MILITARI TATUATI, SMD RITORNA ALLA CARICA E ORA SE LA PRENDE CON I NUOVI RAGAZZI DA ASSUMERE

Fonte foto: http://www.pisatoday.it/cronaca/generale-vergori-comandante-folgore-pisa.html

Roma, 13 dic 2019 – PROTESTANO ALCUNI DELEGATI DEL CO.CE.R. CHE NON SONO STATI CONSULTATI IN MERITO! CHE SENSO HA GUARDARE SE PRIMA DI ASSUMERLI HANNO I TATUAGGI, QUANDO PIU’ DEL 50 PER CENTO DEI MILITARI IN SERVIZIO PERMANENTE, DI OGNI ORDINE E GRADO E DI SESSO DIVERSO, SONO TUTTI TATUATI? Si tratta di una norma inserita per legge all’interno del correttivo al riordino dei gradi, giusto per affermare che chi comanda siamo NOI, e decidiamo noi chi assumere sulla base della presenza dei tatuaggi sul corpo. In verita’ la lotta ai tatuaggi c’e’ sempre stata, ma poi abbandonata perche’ e’ difficile una volta in spe intervenire sul personale; magari regola ancora valida per le nuove leve da assumere. Va a finire che se tieni conto dei tatuaggi non trovi piu’ nessun militare idoneo da impiegare all’estero o in italia. Ma una volta entrati si possono tatuare? Altrimenti c’e’ da congedare mezzo esercito fatto di gente preparata, addestrata, valida e soprattutto appartenenti anche ai reparti speciali, cioe’ l’elite delle forze armate!

I tatuaggi, i piercing, ormai sono la norma tra i giovani, ragazzi e ragazze comprese. Vogliamo militari esenti da queste raffigurazioni sulla pelle? Allora bisogna vietarli per tutti e non prendersela sempre con i piu’ giovani, i piu’ deboli che amano le forze armate e ci si vogliono arruolare. Che il militare usa tatuarsi e’ un fattore che arriva da lontano, poi ci mettiamo la moda di questi anni ed ecco che molti si tatuano ancora.

La norma puo’ essere giusta se non vediamo piu’ nessun generale tatuato, nessun ufficiale tatuato, nessun maresciallo tatuato e nessun graduato o militare che sia tatuato. Ma questo lo sanno anche i vertici militari, NON sara’ possibile. Che fai, uno tatuato in spe lo congedi? Non lo impieghi all’estero perche’ il suo particolare tatuaggio puo’ destare fastidi a culture diverse? Forse si vuole provare ancora a dare un taglio: chi ha tatuaggi li tiene, ma da oggi in poi basta? Non credo possa tenere una simile idea. La voglia di tatuarsi e’ piu’ forte di una semplice regola, anche perche’ e’ una cosa personale che non danneggia altri militari.

Per i giovani che vogliono entrare nelle forze armate consigliamo cautela; cercate di entrare senza tatuaggi, non si sa mai. Non fidatevi perche’ vedete militari tatuati… Nelle forze armate si e’ forti con i deboli e deboli con i forti. 

Per completare l’informazione diamo conoscenza del seguente articolo uscito sul Secolo XIX dell’11.10.2019.

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4 thoughts on “MILITARI TATUATI, SMD RITORNA ALLA CARICA E ORA SE LA PRENDE CON I NUOVI RAGAZZI DA ASSUMERE”

  1. Tatuaggi sempre esistiti, in passato nelle forze di polizia venivano usati in servizi di copertura o di infiltrazione tra cosche per non farsi riconoscere quale appartenente alle forse dell’ordine. In Usa non guardano a queste cose, in Italia ci sono effettivamente il 50% se non di più del personale tatuato e questo é già una discriminazione verso i giovani volontari che gli viene negato per questo il reclutamento, con le scuse più banali anche sulla psiche dell’individuo. Un tatuaggio non fa male a nessuno, é una moda molto diffusa tra attori, calciatori e diciamolo pure tra delinquenti e soldati. La regola per l’arruolamento nelle forze armate e di polizia dovrebbe essere solo quella che la parte tatuata non sia visibile con l’uniforme di servizio, escludendo la tenuta ginnica estiva.

  2. La logica è che nelle parti visibili della pelle mani braccia collo polpacci e altre parti compatili al tipo di divisa estiva e invernale, il militare è tenuto al rispetto del proprio corpo.
    Anche la compatibilità con la figura di appartenente alle forze armate rispettivamente alle specialità dell’aspetto marziale che ogni militare è tenuto ad adottare.

  3. Vanno licenziati tutti. Così non si fanno discriminazioni. Non hanno rispettato l’etica del militare. E neanche l’etica religiosa. Tatuarsi è peccato (1Gv.3,4_6) perché va contro la volontà di Dio (Lv.19,18).

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