUINDI COSTITUZIONALE, ANCHE I MILITARI ITALIANI NON METTONO FIORI NEI LORO CANNONI NE PETTINANO LE BAMBOLE.

    DOVREBBE MEDITARE SULLA SCELTA COMPIUTA ALL’ATTO DELL’ARRUOLAMENTO, SEMPRE CHE NON SIA STATA BASATA UNICAMENTE SULLA RICERCA DI UNO STIPENDIO STATALE SICURO, IPOTESI NELLA QUALE VEDO L’UNICA COERENZA POSSIBILE RISPETTO AL SUO COMMENTO CIRCA IL 2 GIUGNO.

    RIBADISCO ANCORA UNA VOLTA CHE SE CON LA RAPPRESENTANZA STAVAMO INGUAIATI, CON SINDACALISTI DI QUESTO GENERE POSSIAMO SOLO RASSEGNARCI AD ESSERE CONSIDERATI “LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI”… NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI.

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