LA MORTE DI AURELIO VISALLI DELLA GUARDIA COSTIERA. PARLA IL COGNATO : POTEVA ESSERE SALVATO

Roma, 28 sett 2020 –  La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto  ha aperto un’inchiesta per capire come sia stato organizzato l’intervento di soccorso per salvare la vita a Aurelio Visalli, sottufficiale della Guardia Costiera.

Il cognato del militare deceduto denuncia inefficienze: «Poteva essere salvato, ci sono responsabilità per le dinamiche con le quali hanno costretto Aurelio ad intervenire e responsabilità dei soccorsi arrivati assolutamente in ritardo»

«A mio cognato e a due sue colleghi era stato vietato di intervenire con la motovedetta perché il mare non lo consentiva», ha raccontato. La pattuglia era stata allertata per la presenza in acqua di due ragazzini, un 13enne e un 15enne, che avevano deciso di tuffarsi nonostante le proibitive condizioni meteo e che rischiavano di annegare.

«Dopo un pò, riferisce sempre il cognato, gli è stato chiesto di intervenire da terra. Ma come potevano farlo senza attrezzatura, non avendo nè giubbotti di salvataggio né salvagenti, mute, corde o altro? Avevano solo un piccolo salvagente con una cordicella per tirarla ai due giovani. Mio cognato tra l’altro era motorista e sotto capo, sicuramente non era compito suo. Nel frattempo uno dei ragazzi è riuscito a tornare a riva mente l’altro attendeva aggrappato ad una boa».

Ora, dopo il dolore per la perdita del nostro eroe della Guardia Costiera, sarà la magistratura a chiarire tutte le dinamiche che hanno portato alla assurda tragedia.

La Procura ha disposto l’autopsia del Sottufficiale. I funerali previsti per domani a Milazzo potrebbero slittare di qualche giorno.

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