‘Rivolta’ nel carcere di Perugia, Zaffini e Prisco in visita a Capanne. Fratelli d’Italia: «Pochi agenti penitenziari, sono 226 ma ce ne vogliono 294»

Roma, 31 ago 2019 – Visita in carcere a Perugia Capanne, stamani, del senatore Franco Zaffini e del deputato Emanuele Prisco. Gli esponenti di Fratelli d’Italia hanno incontrato il comandante dell’istituto penitenziario Fulvio Brillo e la direttrice Bernardina Di Mario esprimendo loro gratitudine per il modo in cui gli agenti della polizia penitenziaria hanno gestito la «rivolta» di alcuni detenuti nel reparto circondariale dove sono stati bruciati materassi, coperte e lenzuola. In una nota congiunta Zaffini e Prisco dichiarano che «i detenuti che hanno animato la rivolta devono essere immediatamente allontanati da Perugia» concentrando, però, l’attenzione sui problemi di organico della polizia penitenziaria. «Allo stato – si legge in una nota – per 342 detenuti nel braccio maschile, di cui il 70 per cento extracomunitari e molti con problemi psichiatrici, e altre 58 donne in quello femminile, ci sono 226 agenti operativi e altri 22 che però sono distaccati in altre sedi. Con questi numeri – spiegano Prisco e Zaffini – è impossibile perfino organizzare tre turni da otto ore al giorno mentre invece con 294 agenti, per la tranquillità di tutti, si potrebbero ridurre a sei le ore di servizio disponendo quattro cambi». Spiegano Zaffini e Prisco: «Siamo fortemente preoccupati per la situazione che si è venuta a creare nel carcere di Perugia Capanne e non sottovalutiamo segnali meno clamorosi ma altrettanto ricorrenti che provengono da altri istituti di pena dell’Umbria, sempre provocati della cronica carenza di organico che costringe i poliziotti ad affrontare turnazioni lunghe, sottopagate e con notevoli rischi». Concludono gli esponenti di Fratelli d’Italia: «Non ci si può preoccupare delle condizioni di detenzione della popolazione carceraria se non ci si rende conto che il primo passo per garantire serenità agli stessi è supportare in maniera adeguata l’encomiabile lavoro degli agenti penitenziari».

 

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