Le ultime forniture militari occidentali all’Ucraina. E CE NE SARANNO ANCORA MOLTE ALTRE.

Roma, 25 set 2022 – INVIARE LE ARMI PER AIUTARE GLI UCRAINI CONTRO L’INVASIONE RUSSA E’ LA COSA PIU’ SEMPLICE CHE SI POSSA FARE. Per ora siamo tutti noi soltanto degli spettatori (anche se non mancano i tifosi per l’invasore Russo) di una guerra di invasione e di conquista che sembra lontana da noi e che nessuno immagina che piu’ avanti ci possa forse anche interessare di prima persona, anche se speriamo che tutto cio’ non succeda. Ma la situazione non sta’ volgendo al meglio. La Russia ci minaccia a tutte le ore. Scherza? Prova a condizionarci e metterci paura? Lo sa solo Putin cosa gli gira per la testa, oltre a ricordarci sempre che potrebbe usare piu’ bombe atomiche anche verso citta’ europee. Fatto sta’ che questa faccenda ci interessa e molto. Solo il tempo ci dira’ cosa dobbiamo fare e se saremo maggiormente coinvolti nella guerra. Da come minaccia Putin non sara’ una scelta, ma un obbligo farlo per difendere i nostri interessi di italiani, europei, occidentali e di paesi democratici.

SEGUE ARTICOLO DI STAMPA SULLA SITUAZIONE DELL’INVIO DELLE ARMI da parte dei paesi europei e occidentali.

da analisidifesa.it

Italia. In Italia il 20 settembre Giorgio Mulè, sottosegretario alla Difesa del dimissionario governo Draghi, ha annunciato che “siamo ad un passo da un nuovo invio di armi all’Ucraina, nel senso che laddove la Nato e gli altri 29 paesi ci dicessero che è necessario inviare nuove armi siamo pronti a farlo nella cornice che ci siamo detti sempre di questa coalizione di volenterosi che sta al fianco dell’Ucraina. Non so se sarà tra una settimana, due settimane, 10 giorni, poco cambia rispetto ad un impegno che non conosce una scadenza temporale ma un’adesione di valori”, ha aggiunto Mulè.

Il sottosegretario non è entrato nei dettagli delle tipologie di sistemi d’arma che Roma potrebbe fornire e che peraltro sono state segretate dal governo. Di certo, da quanto è emerso anche dalle immagini di materiale militare italiano caduto nelle mani dei russi e mostrato pubblicamente, Roma finora ha fornito missili anticarro Milan, mortai e proiettili da mortaio (nella foto sotto un proiettile da 120 mm caduto nelle mani delle milizie del Donbass) mitragliatrici, obici da 155mm FH-70, lanciarazzi portatili anticarro, missili antiaerei Stinger e probabilmente anche corazzati M-113 e veicoli VTLM Lince.

“L’invio di armi non può avere uno stop con il nuovo governo, guai se fosse così perché verrebbe meno un impegno non di un governo ma l’impegno di uno Stato e di fronte a valori come la difesa della vita di chi è invaso, non c’è cambio di governo che tenga ma c’è un impegno assoluto preso dal Parlamento italiano sostanzialmente all’unanimità” ha detto Mulè a Radio 24.

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